How to get away with Murder

How To Get Away With Murder: Recensione degli Episodi 1.14/1.15 – The Night Lila Died/It’s All My Fault

How to get away with murder conclude la sua epica scalata al successo con un double episodes in season finale, ringraziando profondamente gli sceneggiatori per non averci riservato un’altra settimana di tortura interrogandoci su chi, realmente e definitivamente, dovesse essere incolpato per la morte di Lila.

In “The Night Lila Died” vediamo intrecciarsi ancora una volta i due leitmotiv fondamentali dell’intera trama: da un lato il dubbio che, come un cancro maledetto, si insinua nella testa, occupandone sempre più spazio, e, dall’altro, la circolarità della storia, visto che la serie in modo idilliacamente distorto,Immagine si conclude così come, in sostanza, era iniziata: la storia del prete che uccide un altro prete responsabile di molestie sessuali su di un giovane ragazzo-cosa, che ha portato al suicidio del ragazzo stesso, incarna sostanzialmente il principio machiavellico de “il fine giustifica i mezzi”.

Convincersi di aver fatto una cosa sbagliata per un giusto motivo è quel lenitivo di cui ha bisogno il prete, per andare avanti ed affrontare Dio e la possibilità di essere perdonato da Lui. Ed è quello che disperatamente cerca anche Annalise che, seppur non diretta mandante o committente dell’omicidio di Sam, ha bisogno di convincersi assolutamente che quest’ultimo abbia meritato ciò che gli è accaduto, così da poter alleviare il peso sulla propria coscienza e quindi trovare un modo per perdonarsi.

Benché sia stato ampiamente provato che Sam abbia ucciso Lila la notte di quel 29 Agosto, qualcosa sembra non quadrare, specialmente per Wes. In gioco, per lui, c’è tanto, forse troppo: l’unico ad aver creduto all’innocenza di Rebecca prima che tutti quanti gli altri lo facessero, innamorato follemente di questa ragazza un po’ strana, bisognosa di attenzioni e sicuramente d’essere salvata e, soprattutto, pronto a tutto, persino ad uccidere Sam, pur di preservare la sua integrità.

La problematica riguardante la ridefinizione dell’innocenza di Rebecca che a mano a mano contagia tutti e quattro i ragazzi, lungi dallo sfociare in un’astensione del pensiero o in uno stato psicologico di incertezza e di esitazione, 2li porta invece a manifestare questa loro perplessità in atteggiamenti aggressivi, insensati e motivati soprattutto da quella pressione che non sono mai riusciti a sopportare. Rebecca viene legata, ammutolita con un pezzo di scotch e lasciata in bagno, ed il disperato bisogno di conoscere la verità si trasforma in un volgare rapimento

L’onestà di Rebecca viene attaccata nel momento in cui Wes va a fare visita a Rudy, il ragazzo che prima viveva nella sua stanza. E quando Rudy, che risente ancora del suo crollo nervoso, vede una foto di Rebecca e pronuncia la parola “wet”, bagnato, il panico dilaga: i collegamenti diventano tempestivi, facili, quasi forzati; Rebecca era bagnata a causa della cisterna d’acqua, per cui non può essere che lei l’assassina di Lila.

Pressante, il bisogno degli sceneggiatori di distorcere la vera essenza delle cose e delle persone: il protagonista perde la propria individualità a causa delle innumerevoli maschere che la società (in questo caso specifico la società è idealmente rappresentata dalla tecnica di ripresa in terza persona) gli attribuisce. Nei primi episodi la telecamera ci aveva presentato Rebecca come una ragazza stramba, asociale, chiusa ed introversa, ci aveva insomma svelato solo quello che serviva per etichettarla come la colpevole dell’omicidio di Lila, e noi ne eravamo fermamente convinti. Quando poi la telecamera ha cambiato target, Rebecca è diventata il martire della situazione, senza trucco e piercing e vestita di tutto punto per il suo processo in tribunale, no… non poteva di certo essere lei l’assassino di Lila. Ed ora Rebecca è di nuovo nel mirino: i ragazzi si rendono conto, leggendo e rileggendo le deposizioni di Rebecca, che ci sono innumerevoli discrepanze, e per quanto quest’ultima possa aver ucciso Lila non c’è nessun testimone che possa verificare tale ipotesi, mentre sicuramente lei potrà essere un’attendibile fonte di testimonianza per l’omicidio di Sam.L’angoscia continua a crescere e a crescere: mentre prima ciò che tormentava i ragazzi era semplicemente aver fatto una cosa sbagliata, ora che tutto è ritornato in gioco, nasce il timore di averlo fatto per una ragazza che non meritava il loro aiuto.JACK FALAHEE, AJA NAOMI KING, ALFRED ENOCH, CHARLIE WEBER, VIOLA DAVIS, LIZA WEIL

Ma Wes, divorato dal dubbio, troppo curioso ed assolutamente non d’accordo con i metodi utilizzati dagli atri ragazzi, decide di farsi coraggio e con tutta la gentilezza dell’animo chiede a Rebecca di raccontargli la verità, e Rebecca decide di farlo. Gli giura di non essere stata lei ad uccidere Lila, ma di essere stata, molto probabilmente, la miccia che ha dato fuoco al tutto.

Infatti, così come Griffin, il ragazzo di Lila, aveva detto, la sera dell’omicidio Lila li aveva davvero beccati a letto insieme: tutto un piano architettato da Rebecca in parte per vendicarsi delle cattiverie che Lila aveva sputato su di lei, incolpandola di essere la causa del fatto che aveva iniziato a fare sesso, ed in parte perché Rebecca voleva dimostrare a Lila che Griffin non valeva sicuramente quanto lei. Adirata, in lacrime, Lila cerca di colpire Rebecca, fermata da Griffin. Va via fuggendo e parla a telefono con Sam, implorandolo di tornare da Yale e di parlare con lei, per affrontare la questione della gravidanza. I tanto amati flashback di HTGAWM ritornano blandi ma efficaci: quella sera, sul tetto, ci sono stati sia Sam che Rebecca; Sam, a confessare il suo eterno amore a Lila, Rebecca per cercare di fare pace con la sua amica.

Ma Rebecca non fa in tempo a scusarsi con Lila, perché quando la raggiunge sul tetto la trova già esanime nella cisterna. Ed il motivo per il quale Rebecca torna a casa fradicia (vista da Rudy) è perché si nasconde nella cisterna per paura che le altre ragazze, salite sul tetto, avessero potuto vederla. Ma tra il frangente in cui Sam va via e Rebecca arriva, un’altra persona si fa viva, il vero assassino di Lila, che si scopre essere Frank, inviato da Sam. “Me lo devi”, gli dice al telefono Sam, e senza alcuna esitazione, senza una parola, né un rimorso, una lacrima o una sofferenza le mani di Frank cingono il collo di Lila fino al suo ultimo respiro.

La telecamera si diverte, ancora una volta, a distorcere la visione del mondo: Frank, che fino ad ora era rimasto discretamente nell’ombra, un personaggio al quale nessuno di noi, sono convinta, avesse dato particolarmente importanza, che ci affascinava esclusivamente per la sua pseudo relazione con Laurel, piomba nella nostra testa e ci fa pensare, con incredulità: “Ma non è possibile!”. Alla fine Rebecca, martoriata nel giro di questi ultimi episodi, si rivela essere innocente, ma non quanto ci aspettavamo che fosse: è stata lei, sostanzialmente, la causa che ha spinto Lila a chiamare Sam quella notte e a metterlo sotto pressione. Sam, invece, risulta essere sostanzialmente l’assassino di Lila, ma solo idealmente: sente il bisogno di liberarsi di questo peso che potrebbe rovinargli completamente la vita, ma non è capace di farlo da solo; a discapito di quanto credevamo, è solo il mandante di questo omicidio. Mentre chi l’ha commesso, beh, si è rivelata essere l’ultima persona che ci aspettavamo.2

Alla fine dell’episodio, Wes, ormai abbattuto e disperato, si rannicchia accanto ad Annalise alla ricerca di un ritorno in quel grembo di una mamma che non ha mai avuto realmente, piange e si dispera, autoconvincendosi, come dicevamo prima, di aver fatto la cosa sbagliata per un giusto motivo. Ma la serie ci proietta idealmente ad un continuo ancora più traumatico di ciò che credevamo: Annalise finge che Rebecca sia scappata dal seminterrato in cui era stata rinchiusa, ma in realtà qualcuno si è occupato di chiuderle definitivamente la bocca. Ora, a conoscenza della morte di Rebecca, sono solo Annalise e Frank.

La serie si conclude illustrandoci pienamente quella teoria dell’effetto farfalla «Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo». Tutto era cominciato con una semplice, innocente relazione tra un professore ed una studentessa, e dopo soli cinque mesi questo ha causato la morte di tre persone.

Fino a quanto le conseguenze di un gesto possono arrivare?

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