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Cinema

Essere buone non ripaga. Recensione del film I Care a Lot, con Rosamund Pike e Peter Dinklage

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Da sempre il fascino del male ci attira. Non importa quanto sia malvagio, twisted e senza scusanti un protagonista: se la sceneggiatura e la recitazione hanno creato un personaggio interessante, le sue scelte discutibili o le dubbie intenzioni diventano nulle rispetto al suo generale fascino. Un pizzico di debolezza, una sfumatura di umanità e improvvisamente anche il peggiore dei diavoli può diventare qualcuno per cui fare il tifo. La protagonista della pellicola I Care a Lot, approdato su Amazon Prime Video a pochissima distanza dalla vittoria ai Golden Globes proprio della sua protagonista, Rosamund Pike, ne è un chiaro esempio.

La sottotrama della pellicola I Care a Lot affronta una tematica difficile, complessa, dalle sfumature tetre. Soprattutto negli Stati Uniti, in cui è una realtà fin troppo diffusa, anche per star di livello mondiale come Britney Spears, che è stata al centro di una disputa legale proprio con suo padre, nominato suo tutore legale, incaricato della gestione di tutti i suoi beni.

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I Care a Lot Recensione film – Credits: Amazon Prime Video

Il Diavolo non veste più Prada, ma ha un caschetto biondo

Marla Greyson, una Rosamund Pike dal caschetto biondo impeccabile e dal tacco dodici come tratto distintivo sul documento d’identità, ha creato un piccolo-grande impero sulle fortune delle persone anziane, sole e abbienti. Grazie ad una rete di collaboratori e fedeli aiutanti, ha tessuto una ragnatela in cui intrappolare i vecchietti privi di famiglia, con conti in banca considerevoli e nessuno che possa difendere i loro interessi. Fingendo che siano incapaci di gestire da se le proprie finanze li rinchiude in una struttura per anziani, vende tutto ciò che possiedono e paga con quel denaro i propri servizi. Tutto liscio come l’olio. Almeno fino a quando una delle anziane signore cadute nella sua rete non si rivela un osso duro, tutt’altro che sola e tutto fuorchè indifesa.

Prendere di mira Jennifer Peterson, su carta la vittima perfetta, si rivela così il peggior errore della vita di Marla, dal momento che decadono i due principi di base per il successo dei piani della truffatrice. Proprio con lei iniziano i guai per la donna, che scoprirà di essere molto più forte e determinata di quanto avesse mai pensato, al livello di fuorilegge della peggior specie, reinventando se stessa e le proprie ambizioni.

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I Care a Lot Recensione film – Credits: Amazon Prime Video

Due filoni distinti: il tema sociale e quello recitativo di I Care a Lot

Apprendere a pieno il fascino del film di J Blakeson è possibile soltanto facendo un passo indietro e distinguendo il tema trattato dalla storia raccontata. Il mix di questi elementi è proprio ciò che rende così ammaliante l’insieme.

In primis il tema dei tutori legali per anziani. I Care a Lot non è il primo film a denunciare le condizioni, spesso disastrose e ingiuste, in cui gli anziani soli e senza famiglia si trovano al momento in cui l’età avanzata sopraggiunge, con tutte le annesse malattie e difficoltà. Documentari e libri sono stati scritti sul tema, per anni, ma come spesso accade è la notorietà di un oggetto, di una frase, di una persona a far spargere a macchia d’olio qualcosa, anche un tema sociale come questo. Così il film di Amazon Prime Video diventa il tramite per parlare senza più mezzitermini dell’argomento.

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Marla Grayson, la villain di cui non sapevi di avere bisogno

Ciò che Marla mette in piedi è un business, né più né meno. I suoi metodi potranno essere discutibili, le sue scelte al limite della decenza umana, eppure si tratta di una donna che, con intelligenza e “palle da vendere” riesce a imporsi su una fetta di mercato, armata di null’altro che la sua esperienza e la determinazione di farcela. Impossibile non chiedersi se il film avrebbe avuto lo stesso impatto con un protagonista uomo. Probabilmente la sua perfidia e forza sarebbero passati in secondo piano, proprio perché è più semplice affidare ad un uomo un ruolo da bastardo patentato. Invece è proprio Rosamund Pike ad essere il carnefice, con il solo obiettivo di farcela in una vasca di squali, avere successo e non lasciare che nessuno la calpesti.

La bellezza del suo personaggio non si può tuttavia annullare nel semplicistico riassunto di bastardaggine senza scrupoli. Marla è una donna fatta di carne e di ossa, la cui umanità, nonostante tutto, emerge in più di un’occasione. Difficile schierarsi con lei, quasi impossibile, eppure è questo dualismo a caratterizzarla ancor di più.

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I Care a Lot Recensione film – Credits: Amazon Prime Video

Un cast strepitoso per una pellicola difficile da digerire

Il ruolo di stronza senza scrupoli si modella bene sull’attrice Rosamund Pike, che dalla timida Jane di Orgoglio e Pregiudizio del 2005 aveva fatto breccia nei cuori di pubblico e critica con il L’amore bugiardo – Gone Girl di David Fincher. C’è poco da aggiungere sulla sua interpretazione che non abbiano già detto il Golden Globe (meritatamente) vinto o la quasi unanimità degli ottimi giudizi della critica. Accanto a lei un cast di tutto rispetto, in particolare il Tyrion di Game of Thrones – Il trono di Spade Peter Dinklage, che qui interpreta un personaggio stereotipato ma non semplice. Bella la prova recitativa di Eiza Gonzalez, l’attrice messicana conosciuta principalmente in patria per una telenovela di successo nazionale. Ultima, ma non di importanza, è Diane Wiest, che è la nemesi perfetta per una donna come Marla.

A differenza dei film d’azione in cui è l’adrenalina a tenere gli occhi dello spettatore attaccati allo schermo, qui si percepisce fin dall’inizio un fastidio, una difficoltà che affiora con i brividi a fior di pelle. Ci si sente impotenti davanti a ciò che sta accadendo e, mentre l’umanità di Marla fa timidamente capolino, il desiderio di vederla capitolare si mescola a quello più umano che prova compassione per le sue disavventure. Ca va sans dire che è il primo sentimento a prevalere, trovando estremamente soddisfacente il finale del film, forse un po’ troppo affrettato, considerato l’insieme.

I Care a Lot è un film che si sposa bene con il desiderio di guardare un prodotto ben fatto e ben recitato. Lasciate perdere se siete alla ricerca di un film zuccheroso dal lieto fine, non vi farà sentire meglio né farà sparire i vostri problemi. Vi resterà tuttavia impresso per il suo ritmo, la storia schietta e mai banale e, ovviamente, l’eccezionale recitazione del cast.

I Care a Lot - Recensione film
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
4

Summary

Una pellicola che riesce a brillare grazie all’interpretazione di Rosamund Pike. Il tema affrontato, di certo non facile, è gestito con grandissimo tatto e realismo.

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