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iZombie: quando l’apocalisse zombie viene vista dall’altro lato della pistola, recensione episodio 3.01

Fin dalle prime puntate di iZombie la possibilità di un’apocalisse in stile The Walking Dead è sempre stata molto tangibile. Del resto il pacchetto “Show con non-morti” deve inevitabilmente includere l’opzione della fine del mondo. Ma cosa accadrebbe se all’interno del quadro apocalittico i ruoli fossero invertiti? Se fossero gli zombie a dover temere gli umani alla follia? Se fosse l’umano senziente il pazzo carnefice che priva il non-morto dei propri cari e della sua normalità?

La terza stagione di iZombie riprende subito dopo gli eventi del finale della seconda. Liv, Major e Clive sono sopravvissuti all’attacco zombie scatenatosi durante il party di Max Rager. Ognuno di loro porta con sé le conseguenze della strage: Liv ha dovuto uccidere il suo ragazzo, mentre Clive deve accettare l’esistenza di un mondo pieno di zombie. Non se la passano meglio neppure Blaine, Ravi e Peyton. Dopo aver salvato la ragazza da Mr. Boss, Ravi viene a conoscenza della relazione tra la sua vecchia fiamma e il criminale smemorato, provando la giusta dose di gelosia e shock.

Mentre i vari protagonisti vengono a patti con le loro emozioni, questa première ha approfondito il personaggio di Vivian Stoll. Presentataci nel finale come fanatico capo di un gruppo di zombie, viene rimessa in asse durante la puntata. Vivian gestisce infatti una comunità perfettamente autosufficiente e umana di non-morti, con tanto di esercito e sistema scolastico. Tutto il fanatismo che aveva mostrato durante la sua prima apparizione viene subito smussato facendo capire allo spettatore per chi patteggerebbe in caso di uno scontro umani vs zombie.

In iZombie l’idea di apocalisse viene infatti capovolta. Liv e Clive provano a fermare un complottista dal diffondere in radio la verità dietro alla strage accaduta presso Max Rager. Noi, con loro, speriamo che la verità non venga a galla per paura che qualcuno faccia del male agli zombie. Nelle scorse stagioni abbiamo infatti imparato ad amare l’idea di non-morto versatile, che nutrendosi di cervelli umani in modo comico assume qualità e difetti del deceduto. Ulteriore è poi lo sconforto quando a fine puntata veniamo a conoscenza della morte di una famiglia di zombie innocenti, colpevoli solo di essere stati infettati contro la loro volontà.

Insomma, se normalmente la televisione ci ha abituati a vedere gli umani lottare contro zombie affamati di cervelli, nulla vieta che iZombie riesca a metterci davanti ad una nuova prospettiva. Liv si farà paladina degli zombie “buoni” sperando di integrarsi con gli umani? Vivian rifiuterà il perbenismo di questa puntata tirando fuori il suo lato guerrigliero della scorsa stagione per costruirsi un posto in società? Che ci aspetti una apocalisse zombie a tre parti, con gli umani da un lato, gli zombie dall’alto e la “Z squad” in mezzo? 

Ancora presto per dirlo, ma sicuramente la terza stagione sembra iniziare con una griglia piena di carne da essere cotta. I protagonisti non sono uniti fra di loro come dovrebbero, all’orizzonte si stagliano nuovi e vecchi nemici e pare che anche i casi da risolvere non mancheranno. Del resto iZombie è una serie che vive di una ritualità molto forte e guai se così non fosse. La serie non sarebbe la stessa senza i cambi di personalità di Liv, senza le sue relazioni nate sotto una cattiva stella, nemmeno senza un malvagio un po’ imbranato a mettere in difficoltà i nostri protagonisti.

 

3.01 - Heaven just got a little bit smoothier
  • Dal lato sbagliato della pistola.
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