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How to get away with Murder

How To Get Away With Murder – Recensione dell’Episodio 3.08 – No More Blood

Sono ormai due mesi (giorno più, giorno meno) che ci siamo tuffati di testa nella terza stagione di How To Get Away With Murder, e mentre Annalise continua col suo abboffarsi di cibo spazzatura, a noi tocca iniziare a prepararci per sbrogliare il bandolo della matassa del Fall Finale della settimana prossima. Ma se tra una settimana ci risulterà tutto più chiaro, oggi invece facciamo fatica a stare dietro ad ogni cosa, perché ciascuna trama ha deciso, fastidiosamente, di dividersi in ulteriori sottotrame.

Frank è tornato.

Questo lo sapevamo già da un po’, ma la sua presenza aleatoria e precaria si concretizza questa volta in un’apparizione destinata a trasformarsi in un vero e proprio ritorno. La volta scorsa lo avevamo lasciato ad implorare, letteralmente, il sostegno di Bonnie, sussurrandole in lacrime l’amore e il bisogno che provava. Ma quelle lacrime puzzavano da un miglio lontano di falsità e disperazione, e poco tempo è passato prima di averne la conferma: lo ritroviamo infatti, a poche ore di distanza (del tempo della storia) a supplicare le stesse identiche cose a Laurel, spergiurando di nuovo amore eterno come garanzia. Frank è solo, turbato, angosciato, avvilito; i suoi miserabili approcci a Laurel e Bonnie non sono nient’altro che tentativi di avvicinarsi alla persona dalla quale, disperatamente, pretende un accanito perdono. Più Annalise si mostra scettica, indifferente, impassibile, più Frank è disposto a fare di tutto, a lasciar andare completamente quei freni inibitori che solo lei era riuscita a tenere a bada (inconsapevolmente) nel corso degli anni; a colpire persino una bambina innocente pur di dimostrarle fedeltà e quello che lui continua a scambiare per amore, ma che d’amore ha mantenuto solo la parola.

How to get away with murder

Il ritorno di Frank non poteva che creare dissesti tra Laurel e Frank, seppur di piccola entità. Laurel si vede costretta a chiedergli di restare per la notte per tenerlo a bada ed evitare che si precipiti da Annalise, e quando Wes ne viene a conoscenza le domande inquisitorie da un lato e le rassicurazioni dall’altro sono d’obbligo. In una sottile ragnatela di ambiguità gli sceneggiatori, a mio avviso, scadono qui nel banalissimo triangolo amoroso che non vedo calzare bene ai tre, ma non possiamo sempre aspettarci la perfezione dallo show. Nonostante tutto i due sembrano avere un’intesa molto forte, forse l’unico conforto per Wes durante l’uragano Mahoney. Dopo essere stato trovato un alibi per Charles, Wes è chiamato infatti a testimoniare alla sbarra; con l’aiuto di Frank, tuttavia, scoprono che l’alibi di Mahoney non è nient’altro, anzi, nessun’altro che la famigerata donna che anni prima aveva pagato Frank per far sparire Annalise. Tra flashback e tormentate riflessioni sulla giustizia, il bene ed il male, passiamo subito a quando si scopre che in realtà l’alibi è falso. Perché non giocare dunque allo stesso gioco? Ancora una volta Annalise salva la partita allo scadere del ’90, facendo miracolosamente recapitare, tramite un ormai defunto Nate (che per qualche notte di fuoco ora fa il portaborse del procuratore, anche qui sceneggiatori che mi combinate), un telefono in prigione a Mahoney, attraverso il quale con un abile sotterfugio si scoprirà l’inganno dell’alibi.

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Prima che il finale ci lasci a bocca aperta ed asciutta…

Ci è dato anche distrarci con qualche frivolezza. Oliver e Connor sembrano aver chiuso definitivamente quando, dopo tre giorni assieme, ricadono negli stessi errori e litigi di sempre. Questa volta, tuttavia, sembra che la reazione di Oliver sia un po’ diversa dalla volta precedente: scopriamo infatti che anche lui, la notte dell’incendio, è salvo, perché a letto con Thomas (e con lui i 5K sono al sicuro tutti). Al contrario, invece, Michaela ed Asher sembrano aver trovato un equilibrio decoroso tanto da potersi definire una coppia. All’insistente curiosità di Asher sulle sue origini, Michaela rivela qualche notizia su sua madre e sulle sue intenzioni, ma non riesce comunque da impedire ad Asher, a fine puntata, di rispondere proprio alla chiamata di sua madre.

Un finale inaspettato

 Il finale, come anticipavo poc’anzi, ci lascia completamente senza fiato: ci saremmo aspettati di tutto, tranne che Frank avesse decretato il suicidio come unica possibilità di redenzione. E mentre Frank in lacrime dichiara il suo amore ad Annalise, lei, altrettanto in lacrime sembra non vedere l’ora di sentire lo sparo di quella pistola, mentre Bonnie, al contrario, lo supplica di non farlo. Banale commuoversi e vivere empaticamente con Frank il momento, urlando allo schermo “Davvero credi che questo metterà le cose apposto? Stupido idiota!”, un po’ più complicato doverlo descrivere o riportarlo sotto forma di parole. Certe scene è necessario semplicemente guardarle. Godersele a pieno. Magari rivederle, anche più di una volta. E infine ringraziare che sulla Terra esistano persone capaci di farci rizzare ancora i peli sulle braccia.

Voto: 4/5

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