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House of Cards

House of Cards: Il produttore esecutivo Beau Willimon parla della stagione 3

Il produttore Beau Willimon ha parlato della terza stagione di ‘House of Cards‘, disponibile su Netflix dal 27 Febbraio e trasmessa in Italia Sky Atlantic.

La prima puntata ha come protagonista Doug e come sia sopravvissuto all’attacco di Rachel, il ricovero del personaggio ‘Era House of Cardssempre stata nei piani‘ ha aggiunto ‘Noi sapevamo di avere Rachel come problema. Rachel era un dettaglio in sospeso, e solitamente le questioni in sospeso nel mondo di Underwood vengono eliminate. Quindi la tua mente pensa che alla fine della stagione 2 lui abbia ucciso Rachel. E questa è una forte idea drammatica, ma quando abbiamo idee forti il mio primo impulso è ‘Qual’è l’opposto di questa idea?’ E loro [gli altri sceneggiatori] hanno risposto ‘Beh, lui non uccide Rachel’. Ho detto, no, questo non è l’opposto, l’opposto è che Rachel uccida lui’. E cadde il silenzio nella stanza. Noi tutti amiamo il personaggio di Doug Stamper, Michael Kelly come attore, noi pensiamo che sia una delle grandi forze dello show. Ci ha colpiti allo stomaco, e sapevamo che se aveva colpito noi in quel modo, noi eravamo costretti a farlo‘.

Nella terza stagione si vedono i primi mesi di Frank Underwood come Presidente degli Stati Uniti, mentre mancano solo 18 mesi prima delle elezioni. La prima puntata è dedicata completamente a Doug e al suo modo di vedere le cose, non attraverso gli occhi di Frank o Claire ‘Se lasci una domanda come quella, se [Doug] sia vivo o morto, e torni dicendo ‘Indovina? Lui è vivo’ house of cardssenza mostrare come abbia lottato per tornare indietro, allora credo che tu stia facendo un disservizio alla storia e al pubblico‘ ha detto Williamon. Questa stagione, a differenza delle prime due, lascia da parte i complotti politici per concentrarsi di più sui personaggi e a come i protagonisti riescano a sopportare la pressione del loro ruolo di potere ‘Questa stagione è più una partenza, perchè le prime due stagioni riguardavano l’ascesa, ora loro sono in cima alla montagna. Non ci sono altre montagne da scalare, questo cambia le cose‘. Come questo nuovo contesto cambi le cose si vede specialmente nel rapporto tra Frank e Claire, la coppia deve trovare nuovo equilibri ora che sono alla Casa Bianca, ‘Penso che sia un po’ estremizzata questa stagione tra il pubblico, ma penso sia una buona cosa. Il cuore dello show è sempre stato il matrimonio e in questa stagione volevamo esplorarlo spudoratamente e questa è la strada che abbiamo preso. Ovviamente questo porta a certe scelte stilistiche e di tono‘.

Chi ha visto l’intera stagione ha sicuramente notato una certa somiglianza tra il presidente russo Petrov, interpretato da Lars Mikkelsen (Sherlock), e Putin, il creatore della serie ha risposto, ‘Io mi attengo alla mia dichiarazione che nessun personaggio di House of Cards sia pensato come parallelo nella vita reale. Detto questo, cerchiamo di creare un mondo autentico, in questo caso dinamiche internazionali. Con il presidente Underwood, noi prendiamo da molti presidenti diversi, alcuni più di altri, ma non sentiamo la necessità di dire che sia la sostituzione di X. Naturalmente le persone hanno  fatto una comparazione tra Petrov e Putin, e non dirò che non abbiamo guardato a Putin, ma non vogliamo neanche limitarci a questo‘, il produttore ha concluso dicendo di aver consigliato a Mikkelsen di creare un personaggio suo e di non guardare troppo ai politici reali.

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