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Homeland

Homeland: Recensione dell’episodio 4.07 – Redux

Quando ho terminato di vedere Redux, settimo episodio di questa quarta stagione di Homeland ho pensato subito quattro cose in successione:

1. Alex Gansa è un genio (del male o del bene è opinabile!).
2. Claire Danes è di una bravura indiscussa ed è in grado di superarsi.
3. la quarta stagione di Homeland spacca.
4.WTF!

Questo settimo episodio, infatti, riprende subito le fila dal cliffhanger dell’episodio precedente, abbastanza scioccante ma al livello tempistico eccellente, dell’omicidio di Aayan e la cattura di Saul.
Chiuso il capitolo Aayan il cui legame con Carrie aveva disturbato noi spettatori, Carrie è vittima di un attacco personale, ordito per neutralizzarla, che rappresenterà la parte centrale e dinamica dell’episodio.

Homeland_407-2Redux, infatti, è diviso idealmente in due storyline: da una parte abbiamo Saul “scudo umano” di Haqqani, che vive un giorno nella quotidianità di un ricercato dell’intelligence americana (e non solo). Ammirevole, anche se probabilmente un po’ forzato, l’intento di mostrare l’umanità e le convinzioni di onestà di Haqqani. Non ho capito se il loro dibattito durante il pranzo, artefatto e stilisticamente elementare, avesse l’intento, come siamo abituati da ormai quattro stagioni con Homeland,  di porre le ragioni di entrambi come valide. Gli sceneggiatori avrebbero potuto trovare un dialogo meno esplicativo e più ricercato per rendere l’idea in modo più realistico, ne esce un ritratto piuttosto ovvio di Haqqani:  un uomo che ama la moglie e i figli ma resta un terrorista con un’agenda politica abbastanza chiara e violenta.

Dall’altro lato abbiamo la povera Carrie.
Homeland_407-3Se fino al sesto episodio il personaggio di Carrie è stato spinto all’estremo a causa delle sue scelte poco ortodosse ora, l’essere vittima dei propri demoni la riporta a una situazione in cui è difficile per lo spettatore non provare empatia. Carrie è nuovamente alla mercé dei suoi problemi mentali. Sì, è vero a causa della sostituzione delle medicine ad opera dei servizi segreti Pakistani, ma è proprio il mix di droghe e disturbo bipolare a trasformare Carrie in una miccia che la portano a vivere una giornata da incubo.
Un plauso, per quanto riguarda la sua lunga sequenza in ospedale e in strada, va oltre che alla Danes anche e soprattutto a una regia dinamica; la ripresa in movimento con flash sonori e visivi ha reso alla perfezione i problemi percettivi di Carrie dando lungo a dei momenti veramente ansiolitici e claustrofobici senza farne pesare la visione ma anzi immergendo ancora di più lo spettatore nelle scene che chiudono l’episodio.
Ho aperto la mia recensione dicendo che Alex Gansa è un genio per una ragione, mi riferivo soprattutto al colpaccio di inserire la special guest d’eccezione proprio come visione di Carrie. Se come me non eravate caduti vittime degli spoiler, la vostra mascella sarà caduta per pochi secondi.
La povera Carrie dopo essere stata portata a casa del militare pakistano, si ritrova davanti Brody.
Non sono una nostalgica di Brody, ho apprezzato la sua presenza nella serie ma sono del team: ” doveva morire nella prima stagione, come previsto dagli sceneggiatori”. Fatto sta che rivedere Homeland_407-4Damian Lewis fa ovviamente piacere, soprattutto così a sorpresa. Ovviamente è una visione dovuta alle droghe, è qualcosa che capiamo subito, anche se quei furbastri degli sceneggiatori si dilungano volutamente su queste scene quasi a volersi prendere di gioco per pochi secondi degli spettatori.

In conclusione un episodio che conferma l’ottima direzione presa da questa stagione che ha saputo rinfrescare la trama senza stravolgerne le fondamenta impiantate nelle tre stagioni precedenti.

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