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Intelligence: recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Gabriel Black è un agente segreto a cui è stato impiantato nel cervello un microchip che gli permette di accedere a qualsiasi tipo di informazione a livello internazionale utilizzando liberamente internet, il WI-FI, i telefoni e i satelliti. Gabriel lavora all’interno di una divisione del Governo degli Stati Uniti denominata Cybercom, che vede a capo la direttrice Lillian Strand che decide di affiancare a Gabriel per proteggerlo nel corso delle sue missioni l’agente dei servizi segreti Riley Neal.

Intelligence1X01-3Il pilot di questa nuova serie targata CBS, una delle novità più attese della midseason, sarebbe riuscito a strappare una sufficienza piena in questa recensione se fosse apparso sui nostri schermi una decina d’anni fa o forse più. Ma arrivando dopo serie come 24, le varie versione di CSI, Criminal Minds e tanti altri procedurali del medesimo stampo, Intelligence è completamente fuori tempo massimo per rappresentare un qualcosa di completamente nuovo in un panorama seriale in profonda crisi (se parliamo delle sole serie trasmesso dai network generalisti).

Cosa c’è che non va in questo pilot? Prima di tutto la prevedibilità con cui si risolvono i vari twist sparsi nei 40 minuti di episodio. Chi ha dimestichezza a seguire prodotti come quelli che citavo prima, non avrà dubitato neanche per un istante della veridicità di quell’attacco cardiaco che prende a Gabriel quando si trova prigioniero dei cinesi (i cattivi peggiori che io ricordi da qualche anno a questa parte) o ancora quando, ad inizio episodio, sempre Gabriel Black trova un escamotage per liberarsi dai pakistani. Non parliamo poi della talpa della Cybercom. Ora come ora è già scontato di suo prevedere la presenza di una talpa all’interno di una serie, ma se la rivelazione avviene in maniera così scontata e tirata via allora vuol dire che i problemi di scrittura sono veramente gravi.

Lo scopo principale di un pilot è proprio quello di convincere al primo colpo, far appassionare chi lo guarda al plot e ai suoi personaggi. Ecco, i personaggi, altra nota dolente di questo sconfortante debutto. Non ce ne vogliano i fanatici di Lost. Abbiamo ancora tutti nella nostra memoria questa straordinaria serie e i suoi protagonisti, a cominciare proprio da Sawyer e al giusto spessore che riuscì a dargli Josh Holloway. In Intelligence Holloway sembra perennemente un pesce fuor d’acqua, inespressivo, per non dire quasi intontito e la scrittura del suo personaggio non lo aiuta di certo. I personaggi di contorno, a cominciare dall’ex gloria di C.S.I. Marg Helgenberger, se vogliamo sono ancora peggio del protagonisti: anonimi e inesistenti, con l’agente Riley messa a fianco di Gabriel e già irritante nella pignoleria con cui riprendere Black. Vogliamo far capire al pubblico che il “superuomo” non è infallibile e che qualche volta può farla fuori dal vaso? Ok, va benissimo dargli quel tocco di umanità e fragilità che fa capire che non siamo di fronte ad un cyborg ma davanti ad un uomo che può commettere degli errori. Ma facciamolo evitando quelle insulse scenette scritte malamente nel quale “l’allieva supera il maestro”. Intelligence1X01-2

L’unico motivo d’interesse per continuare la visione di questa serie poteva essere rappresentato dalla scomparsa della compagna di Gabriel in seguito ad un attentato terroristico dove lei era sospettata di essere una delle esecutrici. Poteva, se il tutto fosse stato trattato con un migliore scrittura che non risolvesse il mistero alla fine dei 40 minuti. Intelligence ha toppato il suo primo appuntamento. Quanti di voi, dopo tante occasioni perse, sono disposti a dargli un’altra chance? Io, questa volta, passo.

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