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Homeland

Homeland: Recensione dell’episodio 5.09 – The Litvinov ruse

Questa stagione di Homeland ci ha ormai abituati ad alti e bassi, non solo tra un episodio e l’altro, ma anche all’interno dello stesso episodio. Ma laddove la serie riesce a raggiungere i livelli che l’hanno portata all’apice, fa si che ne valga la pensa di passare ore davanti d uno schermo per guardare episodi a volte lenti, o comunque poco incisivi, perché sappiamo che comunque sono serviti per raggiungere la vetta. C’é da dire, peró, che anche nei suoi punti piú bassi Homeland resta comunque una serie straordinaria, perché anche nel momenti in cui vengono a mancare gli autori, ci sono comunque gli attori che sono uno dei principali punti di forza della serie.

“The Litvinov Ruse” ne é un esempio lampante. Un episodio dalla doppia faccia, come un po’ tutta la stagione, perché se da una parte la storia principale ha rappresentato un cambiamento interessante e dopo la lenta costruzione si é comunque giunti ad un intreccio avvincente di eventi, con l’innesto di nuovi personaggi, dall’altra c’é il neo della storyline che riguarda Quinn, che sembra essere, se pur attualissima, completamente fuori contesto, oltre ad aver relegato a margine (oltre che ad averlo trasformato in una bambola per le torture) un personaggio che dovrebbe, invece, avere un ruolo primario, non soltanto in quanto interessante in se stesso, ma anche per il rapporto che ha con quella che é la protagonista della serie, Carrie.

Questa disparitá viene fuori in particolar modo in questo downloadepisodio dove la mediocritá della storia riguardante Quinn ed i militanti dell’ISIS é accentuata dalla straordinarietá del resto, che ha visto finalmente Carrie e Saul lavorare nuovamente insieme.

Vedere i due fianco a fianco, in azione, é stato sicuramente uno degli aspetti migliori dell’episodio, fosse soltanto per il fatto che Claire Danes e Mandy Patinkin hanno dimostrato in piú di un’occasione di dare il loro meglio nelle scene che condividono e l’emozionante abbraccio che si scambino i loro personaggi ne é la prova. Una scena con pochissime prole, ma che dice tutto sul rapporto tra Carrie e Saul. Ancora una volta lui sembra essere la sua colonna, quando apre le braccia per accoglierla, ma in realtá, come vedremo poi, questa volta sembra proprio che i ruoli si siano invertiti. Infatti, fatta eccezione, per la riappacificazione con Saul, Carrie in questo episodio é molto lucida e concentrata. Quello coinvolto é lui.

É interessante vedere come gli autori abbiano cercato in qualche modo di fare un parallelo con quanto successo tra Carrie e Brody. Saul é emotivamente coinvolto, il suo interesse per Allison é reale e molto forte, per cui non é facile per lui accettare di mettere in discussione lei, ma anche se stesso perché si tratta di ammettere comunque di essere stato ingannato, di essersi risvegliato a causa di una finzione. La cosa interessante poi, successivamente durante la fase di spionaggio della donna, è vedere le reazioni di Saul, perché sappiamo che per lui tutto risulterá come un doppio colpo a causa della sua personale relazione con Allison.

homeland0509__article-house-780x440Alison che, nonostante la prudenza, finirá comunque nelle mani dell’intelligence tedesca  insieme a Ivan, ma è proprio questo il momento che dà il titolo all’episodio. “The Litvinov Ruse”, “Il trucco di Litvinov” si riferisce infatti a Mskim Litvinov, rivoluzionario russo, filo-occidentale, che ha avuto non poca importanza nei rapporti tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Allison si dimostra molto piú astuta e calma di quanto fosse apparsa durante il suo attacco di panico, tranquillizzando lei  Ivan questa volta ed approfittando della sfiducia di Dar Adal nei confronti di Carrie e Saul per far passare Ivan come una risorsa al servizio degli USA da 12 anni, le crederanno?

Quello che proprio non funziona é la storyline che riguarda Quinn ed il possibile attentato dell’ISIS. La storia, come ho giá, detto sembra essere del tutto scollegata da quella principale e non rende giustizia al personaggio interpretato da un comunque straordinario Rupert Friend. Quinn é un personaggio molto complesso, che decisamente non merita che la sua storia ruoti solo ed esclusivamente intorno al fatto che sia sempre sul punto di essere ucciso, questa volta vittima di un test di un’arma chimica che i terroristi tedesco-siriani vorrebbero utilizzare per un attacco. Sembra alquanto scontato che alla fine non morirà.

Mancano soltanto tre episodi alla fine di questa quinta stagione e gli autori avranno dovuto fare dei salti mortali per trovare un collegamento plausibile tra le due storie, sempre che ci siano riusciti.

Questo è un presupposto essenziale perché questa stagione abbia un finale degno di quanto mostrato finora. Gli autori ci hanno dimostrato in più occasioni di meritare la fiducia degli spettatori, per cui non possiamo che sperare che non deludano nemmeno stavolta.

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5.09- The Litvinov Ruse
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