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Humans

Humans: Recensione dell’episodio 1.02 – Episode 2

humans102LauraLiberarsi dalle incombenze umane per tornare ad essere umani. Questo in poche parole potrebbe essere il grande obiettivo dei synth, robot domestici che dovrebbero, nel presente / futuro alternativo che questa serie ci propone, occuparsi delle nostre faccende per permettere a noi di concentrarci sulle relazioni umane. Ma queste, in fin dei conti, non sono che dettate e scandite da compiti e doveri reciproci tra familiari, colleghi, amici, cosa rimane a noi umani se sono altri ad occuparsi di ciò spetterebbe a noi?
Cosa definisce un rapporto madre e figlia, moglie e marito? Il bacio e le favole della buona notte? La colazione al mattino? Un abbraccio quando si ha paura?

Umani. Humans, come promesso dal pilot, continua a domandarsi e domandarci cosa è umano e cosa non lo è, senza per ora dare alcuna risposta, e lo fa analizzando con un po’ di lentezza e distaccamento tre situazioni familiari.
Peter e Jill Drummond condividono il loro spazio domestico con Simon, synth che aiuta Jill nella riabilitazione. L’uomo, detective che si occupava proprio di casi che riguardano i synth, sente minacciato il suo ruolo dalla presenza costante e premurosa del robot.
humans102anitaGeorge Millican riceve dall’assistenza sanitaria Vera, robot domestico che dovrebbe sostituire il vecchio. Ma il vedovo ha instaurato con quest’ultimo, Odi, un rapporto più che affettuoso, paterno.
Ma la storyline più complicata e più interessante è sicuramente quella che coinvolge la famiglia Hawkins. Ognuno di loro pone in essere un rapporto diverso con il loro synth, Anita, dettato dall’età e del proprio credo. Joe, il capo famiglia, sembra quello meno preoccupato del suo arrivo in casa, mentre la moglie Laura non solo si sente minacciata dalla sua presenza, dal suo essere in alcune faccende più madre di lei, ma inizia anche a dubitare del perfetto funzionamento del suo synth, della sua completa estraneità alle emozioni umane. Il suo rapporto con la più piccola, Sophie, è la dimostrazione che qualcosa in lei non funzioni come di dovere.

Non Umani. Ma se ciò che abbiamo creato riuscisse in qualche modo ad emanciparsi dal suo ruolo e raggiungere uno stato di consapevolezza tale da renderlo in grado di provare emozioni? Saremmo davanti a un cosa o a un chi?
humans102odiSimon è in grado di sostituire Peter nel suo ruolo di marito o è solo una macchina che può aiutare  a guarire? Odi può essere considerato come un figlio o è solo una scatola piena di aggeggi in grado di memorizzare dati?
Anita e Niska sono un cosa o un chi?
Questa seconda puntata ci porta un passetto più avanti in altra parte della storia che la serie vuole raccontare, in questa altra umanità. Scopriamo che alcuni synth si sono così evoluti tanto da non rendersi riconoscibili. Sono stati solo i sentimenti a renderli tali?
Sul perché esista questa deviazione dal progetto originario, su chi siano gli iniziatori, su chi sia il padre di questi umanoidi non abbiamo ancora alcun indizio.

Dal punto di vista narrativo questo episodio non vola molto lontano dal pilot, non aggiunge molto al racconto, ma continua a porre l’accento sul rapporto tra umani e non umani e sulle implicazioni che la tecnologia ha sulla nostra vita. Anche perché quello che vediamo ha sì un carattere fantascientifico, ma non è poi così tanto lontano dalla direzione che il progresso reale sembra aver imboccato.

Nota a margine: Sigla e musiche sono del bravissimo Cristobal Tapia de Veer, già conosciuto in Utopia.

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