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How I Met Your Mother

How I Met Your Mother: Recensione dell’episodio 9.03 – Last Time in New York

Tengono compagnia ma non convincono Ted e compagnia bella.

Un matrimonio lungo una stagione. Se è questa la scelta degli autori per l’ultima stagione di How I Met Your Mother, plaudo al loro coraggio. Una serie così fortemente newyorchese, anche più di Friends (senza raggiungerne però il livello generale), che si sposta in una località turistica all’interno di un resort da matrimoni. Wow. Davvero un bel coraggio.

himym-903-05Ma già da subito possiamo notare, almeno su questo credo che si possa essere tutti d’accordo, che la scelta dona una certa freschezza alla narrazione. C’è una sorta di curiosità che per ora permane nello spettatore, proprio in virtù del fatto che i personaggi si muovono in ambientazioni diverse da quelle che da otto anni ha imparato a riconoscere a menadito. Questo non significa che di per sé lo show sia migliore, ma di certo crea delle possibilità per gli autori.

Appena detto questo, dico subito il contrario: trattandosi di una location che per ora non brilla di carattere potrebbe stancare molto presto. Forse è per questo motivo che in questo terzo episodio non c’è presenza dell’altra novità, la “mother” che da così tanto desideravamo scoprire. Tra parentesi, lasciatemi dire che la futura moglie di Ted è interpretata da Cristin Milioti, una delle nuove star di Broadway, interprete originale del musical vincitore del Tony 2012 “Once”. Nota interessante: in questo momento all’interno del cast di Once c’è Arthur Darvill, Rory di Doctor Who, nel ruolo del protagonista maschile… per la serie: “solo in Italia gli attori di teatro, cinema e tv sono separati”.

himym-903-02In questo episodio, i tre archi narrativi si suddividono tra Ted/Lily, Barney/Robin e Marshall/Daphne, quindi mentre tra gli innamorati sposini si inscena una fuga dai parenti anziani citando costantemente l’immaginario sugli zombie, Ted e Lily hanno un momento più “vero” in cui affrontano il bisogno dell’architetto di andarsene dalla Grande Mela, alla volta di Chicago (cit. Elioelestorietese).

Credo che ciò che tiene in vita questa serie sia il fattore “aspettativa” del pubblico. I personaggi sono sempre loro ma non sono al loro massimo. Solo Lily e Marshall restano quelli di sempre, proprio in virtù del fatto che la loro premessa iniziale non è variata. Ted è più che altro un depresso che vira pericolosamente al noioso. Barney è una versione depotenziata di se stesso. Robin, idem. L’ironia dell’episodio cerca di tirar su qualcosa, ma a mio avviso ci riesce solo fino a un certo punto.

himym-903-03Ho trovato poco divertenti le battute sul sesso anale di Barney, non per motivi bacchettoni, ma per banalità delle stesse. Le trovate su Ted sono piacevoli, specialmente quella sull’Empire State Building, ma tutto l’intreccio vestito/spade/bottiglia mi è risultato un po’ debole. Solo una eco delle trovate narrative di un tempo. Invece penso che l’idea del barista che continuamente rifornisce Lily di alcolici sia perfetta e me la vedo già sulle magliette di Threadless.

In definitiva, How I Met Your Mother continua a lasciarsi guardare senza problemi, ma allo stesso tempo senza esaltare. Diciamo che vive di rendita e soprattutto dall’hype dovuto dalla voglia di vedere “come va a finire”.

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