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Intervista a Jensen Ackles

Jensen Ackles – la star di “Supernatural” parla dello show del suo personaggio e del suo rapporto con il paranormale (Nell’intervista potrebbero essere prsenti anticipazione di puntate ancora non andate in onda in Italia) Leggi l’intervista tratta da television.aol

il veterano dell’horror tv spiega come mai non lo vedrete in un Supermarket Tabloid molto presto. 7 maggio Jensen Ackles riesce a malapena a spiegarsi come abbia fatto a costruirsi una carriera interpretando ruoli legati al paranormale. Prima di ottenere la parte di Dean in “Supernatural” della CW, ha interpretato il figlio di Satana in una pellicola del 2005, e ha resistito all’ira di una madre posseduta in “Days of Our Lives”. Ackels ha parlato all’editor Geoff Bennett di AOL riguardo al recitare una metà del duo “acchiappa-demoni” Winchester e si pronuncia su ciò che è diventata la sua co-star di “Dawson’s Creek”, Katie Holmes.

Ci sono molti show in TV che si concentrano sul paranormale, ma perché secondo te i telespettatori sono legati a “Supernatural”? La ragione ovvia è la differenza che esiste tra gli spettacoli sul paranormale che vanno in onda ora. Riguardano di più i misteri e l’ignoto, mentre il nostro si avvicina di più a uno show di genere horror. Siamo di più un thriller, rispetto a un semplice show sul paranormale.
E so che i fans di Supernatural sono abbastanza presi. Hai mai avuto un incontro con un fan super zelante?
Sono stati tutti molto cool. La prossima settimana, andrò a Londra per la primissima convention di “Supernatural”. Quindi la sto aspettando con ansia per vedere come saremo ricevuti là. Ma i fans sono stati grandi. Quando abbiamo iniziato, sapevamo che lo show avrebbe potuto colpire o meno, e avevamo bisogno di trovare un nucleo di audience che ci facesse davvero sopravvivere. E penso che siamo riusciti a farlo.
Il tuo show va in onda contro “Grey’s Anatomy” e “CSI”, ed è dura.

Non potrebbe essere più dura. Forse potrebbero inserire anche “American Idol” in questo mix. (Ride)
Visto che girate lo show in Canada, come hai fatto a non portare avanti vite parallele sia là che a Los Angeles. O lo fai?

Non lo faccio, ma è molto difficile. Se Jared e io non lavorassimo così tanto come facciamo, potremmo anche essere capaci di mantenere una specie di vita a L.A. Mettiamo letteralmente in pausa le nostre vite per nove mesi all’anno. È dura. Ho passato l’ultima settimana della mia pausa solo a spolverare casa mia. È un sacrificio, ma non è male come problema.
Tu e Jared Padalecki uscite insieme quando non state girando, o ne avete abbastanza l’uno dell’altro sul lavoro?

Abbastanza, abbiamo delle tabelle d’orario così pazze che se vogliamo staccare dal lavoro e uscire con qualcuno, di solito finisce che siamo sempre noi due. Arriviamo alle 3 della mattina e non lavoriamo fino alle 4 del pomeriggio. La nostra agenda è molto diversa da qualsiasi altra persona, così usciamo abbastanza — soprattutto con i ragazzi dello staff. Siamo diventanti una famigliola salda e unita.
Ho letto che Jared ogni tanto si spaventa sul set.
No, no. E’ un ragazzone. Potrebbe averlo detto all’inizio. Penso che abbiamo perso totalmente l’emotività dal momento in cui abbiamo a che fare col set per così tanto tempo. Credo che probabilmente ci dia un falso senso di confidenza nelle nostre vite reali. Se sono da solo in casa mia e sento qualcosa fare rumore, scatto in piedi e penso, “Bene, se è ciò che penso che sia, saprò come affrontarlo.”
Quindi tu non credi realmente nel sovrannaturale?

No veramente. Mi piace credere che ci sia più di una spiegazione logica per le cose, ma non penso che la scarterei mai completamente.
Perché secondo te così tanti ruoli che hai recitato erano incentrati sul paranormale?

E’ una bella domanda. Non è stata colpa mia, direi. Penso che sia diventato un punto d’interesse nell’intrattenimento negli ultimi cinque o dieci anni. Credo sia stata la fortuna del caso.
Nell’episodio della settimana scorsa — quando il tuo personaggio è stato trasportato a una vita perfetta con la sua ragazza e con Sam alla scuola di legge — quanto è stato difficile per te cambiare ingranaggi?
E’ stato un episodio abbastanza difficile per me. Dopo due stagioni passate a interpretare un personaggio, tu sviluppi queste “zone comode”. Sono in grado di calarmi nei panni di Dean molto facilmente perché lo faccio spesso. È stato difficile per me come personaggio e attore essere buttato fuori da quelle zone comode e dover recitare in un mondo che non mi era assolutamente familiare. Quando guardi l’episodio, non sembra nemmeno “Supernatural”. Pensi di stare guardando “Girlmore Girls”. È uno show vivace, felice e mettere un personaggio che era abituato ad essere in un ambiente sciatto e oscuro davvero non mi ha fatto sentire a mio agio.
Quando sei stato una guest star in “Dawson’s Creek”, avevi mai pensato che Katie Holmes avrebbe sposato Tom Cruise e che avrebbe attratto così tanto l’attenzione dei media?

(Ride) Uh, no. Voglio dire, non si sa mai con queste cose. Chi lo sa cosa succede in questo pazzo mondo di Hollywood? È quasi una benedizione che io debba lavorare a Vancouver perché me ne sto alla larga da tutta quella merda.
Quindi cerchi di rimanere a contatto con la realtà.
Sì, non sono dentro a tutto quello. Vedo tutta quella roba da “paparazzi e tappetto rosso” e dico, “Davvero? Devo farlo?!” Mi piace lavorare e so che è parte del lavoro. Ma cerco di camminare a grandi passi.
Ma a quale costo per la tua carriera? Sono certo che agenti, managers e pubblicisti amerebbero vederti più spesso in US Weekly.

Non è che io abbia una dura posizione contro qualsiasi cosa riguardi quel mondo, e fino a un certo punto è divertente. È divertente vestirsi per l’occasione e portare la tua ragazza a un grande evento da qualche parte. Ma per la maggior parte dei casi, lavoro così tanto che voglio trascorrere le pause solo per me. Penso che la gente sia molto consapevole di quanto si trovi sotto l’occhio delle telecamere. Vedi foto di ragazzi a torso nudo che corrono per Malibu, ma sanno quello che stanno facendo. Penso che sia stupido credere che vengano semplicemente beccati da una macchina fotografica. Se ti fai notare, verrai fotografato.
Mara Remondini

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