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How to get away with Murder

How To Get Away With Murder: Recensione dell’Episodio 1.12 – She’s a Murderer

how-to-get-away-with-murder-1x12-760x570Mentre la prima tranche di HTGAWM ci ossessionava con una suspance insonne per sapere di chi fosse l’omicidio di cui già le prime puntate ci fornivano i più disparati dettagli sconnessi, questa seconda tranche, invece, si tuffa a capofitto sul tentativo di mantenere segreta l’identità dell’assassino – o nel nostro caso, degli assassini. Niente più flashback, niente più moventi, né passati burrascosi a giustificare i propri gesti: si vive nel presente, ed è chiaro già da subito che tutto ciò che faranno i 4 Keating sarà, esclusivamente, per continuare a mantenere il loro segreto tale. Ma, a quanto pare, il karma gioca brutti scherzi. Ritrovati gli ultimi resti di Sam che i quattro, intelligentemente terrei a sottolineare, la notte dell’omicidio avevano raccolto e gettato deliberatamente in un cassonetto senza pensarci due volte, Annalise cade automaticamente in questo pericoloso vortice: Hannah, la sorella di Sam arrivata in città, infatti si dà pienamente da fare per cercare di incolpare Annalise della morte del fratello.

Questo dodicesimo episodio si focalizza, principalmente, sulla tematica della fiducia: mentre si sguazza tutti nella stessa melma stagnante, bisogna guardarsi intorno e capire su chi poter fare realmente affidamento e su chi no. Ma in questo spietato e incontrollabile contesto sono troppi i sentimenti in gioco a remare contro una visione raziocinante e sensata: tumblr_niux45my0L1u0zx0ho10_500Laurel, ad esempio, riesce a trovare conforto e tranquillità solo in Frank: è lui, uomo scaltro, lucido e molto più inamovibile di quanto lo siano tutti e quattro messi assieme, ad essere la sua roccia ed il suo punto di riferimento. Wes e Rebecca si rassicurano a vicenda: i loro, forse, sono i sentimenti più genuini che siano stati impastati nell’intero show televisivo; si nutre una vera simpatia per gli unici che sembrano amarsi davvero senza ma e senza se, accettandosi per quello che veramente sono, pronti a far di tutto, forse ancora di più di tutto quello che è già stato, fatto per proteggere l’altro, capaci di farsi compagnia indipendentemente dall’assillante bisogno di aggrapparsi a qualcuno pur di non affogare.

Annalise, invece, è costretta a portare da sola il peso di un peccato da lei non commesso, e spinta, per forze di cause maggiori, a guardarsi le spalle due volte: una per sé ed un’altra per i suoi ragazzi. Seppur volesse aggrapparsi a qualcuno, comunque non potrebbe: venuto meno il suo punto saldo, l’ormai defunto marito la cui fiducia nei suoi confronti era stata in ogni caso compromessa dalla scoperta dell’assassinio di Lyla, Hannah è sicuramente l’ultima persona su cui poter fare affidamento. Innanzitutto, cerca disperatamente ed ottiene un mandato di perquisizione per la casa di Annalise, ma la scientifica è costretta a ritirarsi incassando il colpo di non aver trovato assolutamente niente. Suona strano come Annalise abbia avuto la lucidità disarmante di mettere a soqquadro la casa per pulirla da cima a fondo solo poche ore dopo aver appreso della morte di Sam, ed in più puzza davvero tanto che non sia sfuggita nemmeno una piccola goccia di sangue alla frenetica cenerentola della situazione, ma vabbè, si sa: quando un telefilm non vuole che l’episodio prenda una determinata piega, si aggrappa maledettamente anche alle più disparate ed impossibili conclusioni. Hannah gioca un ruolo fondamentale anche nella propria deposizione in tribunale: mettendo completamente in ridicolo Bonnie, la sua esaminatrice, svela con un pizzico di malignità una vita coniugale tra Annalise e Sam non tutta rosa e fiori. Insomma, il morboso attaccamento di Hannah nei confronti di suoi fratello e, contemporaneamente il fastidioso contraggenio nei confronti della cognata, la spinge a far esplodere tutti i suoi rancori passati e ad incanalare tutte le sue forze per fare in modo che Annalise venga incolpata dell’omicidio di Sam, indipendentemente che se sia stata realmente lei oppure no.

Nel frattempo, Bonnie, l’ochettina di turno innamorata del marito del capo –UN CLASSICO- è pur sempre un avvocato di un certo livello. La botta di genio arriva anche per lei e, dal momento che 2+2 anche per lei fa 4, i pezzi del puzzle finalmente si assemblano: il tappeto mancante (quello in cui era stato pedestremente arrotolato il corpo di Sam), i pezzi sparsi del trofeo, l’atteggiamento strano di Frank. Ma l’illuminazione divina è completa: Bonnie comprende persino che a commettere l’omicidio non è stata Annalise, bensì i suoi ragazzi, e le consiglia di difendersi, indipendentemente da quanto sia forte la devozione verso l’impegno preso di proteggerli, ad ogni costo.

B9l2QCJIAAAB4f4E mentre i ragazzi si interrogano costantemente su quanto possano davvero fidarsi di Annalise e quanto tempo manca al momento in cui Annalise, per proteggere se stessa, confesserà tutto alla polizia, sono completamente all’oscuro di cosa Annalise sia disposta a fare pur di tutelarli dal male del mondo lì fuori: per preservare la fiducia che i quattro indifesi ragazzi hanno risposto in lei è persino disposta a tradire quella del suo compagno Nate: è lei, infatti, l’artefice alle spalle del ritrovamento tra i boschi di un anello di Sam con sopra le impronte di Nate.

Perché la fiducia è bene, ma il controllo è meglio.

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