Recensioni Serie Tv

House – 7.10 Carrot or Stick

Come fa una bambina, nello specifico la figlia di Cuddy, guadagnarsi il rispetto e l’affetto di House? Semplice: mente.

La Cuddy vuole mandare la sua piccola prole in una scuola privata e siccome negli Stati Uniti non funziona come da noi, dove a scuola ti ci mandano e basta (no, lì si preoccupano fin dall’asilo, perché se non hai un buon asilo non avrai delle buone scuole elementari, quindi niente buon liceo e assolutamente niente college degno di questo nome) ecco che la Cuddy tenta di far ammettere la bambina in una particolare scuola che, ovviamente, fa un “test d’ammissione” ai futui scolari.

House però è convinto che la bamina fallirà miseramente e perché la Cuddy non sia delusa si intrufola nella scuola, studia i giochi e poi addestra (con tanto di clicker, come i cani) la bambina perché faccia bella figura durante il primo, fondamentale, colloquio della sua giovane vita.
L’inganno di House riesce bene, talmente bene, che le insegnanti si insospettiscono e chiedono alla Cuddy, e alla bambina, se per caso la bambina non sia stata preparata in precedenza. Ed ecco il colpo di genio: dopo aver guardato House la piccolina capisce che mentire è la cosa giusta, e con il tempo, l’intonazione e lo sguardo innocente da consumata bugiarda, nega assolutamente. (“Chi io? Massuvvia signora maestra, le pare che questo faccino ciccioloso possa dire bugie?”)

Per House è una sorta di colpo di fulmine: la bambina mente, e lo fa con invidiabile destrezzza, e si comincia a insinuare il sospetto, in lui, che questa pargoletta pur non essendo sua figlia possa in qualche modo diventare sua erede. Almeno dal punto di vista etico-morale.
Lo so, forse in tanti di voi acuti osservatori, dopo aver visto la puntata, mi diranno che non ho capito proprio niente, che House in realtà già prova affetto per la piccola marmocchia (tanto da passare tranquillamente il tempo dell’addestramento con lei) e che la bugia finale è solo un alibi con cui House stesso giustifica l’affetto che prova per la bambina. Ma chi come me ha un po’ di nostalgia dell’House vecchia maniera, quello stronzo ed egoista, preferirà coprirsi un po’ gli occhi e fingere che in fondo il nostro Greg è il solito cattivone di sempre, e che il suo interesse sia di natura puramente intellettuale (per la serie “Mentire è innato? Uno studio di Gregory House su Rachel Cuddy).

A parte questa digressione sul ruolo di House l’episodio di questa settimana ci offre una divertente side story con Chase, che dopo la sua sexy avventura al matrimonio finisce tra le grinfie di un’abile stalker, che prima mette una sua foto nudo su internet (ovviamente ritoccata per difetto) e poi si diverte a combinar casini con la sua carta di credito; mentre il piatto principale abbastanza noioso su cui preferirei sorvolare ma visto che sono brava recensora fino in fondo vi dico che c’è un ragazzo difficile, un campo di rieducazione (chiamiamolo così), un istruttore, e che alla fine si scopre che i due sono padre e figlio. Stop.

 

Commenti generali: in questa stagione di House io sento molto la mancanza di un antagonista credibile a Greg. House è sempre stato un one man show, d’accordo, ma nelle stagioni precedenti Greg aveva davvero una caratterizzazione fortissima che poteva tenere in piedi tutta la serie da sola. Ora, invece, con il suo cambiamento, House non è né carne né pesce, intrappolato a metà strada tra chi era e chi vorrebbe diventare e io ho come l’impressione di trovarmi di fronte a un House sbiadito.
Ero consapevole che la relazione con la Cuddy avrebbe portato a questo tipo di empasse, ma credo che ormai a quasi metà stagione, sia giunto il momento di fare il salto (e non dello squalo). Bisogna che House decida chi vuole essere, oppure bisogna che emerga un nuovo personaggio in grado di stimolarlo e riportarlo ai fasti di una volta. Purtroppo tra i medici del Plainsboro nessuno sembra in grado di reggere questo ruolo. La nuova arrivata è semplicemente troppo giovane per costituire una sfida accettabile, Foreman è la quint’essenza della noia senza spina dorsale, Chase è diventato il giullare di corte (e anche se questa caratterizzazione ci regala qualche momento divertente non lo rende assolutamente degno di rivaleggiare con House in qualsivoglia ambito conosciuto). Rimarrebbe Taub, che in effetti rimane la figura migliore tra quelle a disposizione, se solo gli sceneggiatori volessero concentrarsi sulle sue qualità professionali e non sempre sulla sua vita coniugale. In poche parole: a ridatece 13!

Piccola parentesi per Wilson che da qualche puntata in qua è relegato a ruoli veramente marginali, solo un paio di battute in quest’episodio sono davvero poche per lui che invece sa essere uno dei personaggi migliori dell’intera serie. Speriamo sia solo un momento di stanca nella gestione dei vari personaggi del cast e non un trend che proseguirà nel resto della stagione.
Voto

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio