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How to get away with Murder- Recensione episodio 1.01- Pilot

Il legal drama è un genere che è andato molto di moda fino a pochi anni fa nella televisione americana creando un’onda di prodotti tuttith (1) molto simili tra di loro e che hanno portato alla saturazione e  al conseguente declino del genere. Esistono delle felici eccezioni come “Suits” o i vari “Law and order” e se vogliamo anche “The Good Wife” (che a mio parere è però molto di più), che rimangono fedeli al modello della serie “legale” riuscendo però nell’ardua impresa di attenersi fedelmente alla realtà e a regalare forti emozioni e coinvolgimento emotivo. Shonda Rhimes, lo dico fin da queste linee iniziali, questa alchimia non l’ha trovata presentando un pilot che non solo non convince, ma non emoziona e questo, per un prodotto sceneggiato dalla regina della tv americana, che ha fatto versare litri e litri di lacrime con le dieci e più stagioni di GA, non va bene.

La trama del pilot e dell’intera serie riprende temi molto cari alla Rhimes ed è evidente l’intento di mescolare le due caratteristiche principali degli show in precedenza da lei creati: i coprotagonisti sono studenti e l’azione comincia il primo giorno della “Law school” della Middleton University (come i protagonisti di Grey’s anatomy), la protagonista principale è una donna forte e indipendente che non ha problemi con il concetto di “moralità” e che è arrivata in cima alla “catena alimentare” perché eccelle in quello che fa (come Oliva Pope di Scandal).  Dobbiamo però precisare che l’ideatore e co-sceneggiatore della serie è Peter Nowalk stretto collaboratore della Rhimes e suo braccio destro già in molte occasioni, però dovendo giudicare questo primo episodio scritto proprio da lei non posso fare a meno di addossare su di lei, tutta la responsabilità di 43 minuti di episodio che non funzionano.

thVengono inizialmente presentati i protagonisti, tutti ragazzi giovani e belli e ognuno rappresentate un “americano tipo”: l’arrivista (Yang mi manchi tanto), l’omosessuale, la moralista che tradirà ogni suo principio (ciao Meredith) e il ragazzo di colore non accettato e emarginato. Come se questa sfilata di personaggi già visti non bastasse, è impensabile non aver visto almeno per un attimo un po’ della Bailey nella professoressa Keating, vera protagonista dello show. Il corso che gli studenti dovranno seguire per primo è appunto “How to get away with Murder” (come farla franca con l’omicidio) tenuto dalla migliore avvocatessa d’America, la sopra citata prof. Keating. Ma, a distinguere dal semplice legal-procedurale questo show è il lato “mistery” molto annunciato nei vari promo, consistente in una serie di scene ambientate tre mesi dopo l’inizio delle lezioni che ci mostrano i quattro studenti intenti nello sbarazzarsi di un corpo umano privo di vita. Ma la sceneggiatura e la regia ubriaca non danno modo allo spettatore di essere catturato dal mistero e dal giallo da risolvere a causa di un ritmo singhiozzante che fa desiderare più la trama verticale di quella orizzontale, senza contare che una serie che inizia già mostrando il finale è territorio esclusivo di Revenge…

Cosa resta di questo pilot dopo averlo visto e anche atteso?Poco, molto poco: una bella ambientazione, una storia che in potenza potevaBACKGROUND: MATT MCGORRY, KATIE FINDLAY, ALFRED ENOCH, KARLA SOUZA, AJA NAOMI KING, JACK FALAHEE, BILLY BROWN, LIZA WEIL, CHARLIE WEBER;  FOREGROUND: VIOLA DAVIS essere interessante ma che si perde nell’eccesso e nella non verosimiglianza e infine una Viola Davis che cammina come un camionista e mantiene la stessa espressione anche quando piange. Io credo che se avessero tolto i flashback e avessero fatto una scelta di casting diversa per la Keatig, avremmo potuto avere un legal-drama universitario interessante ed anche scorrevole, invece di un prodotto che ostenta situazioni e norme giuridiche inesistenti (anche per la giustizia americana) pur di colpire lo spettatore, insomma per una volta Shonda…potevi” farla semplice.”

E voi cosa ne pensate di questo nuovo prodotto di Shondaland? Fateci sapere in un commento qui sotto

Good Luck!

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1.01- Pilot

Pretenzioso

Valutazione Globale

User Rating: 2.63 ( 6 votes)

La_Seria_

Studentessa universitaria, persa nella sua Firenze,sfoga lo stress da esame nello streaming selvaggio, adora le serie crime e fantasy lasciandosi trasportare a tratti dai teen drama. Cerca ancora di capire perchè le piace la pioggia incessante

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7 Commenti

  1. Ormai non posso che sorridere quando uccidi le serie Cate, mi diverto da matti. Io sono una grande fan di Shonda quindi questo, come del resto Scandal e GA, era un pilot che aspettavo da molto tempo. In verità una delle cose che non posso negare e con cui sono assolutamente d’accordo è il ritmo spezzato tra presente e futuro che non solo non regge ma riesce a risolvere un mistery in quanto… pochi minuti? Se avessero seppellito il corpo senza mostrarne l’identità, iniziando il flash-foward nella prima parte dell’episodio e concludendolo nella parte finale, avrei anche accettato la cosa, ma una storia parallela in un pilot, di cui una viene praticamente ‘risolta’ poco prima del falò finale? Non regge, lo sappiamo e ce ne accorgiamo tutti.
    Venendo ai personaggi e alla trama. Sono d’accordo con il fatto che non è un legal come gli altri ma credo che non fosse quello lo scopo primario della Rhimes. Come sappiamo, al di là della trama, Shonda privilegia indubbiamente quelle che sono le sfumature caratteriali dei personaggi e questo indubbiamente cambia il volto di una serie. D’altra parte ogni legal ha una sfumatura diversa e più che ‘legal’ questo lo definirei un drama che ha la sfumatura legal solo come sfondo e non come baricentro intorno a cui la storia ruota. Perchè la storia ruota intorno agli studenti, alle loro emozioni, alle loro storie e ai loro problemi. Non mi è dispiaciuto il protagonista (nero emarginato, lol) che ricordo da piccolino nei panni del compagno di stanza di Harry a Hogwarts e fa piacere scoprire che anche lui è cresciuto come i suoi colleghi. Gli altri sembrano stereopiti ma che, almeno è la mia tenue speranza, potranno trovare una sorta di riscatto nelle storie. Per la Davis… hai ragione nel dire che non cambia espressione mentre piange ma, a costo di prendere una cantonata, credo stesse fingendo e che quelle lacrime non fossero altro che un mezzo per poter ‘comprare’ la fiducia di Wes che l’aveva colta con le mani nel sacco. Non mi dispiace la sua vena ‘poco legale’ in cui è tutto valido e tutto può essere ammesso per risolvere un caso (molto diverso dall’approccio di Alicia Florrick, per fare un paragone molto cauto) e ricorda per certi versi la manipolazione di casa Pope, a conferma del fatto che la mela (qualsiasi mela dell’albero Shonda) non cade lontano dall’albero.
    Per me non meritava il voto pieno ma, di certo, una sufficienza ci stava tutta.

  2. Caterina sono in buona parte d’accordo con te, anche se forse il voto finale, rispetto a quello che hai scritto, poteva essere un po’ più generoso, no? 🙂 Io dei pilot non mi fido mai!
    Comunque, concordo soprattutto sull’inefficiente regia e sceneggiatura che come hai detto bene te, appare ubriaca e non permette di immergerci nella storia. Tutti i personaggi sono stereotipati fino quasi a diventare macchiette di se stesse ed è un peccato, l’unico che si salva è il protagonista. Anche io come Katia lo ricordo bene in Harry Potter.
    Sulla Davis non mi pronuncio, ho interpretato le lacrime come un semplice mezzo per intenerire Wes ma non sono certa.
    Non so se continuerò a vederlo, purtroppo io e Shonda non andiamo molto d’accordo, le sue serie “svaccano” sempre a un certo punto, questa parte già un po’ “svaccata” diciamo, quindi vedremo!

  3. Katia non puoi aver dato 2 stelline all’episodio con Robin Hood di DW e voler dare la sufficienza a questo, non è che perché è un pilot dobbiamo essere meno chiari e sinceri del solito….Il problema qui non è l’emozione che infondo è un parametro soggettivo ma la riuscita dell’intero episodio: ci viene presentata una serie (annunciata da mesi con teaser e trailer) che ha come titolo “Come farla franca se uccidi qualcuno” (la traduco in italiano così il punto è più chiaro) che dal primo episodio non sfrutta la norma e la duttilità della legge per vincere in tribunale ma piuttosto il ricorso al sesso, al tradimento (tutti temi cari alla Shonda), e che fa sfumare l’aspetto mistery svelando fin da subito la vittima dei flash-foward, uccidendo quindi non solo la poca anima legale della serie ma anche quella thriller. Non puoi mettermi un dialogo iniziale sulla spiegazione di “intenzione” con termini latini e poi utilizzare per chiudere il caso un tizio che è il tuo amante, e finché l’ambito è medico e Shonda si inventa operazioni a cuore aperto appesi a due liane nella giungla mi sta bene, ma quando si tocca una cosa ferma e imprescindibile come le norme di procedura penale mi inalbero un po’.
    Ma aspetto legale a parte, anche la Davis non funziona, anche io ho capito che stava fingendo per impietosire Wess, però ci sono arrivata a fine episodio quando lo sceglie per lavorare con lei, per questo doveva gestire meglio le espressioni facciali in quella scena, magari esagerando nel pianto davanti a Wess per poi ricomporsi senza problemi quando due secondi dopo si guarda allo specchio. Lei è brava ma le manca quello sguardo cattivo, quel sopracciglio arguto quel qualcosa in più che solo il tono di voce non può dare… e anche qui non è solo il tubino grigio di Armani a fare l’avvocato, ci vuole interpretazione.
    Questo Pilot scaglia tutte le frecce che questa serie ha insieme ed in modo disordinato, senza permettere allo spettatore di immedesimarsi, senza scene emotivamente forti e esagerando su tutta la linea, non solo quella legale ma anche narrativa ( vogliamo parlare di studenti di legge che ritengono intelligente andare a spasso con un cadavere nel tappeto??) quindi io riconfermo la stellina. Ai fan di Shonda, di cui io dopo l’incidente aereo di GA non faccio più parte, dico: vi ricordate il pilot di Gray quanto era semplice ma anche furbo, veloce, fresco, e interessante? Ditemi se questo può essere minimamente all’altezza…

  4. Fermo e imprescindibile il diritto procedurale? AHAAHAHAHAHAHAH ne capisci di diritto meno di telefilm … che è tutto dire. Non tutti nasciamo recensori e competenti, prendine atto e cambia ambito…che ne so un blog di cucina. Criticare tutto a prescindere non rende più interessanti, anzi a volte, come nel tuo caso, fa solo fare pessime figure. Il pilot aveva delle pecche, ma non ne hai centrata una che fosse una. Ho letto tanti confronti a caso con serie tv di cui capisci altrettanto poco, ma nessuna qualità e analisi interessante. Ci si sarebbe potuti soffermare sul risvolto psicologico dei personaggi, per esempio, che personalmente avrei preferito esplorare lentamente e scoprire passo dopo passo invece che trovarmelo spiattellato in un pilot, o su qualche stereotipo di troppo, ammissibile… non di certo sulla regia o sui metodi impiegati dalla protagonista per perseguire il proprio scopo, in una serie che dichiara apertamente sin dal titolo l’intento malevolo e l’approccio poco pulito nell’ affrontare i casi, utilizzando ogni mezzo per aggirare il sistema. Si chiama COME COMMETTERE UN DELITTO E FARLA FRANCA non GUARDA QUANTO SONO BRAVA A FAR VINCERE LA GIUSTIZIA CON IL CUORE. Cambia genere stella perchè….nonhaicapitoniente.

  5. @telefilmista Benvenuto su Telefilm Central, dicci cosa ne pensi tu del pilot e cerchiamo di avere uno scambio di idee interessanti e che magari porti un arricchimento per entrambi. Cosa ti è piaciuto? Cosa invece non ti ha entusiasmato? Avresti apportato delle modifiche alla tecnica registica, alla fotografia, alla sceneggiatura? Allo staff di questo portale fa piacere sapere più cosa i lettori pensano dell’episodio che del recensore, non credi?

  6. Bene. Dove leggo assurdità non riesco a tacere, comunque esprimerò il mio parere.
    Con le aspettative che c’erano, dovute principalmente al nome di Shonda come executive producer (e non come creatrice o sceneggiatrice come ho letto, quindi inutile proporre paralleli con GA), il rischio era quello di non essere all’altezza e non catturare sufficientemente l’attenzione dello spettatore. Rischio scongiurato visto il taglio immediatamente coinvolgente, il ritmo serrato, il dinamismo dei dialoghi che sicuramente non lo hanno reso un pilot noioso. Sfido a dire il contrario al di là di tutto.
    La scelta dei flash-foward, già sperimentata e collaudata altrove, Revenge fa giurisprudenza a tal proposito, non sfuma l’effetto misery anzi porta a chiedersi come si arriverà a quanto visto, se davvero i fatti siano quelli che appaiano o se ci sia da aspettarsi qualche sorpresa, per cui aspetterei a giudicare almeno qualche altro episodio, per avere più elementi riguardo alle modalità in cui lo spettatore verrà guidato verso questo epilogo. Al momento però ci offre un buono spunto per dare un’occhiata a questi ragazzi e al loro modo di reagire sotto stress.
    Sulla tecnica registica quindi aspettiamo a pronunciarci.
    Per il resto concordo sui personaggi forse un po’ stereotipati, dal ragazzo povero e di colore, all’omosessuale, alla prima della classe, ma anche questi si riveleranno probabilmente più sfaccettati e complessi di quanto sembri (per esempio Michaela pare molto meno saputella in lacrime davanti al cadavere).
    Sarà che io son innamorata delle evoluzioni alla Walter White, confesso, ma avrei voluto una protagonista che svelasse le sue carte più lentamente, invece di dichiararsi e mostrarsi immediatamente… la cartuccia del passaggio da prof e avvocato cazzutissimo a manipolatrice piena di problemi che prova a corrompere l’allievo non l’avrei sparata immediatamente (a meno che non ci riservino una deludente trasformazione finale in Madre Teresa di Calcutta), forse avrei preferito maggiore gradualità, ma si centra a pieno quello che pare essere l’obiettivo: dimostrare come la legge sia tutt’altro che ferma ed imprescindibile (mi occupo di questo nella vita). Fatta la legge trovato l’inganno, è tutto un gioco di interpretazioni, di piegare gli eventi a proprio favore, specie in un sistema di common law in cui ci si confronta non con testi e regole scritte ed un giudice qualificato, ma con una giuria fatta di individualità e soggettività differenti, in cui lo scopo del bravo penalista non è difendere e dimostrare la verità (specie quando ti trovi ad avere un colpevole per cliente), ma semplicemente insinuare il dubbio per pervenire all’assoluzione. Amorale? Sicuramente. Meschino? Altrettanto. Per questo la scelta del diritto penale non è adatta a tutti, ma principalmente a soggetti animati da tutt’altro spirito e ambizioni. Ce lo fa capire la conversazione tra studentessa e assistente, in cui palesemente si dice che chi sia spinto dal senso della giustizia e dall’etica in quel campo non farà strada, ce lo mostra Annalise chiaramente con il suo modo di agire e di fare privo di scrupoli… non ultimo lo capiamo dal fatto che sia possibile trovare una diversa linea di difesa per ogni studente in riferimento al medesimo caso. Tutte ugualmente valide, o forse no. Wes viene premiato per aver saputo improvvisare pur essendo l’ultimo della lista n.b.
    Se è questo lo scopo che si prefigge la serie, come da titolo, allora perfettamente centrato il comportamento discutibile dei protagonisti.
    Probabilmente non ameremo la Keating incondizionatamente, la giudicheremo, sceglieremo noi che tipo di avvocati-spettatori essere e con quale dei personaggi identificarci.
    E’ in questi termini che fondo la mia critica a quanto hai scritto.
    Lo si può trovare un messaggio sbagliato, privo di buoni sentimenti, crudele, oppure reale e inerente all’ambito di cui si occupa.
    Verosimiglianza in difetto?? purtroppo no. Tutto realistico. Fin troppo e qui sta la bravura. Harvey Specter insegna.

    Sono state lanciate diverse pietre, i singoli casi che presumo verranno affrontati puntata per puntata, un caso madre che comprenderemo a pieno solo in divenire, un’altra storia, forse collegata alla principale, o forse no, che riguarda il ritrovamento della ragazza scomparsa e che ricorda un po’ PLL, solo fatto con intelligenza e non in modo completamente casuale.
    Sono stati lasciati qua e là degli indizi, delle informazioni, senza però svelare troppo, anzi illudendoci forse (spero) di aver già capito dove andrà a finire…. per poi magari, chi lo sa, compiere una sterzata e sorprenderci nel tempo.
    Lo stile accontenta sia chi vada a caccia delle tinte thriller poliziesche, sia chi abbia temuto l’aspetto eccessivamente legale e pieno di tecnicismi. Non sono tanto i numeri raggiunti ad essere sinonimo di qualità, ma tanti diversi elementi che fanno ben sperare, senza bisogno di essere troppo categorici e smontare una serie dal pilot, solo perchè essere anticonformisti faccia incredibilmente “figo” ad oggi.
    Ci sono intrighi, ci sono buoni spunti, nomi eccellenti, diamole una chance sperando non vada tutto a rotoli nell’inseguimento all’OTP e alla ship di turno (perchè Delena e Stelena ci basteranno per le prossime sei vite).

    Questo è il mio pensiero .

  7. Grazie @Telefilmista vedi che così è molto più interessante lo scambio di opinioni, invece di azzannare alla gola chi ha scritto il pezzo? Perché in questo modo posso capire quello che traspare dall’articolo e correggermi: sulla Keating io non cercavo assolutamente un personaggio dalla morale di ferro e so benissimo come funzionano i sistemi di common law, ma quello che mi ha fatto storcere il naso è che il caso di episodio viene risolto non sfruttando la duttilità intrinseca della norma e l’influenzabilità della giuria, ma utilizzando un teste a caso che aveva attinenza con il processo solo perché membro delle forze di polizia del distretto e amante della professoressa…è questo che mi ha disturbato, costruire tutti i primi venti minuti con un impianto “legale” interessante ( le strategie difensive, le teorie su cui basare la difesa, la raccolta di altre prove a discredito etc…) e poi mi rovini tutto così… e ricordo che la prima regola di Harvey è proprio non infrangere la legge. Sulla questione Keating poi potresti avere ragione sulla evoluzione troppo veloce del personaggio, ma credo che l’intento fosse quello di presentare fin da subito un personaggio poliedrico, stile House (anche se il paragone è azzardato) per evidenziare invece le nette spigolature dei ragazzi imprigionati nei loro stereotipi.
    Per la sceneggiatura è vero che Rhimes è produttrice sulla carta ma su IMDb appare come writer di questo primo episodio e comunque Nowalk in vita sua ha sceneggiato episodi Scandal e GA e basta, quindi il parallelo ci sta tutto, oltretutto come programmazione è chiamato il “Giovedì di Shondaland” negli USA quindi come si fa a scindere totalmente i prodotti?
    Come ho detto sopra l’emozione io non l’ho provata, ma essa è un parametro soggettivo così come la motivazione che spinge lo spettatore a guardare certe serie tv invece di altre, ed il fatto che abbia bocciato questo pilot non implica che nessuno debba vederlo o che voi pubblico senziente dotato di spirito critico non dobbiate dargli una chace, il mio modo di scrivere è categorico di proposito e credo sia diverso per questo, in giro troverai recensioni che magari lo promuovono con un NI oppure a pieni voti o che si limitano a raccontarne la trama e a sperare per il futuro, a me piace sollevare un dialogo ,a cui come vedi partecipo volentieri, mettere le basi per il dibattito per lo scambio e non per essere figa ma solamente perché altrimenti saremmo una massa di Fan informi davanti ad uno schermo.
    Grazie per essere passato, torna a trovarci e a commentare che a me personalmente fa piacere 🙂

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