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Drama Coreani

Hospital Playlist 2: c’era davvero bisogno di una seconda stagione? – Recensione del drama coreano su Netflix

Hospital Playlist 2

La prima risposta d’impulso a questa domanda sarebbe sicuramente sì. C’era bisogno di un Hospital Playlist 2 per sapere come sarebbe andata a finire tra Song Hwa e Ik Jun. E se Orso avrebbe finalmente riaperto il suo cuore. E se i magnifici cinque sarebbero rimasti amici per sempre.
Eppure, superato il primo istinto, come recensori siamo costretti anche a valutare anche la risposta opposta.

Come sappiamo i drama coreani solitamente nascono e muoiono in una sola stagione (quasi sempre di 16 episodi) e proprio l’essere così contenuti è uno dei loro punti di forza: concentrano gli ingredienti in storie brevi e non corrono il rischio di lasciare situazioni in sospeso o di perdersi in narrazioni dispersive.

Una prima stagione di Hospital Playlist semplicemente perfetta, però, aveva fatto nascere delle speranze solide e concrete per la riuscita di un seguito. La trama da medical drama si prestava a essere ampliata e i personaggi, perfettamente costruiti, promettevano nuovi approfondimenti e intrecci interessanti.

Eppure le cose non sono andate proprio come avevamo sperato…

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Che cosa è andato storto in Hospital Playlist 2

Mettiamo subito le mani avanti prima di suscitare urla di protesta: questa seconda stagione, nonostante i suoi problemi, resta comunque uno dei migliori prodotti coreani usciti in questo anno 2021. Non c’è neanche da discuterne. Eppure, per molti aspetti, Hospital Playlist 2 non ha saputo reggere le aspettative grandiose che aveva creato.

Prima di tutto c’è da domandarsi perché un drama che non sia trainato da una trama verticale forte, abbia sentito la necessità di produrre degli episodi così lunghi (un’ora e quaranta di media) e non si sia affidato invece ad un buon editor per una maggiore compattezza. A volte è stato difficile appassionarsi ad ogni singolo caso e a farsi largo tra tante situazioni diverse. Perché allora non scegliere di aumentare il numero degli episodi?

La stessa gestione delle varie storyline è apparsa spesso incerta e sbilanciata. Come se, nonostante l’idea iniziale di articolare il drama su più stagioni, non si fosse programmato con cura lo sviluppo. Se da una parte le aspettative per la dichiarazione di Ik Jun e Song Hwa erano altissime, dall’altra avevamo sul piatto due relazioni ben avviate, come quella di Jun Wan e di Andrea, che dovevano essere mantenute vive e purtroppo non si è riuscito a fare bene né una né l’altra cosa.

Ma procediamo con ordine:

Song Hwa e Ik Jun

Era ovvio che lei lo avrebbe inizialmente rimbalzato. Era scritto nelle stelle e in un qualsiasi manuale di sceneggiatura. E una facile conquista non era neppure quello che avremmo sperato. Volevamo il premio, ma volevamo guadagnarcelo. E invece il loro rapporto è rimasto immobile per gran parte della stagione, per poi sbloccarsi giusto sul finale.

Intendiamoci, interi episodi di tensione ed eterni tira e molla sarebbero stati assolutamente esasperanti e fuori luogo in questa serie, ma sicuramente qualcosa di più si poteva fare. A rischio c’era un’amicizia profonda e duratura che un rapporto romantico avrebbe potuto rovinare, questo era sottointeso; eppure avremmo voluto sentirne parlare, vedere una maggiore incertezza in entrambi. Tutto è rimasto praticamente congelato fino agli ultimissimi episodi, tanto che quando la situazione si è finalmente sbloccata, la tensione era ormai ai minimi storici. C’è voluta una sassata in testa a Ik Jun per convincere gli innamorati, ma era proprio necessario?

Hopsital Playlist Netflix
Hospital Playlist Netflix

Andrea a Gyeo Wool

Teneri, dolci, adorabili. Tutto quello che volete. Ma forse anche un po’ troppo. Sarebbe stato bello vedere una relazione più matura crescere tra loro, basata sul dialogo e non sul non detto. La storia del padre manesco ha funzionato solo a tratti, apparendo e scomparendo negli episodi senza molta sostanza e mettendo in luce solo le grandissime difficoltà di comunicazione tra i due, troppo buoni e cauti per confrontarsi davvero. Una relazione tanto fanciullesca da essere a volte frustrante.

Jun Wan e Ik Soon

E qui arriviamo al vero punto dolente di questa stagione. La distruzione di una coppia che ci aveva fatto sorridere e ci aveva intenerito nella prima stagione e che è stata fatta scoppiare, giusto perché bisognava farlo. Il tipico stratagemma dell’idiota gentile, del ti lascio per non farti soffrire, lo abbiamo visto usare così tante volte da sapere, ormai, che rischia spesso di trasformarsi in un boomerang pericolosissimo. E infatti il personaggio di Ik Soon ne esce a pezzi, come una donna illogica e immatura. I due si lasciano e la rottura è pasticciata dalla malattia di lei che viene raccontata abbastanza nebulosamente e aggravata da un salto temporale inutile che rompe totalmente il ritmo.

Nobilita il pasticcio soltanto l’interpretazione intensa di un perfetto Jung Kyung Ho, ma questo non basta a evitare che il ricongiungimento finale risulti irrilevante e buttato lì frettolosamente in un happy ending a tutto tondo.

Hospital Playlist 2
Hopsital Playlist 2

E Seok Hyeong e Chu Chu?

Alla fine sono proprio loro a vincere la maratona delle ship. Forse perché hanno avuto meno spazio negli episodi, forse perché la nascita della loro relazione è dovuta a una crescita personale di Seok Hyeong. Forse perché Chu Chu è semplicemente deliziosa nella sua goffaggine e incrollabile perseveranza. Fatto sta che i due insieme sono semplicemente perfetti.

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Ma l’amicizia dov’era quando ce n’era bisogno?

Può essere vero che i coreani siano spesso più riservati di noi occidentali. Ed è vero che su cinque protagonisti, quattro sono uomini e gli uomini sono meno propensi a condividere i propri sentimenti e turbamenti. Ma in questa seconda stagione quello che spesso è mancato è stato un dialogo profondo e sincero tra i protagonisti.

Certamente è giusto che all’interno di un gruppo così unito ci siano dinamiche molto diverse, proprio come hanno sottolineato alcuni episodi ben riusciti (come quando Jun Wan e Orso vanno in vacanza da soli e in apparenza sembrano due estranei). Rapporti diversi e livelli di confidenza diversa si intrecciano e convivono dando ricchezza e varietà alle dinamiche del gruppo. Eppure, durante questa stagione, è sembrato spesso che ognuno marciasse per la sua strada da solo, facendo sentire la mancanza di scene emotivamente profonde che andassero aldilà del cantare e scherzare o del mangiare insieme.

Possibile che il segreto della relazione di Jun Wan con Ik Soon sia rimasto un mistero così a lungo, anche tra migliori amici? E perché Jun Wan non ha mai parlato, almeno con Andrea, dei suoi dolori, visto la prolungata convivenza? Nei momenti di maggiore difficoltà dei nostri protagonisti ogni confidenza è stata negata o evitata a favore di un’esagerata riservatezza. Semplici e normali condivisioni avrebbero aiutato a sviscerare sentimenti che sono rimasti nascosti per interi episodi e avrebbero dato compattezza ad una narrazione che si è spesso mossa su binari separati.

Hospital Playlist 2

Ma Hospital Playlist non è una commedia romantica

E’ ovvio e forse proprio questo è stato uno dei problemi. Gran parte di quello che è successo nelle vite dei nostri protagonisti è legato a una relazione amorosa. Così non era stato nella prima stagione dove, per esempio, uno dei temi centrali della storia era stato il suo dubbio di Andrea sul proseguire la professione medica oppure no.

Altro aspetto che è stato messo da parte è quello dell’approfondimento degli specializzandi che sono finiti sullo sfondo a lungo senza essere sfruttati a dovere.

I punti più alti di questa stagione li abbiamo visti quando sono stati trattati temi più ampi che ci hanno regalato buoni spunti di riflessione. I casi medici si sono intrecciati alla vita dei protagonisti e si è parlato, per esempio, di rapporti tra genitori e figli o di cosa voglia dire invecchiare e essere malati.

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Eppure c’è anche tanto da amare in questo Hospital Playlist 2

Così come era stata nella prima stagione, anche in questa risplendono in modo abbagliante le interpretazioni del cast principale, sorrette splendidamente da un gruppo di attori secondari ampio e bravissimo. La naturalezza delle interpretazioni, l’intensità nei momenti più emotivi e l’affiatamento dei cinque protagonisti sono ancora una volta la parte migliore di questo medical drama, che esce dai classici schemi evitando di affidarsi al facile melodramma e preferendo raccontare con semplicità le vite dei pazienti e dei loro medici.

La tenerezza e l’ingenuità di Andrea, la scontrosità di Jun Wan che piano piano va ammorbidendosi, la fanciullezza di Song Hwa in contrapposizione alla sua professionalità e diligenza, la simpatia esilarante di Ik Jun e l’impacciata riservatezza di Seok Hyeong che lascia spazio a fermezza e gentilezza sul lavoro, rendono questi personaggi unici e indimenticabili e ce ne faranno sicuramente sentire la mancanza.

L’amicizia resta il cuore di questa serie e forse l’idea migliore sarebbe stata quella di farne il centro di questa stagione. Non a caso una delle parti più adorabili e meglio riuscite è l’esilarante e tenera amicizia tra l’esuberante Jae Hak e il burbero Jun Wan.

I magnifici cinque ci lasciano così (sembra esclusa una terza stagione ed è meglio così) e ci mancheranno le abboffate folli di Song Hwa e Jun Wan, i karaoke spettacolari, le zuffe tra Ik Jun e Jun Wan e le serate musicali che nei nostri cuori continueranno per sempre.

Hospital Playlist 2: la recensione
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