Homeland

Homeland: Recensione dell’episodio 6.07 – Imminent Risk

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C’è una domanda che mi attanaglia dall’inizio di questa stagione, ma anche da molte altre precedenti in verità. Ma perché qualcuno ancora si fida di Dar Adal? Capisco che nella CIA sia ben sistemato, ma gli altri, i nostri protagonisti, perché non scappano non appena lo vedono entrare in una stanza? Perché ancora non lo ritengono colpevole di tutti i mali del mondo? Perché non sentono la puzza di bruciato istantaneamente quando lo vedono arrivare?
Capisco che Saul ormai sia da pensionamento spinto e sinceramente ormai non si capisce se lavori davvero o semplicemente si aggiri per i corridoi della CIA, ma possibile che ancora non abbia capito che in tutto quello che di losco c’è al mondo ci sia lo zampino di Dar?

Mefistofelico Dar

Dar intanto fa tutto: gestisce il Mossad, getta informazioni ai servizi segreti iraniani, rimbambisce Saul e la presidentessa eletta, si destreggia con i servizi sociali, va a trovare Peter in campagna. E’, insomma, l’uomo che da solo regge le sorti del mondo.

Effettivamente, in precedenza, Dar si era mantenuto sempre in una zona un po’ grigia, ma questa volta sembra che gli sceneggiatori abbiano deciso di farlo diventare il vero cattivo della stagione. Il vero big bad. Tanto che durante il suo incontro con Peter c’è un non troppo velato accenno ad una relazione tra i due, avvenuta quando Peter era ancora in accademia. Come a suggerire, se se proprio non ci sia stato un crimine, sicuramente Dar ha sfruttato la sua posizione di custode-mentore per approfittarsi di una ragazzo che si trovava in una situazione disagiata. Che sia davvero questa la stagione in cui ci libereremo di lui definitamente? Ne sta combinando davvero troppe.

Una stagione un po’ dissestata

Questa sesta stagione procede a balzelloni, aggrappandosi a colpi di scena più o meno riusciti e a eventi drammatici personali dei protagonisti che stentano a trovare una vera coesione narrativa. E’ pur vero che Homeland è sempre stato un ibrido, narrativamente parlando, sempre molto concentrato sui suoi protagonisti, ma l’azione centrale è sempre stata in grado di trainare tutto il resto. In questo caso invece l’azione centrale sembra un mero mezzo per mostrare i vari drammi personali. Il personaggio di Peter è emblematico, con il suo continuare a ricevere una mazzata dopo l’altra senza essere in grado di risollevarsi in nessun modo. Sembrava che la sua intuizione sull’uomo che spiava Carrie potesse essere la fonte di una piccola rivalsa, e invece ora lo ritroviamo in vacanza (sogno o son desta… è la casa di Carrie e Brody??), sorvegliato da un’agente tedesca che praticamente gli fa da badante; e in più ora che la sua diffidenza nei confronti di Carrie è solo aumentata, cos’altro possiamo prevedere se non altri drammi?

Carrie viene finalmente nominata madre dell’anno

E’ innegabile il fatto che tutti gli interpreti di Homeland siano di altissimo livello e in grado di sostenere grandi scene di tensione, qualunque ne sia il contesto: vedi Saul con Javadi o Carrie in tribunale o al telefono con la presidentessa. Ma alcune cose sembrano davvero un po’ tirate per i capelli. Non ne abbiamo viste abbastanza di scene in cui Carrie svalvola e si impegna a dimostrare, con tutta se stessa, quanto poco sappia sopportare le situazioni di stress? E quanto poco meriti il premio di madre dell’anno? Non aiuta il fatto che tutta la questione dei servizi sociali sembri davvero poco credibile. Possibile che ad una madre naturale venga sottratta una figlia così, come se nulla fosse? E perché Carrie non si procura immediatamente un avvocato in una situazione simile? Un po’ forzato.
E intanto restano in sospeso l’attentato bomba in centro e la morte del povero agente Conclin, di cui non sembra essersi accorto proprio nessuno.

La stessa storia della presidentessa eletta va avanti a strappi dopo l’assurda reclusione in compagna e ora la sua relazione con il figlio e poi la gestione di una Carrie ubriaca.

Insomma, una stagione che sembrava aver preso un certo abbrivio con l’attentato e il coinvolgimento di Sekou, si accartoccia su se stessa puntando troppo sui drammi privati che hanno come unico comune denominatore un Dar Adal mefistofelico che tira tutte le fila. C’è quasi da domandarsi se la sua caratterizzazione così nettamente malvagia non voglia trarci in qualche modo in inganno. Non mancano moltissimi episodi a questa stagione e forse Carrie, ora che non deve più fingere di essere una buona madre, potrà lanciarsi a briglia sciolta nell’azione. Speriamo, perché a questa storia serve un po’ di grinta e determinazione.

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6.07 – Imminent Risk
  • Dissestato
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