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House of Cards

House of Cards: Recensione dell’episodio 3.11/3.12 – Chapter 37/ Chapter 38

“Abbiamo mentito per molto tempo Francis”

“Certo, immagina cosa succederebbe se gli elettori sapessero la realtà!”

Menzogne, promesse e false maschere. Sono queste le particolarità che hanno innalzato la figura di Francis alla massima carica americana, tre parole che assorbiamo quotidianamente dai mass media mentre cercano di dipingere il quadro della politica italiana e non. Il messaggio di Claire (qui sopra citato)è ovviamente orientato verso un altro pensiero, il suo disinteresse verso il pensiero dei votanti americani è proporzionale al finto interesse che house-of-cards-3x12mostra quando va a bussare porta a porta ringraziando le persone per sostenere la candidatura del marito. 

Mentire è il compito che più riesce bene ai politici in generale, anche se Frank Underwood ha uno stile tutto suo che rende affascinante persino questa losca attività. Le menzogne di Francis hanno gettato le fondamenta del suo impero che già da un paio di puntate aveva iniziato a tremare per i continui attacchi esterni tra una Dunbar e un Petrov più determinati che mai. E di menzogne è anche costruita la preparazione del faccia a faccia che vede schierarsi i tre candidati alla Casa Bianca pronti a scannarsi a suon di retorica e false promesse, tra una frecciatina e l’altra che vede uscirne la Sharp come la più colpita dai tre.

Ancora una volta Frank è riuscito a uscirne vincitore facendo balzare alle stelle il numero di candidati a suo favore rubandone alla Sharp, dopo averla messa lui stesso alle strette. Ma è proprio in quel momento, quando il house-of-cards-3x11machiavellico piano di Francis sta arrivando a termine che “cade il quadro”. Non è servito a nulla il duro e feroce rimprovero di Francis per mettere a tacere la Sharp, e nemmeno il tentativo di Remy di riportare la pace tra le due fazioni che si stavano pian piano allontanando: la Sharp decide di abbandonare la barca offrendo il suo sostegno alla Dunbar dando il coraggio allo stesso Remy di togliersi la spilla, abbandonando il suo sostegno al presidente in carica e con esso il suo ruolo di Capo del Gabinetto.

Se nelle scorse recensioni la nostra preoccupazione era orientata a un Doug più losco che mai, devo dire che questo doppio ammutinamento è diventato un vero e proprio colpo di scena, lasciandomi basito alla fine di questo capitolo così permeato di falsità da starci male. Le colonne portanti del tempio costruito dal presidente crollano improvvisamente lasciando i pochi rimasti a sostenerlo schiacciati però dalle troppe falle da tappare. La fortuna di Francis è però avere il carisma di una fantastica donna come Claire che sembra risollevare il morale del popolo americano attirando come una calamita consensi e voti a Francis che non può fare a meno di usarla come talismano a suo favore. Il bersaglio sul volto di Claire è così scontato che la Dunbar inizia a sporcarsi le mani, minacciando il presidente di rivelare il segreto del diario di Claire che Doug le PN8nVKFaveva mostrato. Ed è proprio in quel momento, quando la carta vincente della Dunbar viene giocata che si svela il bluff.

La pedina più oscura e subdola di questa stagione che sembrava mettere un ulteriore bastone tra le ruote all’avanzata di Francis si rivela in realtà per quello che è: un fidato “sicario” che non ha mai abbandonato la barca di Francis, lavorando nell’ombra per lui cercando addirittura di boicottare l’avanzata dell’avversaria. Dopo essersi ristabilito dal tutto Doug torna a presentarsi alla porta del presidente senza il suo bastone e senza alcuna esitazione, determinato a sostenere il presidente proprio nel momento più opportuno, bruciando davanti agli occhi di Frank l’ultimo barlume di incertezza verso il fidato aiutante. Il “fuck off” così sibilato da Frank alla cornetta verso la Dunbar è la cosa più gratificante che potesse mostrarci questa stagione. Ristabilito l’ordine primordiale delle cariche politiche, Francis prosegue la sua avanzata, pronto a conquistare l’Iowa, con l’aiuto ovviamente di Claire.

Ma qualcosa sta mutando nella mente di Claire, troppi sacrifici sono stati fatti dalla first lady che si ritrova persino a offrire il suo sangue (letteralmente parlando) per la causa del marito. Le sue dimissioni alla carica di ambasciatrice sembrano aver lasciato una ferita aperta nella mente della first lady che inizia a assimilare il pensiero di essere solo un mero strumento per il presidente, non sentendo più un obiettivo da costruire. Thomas sembra averlo capito e sfrutta quelle rivelazioni della Signora Underwood per mostrare il suo nuovo libro al presidente che repentinamente lo licenzia e lo liquida dal suo incarico. Ho amato in queste ultime due puntate la figura di Thomas; se prima il giornalista era utile house-of-cards-3x11-3per fare propaganda all’idea di Francis, in quest’ultima puntata se ne capisce veramente il suo ruolo; come un prete Thomas rimbalza tra Claire e Francis scandagliando l’anima dei due e analizzando con stupore la loro sinergia; solo alla fine, quando Francis si accorge del pericolo che metterebbe a nudo i problemi coniugali con Claire rivelando la freddezza del loro rapporto, decide di “eliminarlo” dalla Casa Bianca per evitare qualsiasi contagio sentimentale che minerebbe la sua storia con Claire.

Il libro però finisce anche tra le mani della first lady che dopo aver assimilato la cruda realtà del suo rapporto con il marito decide di alzare la sua voce nella cabina dell’aereo. Questa doppia puntata è stata permeata da continui cambi di posizione, minando il cammino del presidente e bruciando letteralmente le ultime speranze di vittoria. La strada verso il successo di Francis sembra ormai in discesa, i sondaggi lo danno come preferito

Ma alla fine di tutto, riuscirà Frank a girarsi indietro per trovare al suo fianco la persona che ama? O sarà solitario sul podio dei vincitori acclamato e sostenuto da futili amicizie?

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