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Homeland: Recensione dell’episodio 4.09 – There’s Something Else Going On

Per dirla con le parole del capo della CIA, Lockhart: “What the f***ing f***!!!!” di cui non credo esista una traduzione credibile in italiano, ma un doppio “Che c****!” dovrebbe andare, anche se l’effetto è effettivamente diverso. Se un’autorità si fa scappare una tale espressione di fronte ad una stanza piena di suoi sottoposti significa che è successo qualcosa di davvero scioccante, ed effettivamente è così  e credo che questa sia stata la reazione del 90% dei telespettatori dopo aver assistito a ‘There’s Something Going On’, nono episodio di questa quarta stagione.

Questa è la reazione più idonea per un episodio straordinario dal primo all’ultimo secondo. Non c’è stata una sola scena che mi abbia permesso di staccare gli occhi dallo schermo e mi chiedo come sia possibile che ci siano persone che ancora critichino questa serie e mi chiedo come ci siano persone che non l’abbiano maia_560x375 guardata, perché, l’ho detto in passato e lo ripeto ancora, questa serie è una delle cose migliori che il panorama televisivo americano abbia regalato nell’ultimo decennio e questa stagione ne è la conferma assoluta. Non solo credo che questa stagione sia la conferma della grandezza di Homeland ma posso affermare, con estrema convinzione, che, a mio parere, siamo in presenza della migliore stagione della serie fino ad ora. Spesso alle persone piace guardare alle prime stagioni in maniera nostalgica, come se non si possa mai raggiungere quel livello, ma non è sempre così. Nonostante le prime stagioni di Homeland siano state straordinarie, in questa stagione la spy series di Showtime ha trovato un equilibrio grazie, soprattutto, a quel legame che si è creato con i personaggi, il che rende tutto emotivamente più intenso e se ci aggiungi il lavoro straordinario che stanno facendo gli autori quest’anno, non puoi non avere qualcosa di meraviglioso.

Intitolare un episodio ‘There’s Something Else Going On’ , ‘Sta succedendo qualcos’altro’ o meglio ‘C’è qualcosa che sfugge’, è come dire allo spettatore di aspettarsi un colpo di scena e c’è il rischio che si rovini, in qualche modo, la sorpresa e che il colpo di scena non abbia lo stesso effetto: Homeland è riuscita a costruire un intero episodio intorno all’ansia, intorno all’aspettativa per poi lanciare due bombe negli ultimi dieci minuti, lasciandoci tutti letteralmente a bocca aperta. In quanti possono dire di riuscire a sorprendere, avendo annunciato la sorpresa in anticipo?

Ovviamente il momento chiave dell’episodio sarebbe dovuto essere lo scambio di prigionieri per riportare Saul a casa. Ogni singolo momento, da quando Quinn ha download (3)firmato i documenti per l’affidamento dei prigionieri, con uno sguardo quasi disgustato sul volto, agli ultimi momenti di prigionia di Saul con il bambino che il giorno dopo sarebbe dovuto esplodere se le cose non fossero andate come previsto, fino allo scambio via radio tra Carrie e Tasneem. Il tutto non ha fatto altro che creare una sensazione di costante pericolo, perfettamente leggibile suoi volti degli agenti della CIA che osservano il tutto dal centro operativo. Il culmine è raggiunto quando Saul si stende a terra rifiutandosi di essere merce di scambio, di essere responsabile della liberazione di diversi terroristi. Il confronto con Carrie, che è l’unica a poterlo convincere, è uno dei momenti più belli della serie. Carrie ha finalmente capito a cosa si riferisse Quinn quando la accusava di essere diventata una macchina da guerra, Carrie ha finalmente capito che il mondo che stanno costruendo non è fatto di scelte giuste, che sacrificare delle vite non può mai essere giusto ed è inginocchiata di fronte a Saul a cercare di convincere anche lui. Il tutto si racchiude in una frase che gli dice: “Voglio tornare a casa“. Ci è voluto un po’ per capirlo, ci è voluto uno schiaffo emotivo da parte di Mira la moglie di Saul, che le chiede di riportarle il marito, che manifesta la sua paura che possa essere sacrificato per il bene della missione e che risponde a Carrie che le dice di essere lei gestire lo scambio con : “Era di te che parlavo“. La scena è stata resa unica dalla straordinaria prestazione di Claire Danes e Mandy Patinkin che hanno dipinto le emozioni dei personaggi in modo chiaro e cristallino, dimostrando ancora una volta di meritare i riconoscimenti della critica.804_4_3411886_01_444x250

All’ambasciata americana tirano tutti un sospiro di sollievo, gli occhi di Quinn parlano come sempre, grazie anche a Rupert Friend di cui a mio parere si parla troppo poco, Saul e Carrie sono al sicuro in macchina, di ritorno verso casa. Sul volto dell’uomo è evidente lo sgomento, quasi disprezzo per se stesso, ma in fondo non è per se stesso che si è rimesso in piedi ed ha camminato, è per sua moglie, è per Carrie, ed è proprio per parlare con sua moglie, che rimette gli occhiali, quasi come se fosse un modo per tornare nei suoi panni, ma Haqqani ha un altro piano, un piano che vede le tre macchine della CIA saltare in aria. Ed ecco il primo colpo di scena, quello che lo spettatore credeva di dover aspettare sin dal primo minuto, ‘quel qualcosa che sfuggiva’, ma non si fa in tempo a pensare tutte le possibili situazioni che potrebbero crearsi: Chi è sopravvissuto all’attacco? Potrebbe questa serie fare a meno di Saul e soprattutto di Carrie?. Non c’è tempo per porsi delle domande perché troppo tardi Dennis, il marito dell’ambasciatrice, confessa e svela il vero piano di Haqqani: creare un diversivo ed occupare l’ambasciata. Nonostante l’inquisizione di Dennis non fosse il ‘main focus’ di questo episodio, non è stata meno interessante, soprattutto per il fatto che ci ha permesso di vedere l’ambasciatrice Boyd in azione, mentre cercava di ricavare informazioni dal marito con l’inganno, riuscendoci, però, troppo tardi.

Con Carrie fuori dai giochi, presumibilmente ancora viva, perché eliminare lai sarebbe un suicidio, spero vedremo Quinn in azione, ma più di questo non riesco a dire, non riesco nemmeno ad immaginare dei possibili scenari, non riesco nemmeno ad immaginare come la CIA riesca a fare a meno dell’intuito di Carrie, o come il comportamento dell’ISI possa compromettere i rapporti tra USA e Pakistan, non riesco ad immaginare cosa succederà nei prossimi episodi e questo è tutto merito degli autori, che sono sempre due, tre passi avanti rispetto allo spettatore, il che rende il tutto tremendamente imprevedibile, ma meravigliosamente soddisfacente. Chapeau!

4.09- There's Something Else Going On

Capolavoro

Valutazione globale

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Bibiana

"Shakespeare once wrote that life is about a dream, and that's exactly how i live my life. From one dream to the next."

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