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Homeland: Recensione dell’episodio 4.06- From A to B and Back Again

Probabilmente la mia opinione non incontrerà molto favore, almeno stando a quanto ho avuto la possibilità di leggere e sentire in giro, ma Homenland, per quanto mi riguarda, è stata ed è tutt’ora una delle serie migliori degli ultimi anni e credo che questa quarta stagione, finora, ne sia una conferma, perché poche serie riescono a sopravvivere alla morte di uno dei suoi protagonisti, soprattutto se si tratta di un personaggio fondamentale come Nicholas Brody. Poche serie riesco a rigenerarsi così, mantenendo alta l’asticella. E questo episodio l’asticella la alza. ‘From A to B and Back Again’ è uno degli episodi migliori di sempre non solo perché ci sono delle evoluzioni che, francamente, credo nessuno si sarebbe aspettato, ma anche perché gli autori sono stati capaci di disegnare un cambiamento graduale di Carrie, che probabilmente poteva sembrare impercettibile e che solo ora si manifesta nella maniera più chiara.

Dopo la morte di Brody, Carrie è diventata senz’altro il centro, il cuore pulsante di questa serie, ma il suo è un personaggio talmente complesso e talmente interessantea544a843ad5b4b96cbd6027a3bed6913 da riuscire a sopportare il peso di un addio così importante. Brava, bravissima nel suo lavoro, nonostante i suoi problemi ed i suoi metodi decisamente poco ortodossi non le permettano di essere sempre a fuoco e concentrata, Carrie crede in quello che fa, crede di essere nel giusto e come abbiamo già visto in passato per il bene del suo Paese e  per difendere una causa in cui crede ciecamente è pronta a tutto, ma anche la sua determinazione aveva dei limiti, quei limiti che la sua stessa tendenza ad unire il suo lavoro e la sua vita privata ed i suoi affetti ponevano, ma come Quinn aveva previsto avere il potere di uccidere le persone, la stessa azione dell’uccidere persone può corrompere la nostra anima in modi in cuoi niente altro può fare ed è una sensazione che lui stesso ha provato e non vuole che succeda a lei, non vuole che la mente ed il cuore di una persona a lui così cara si oscurino a tal punto da non vedere niente altro che sangue, ma è ancora in tempo per salvarla? O per Carrie è già troppo tardi? Quinn potrebbe averla salvata ‘in calcio d’angolo’ come si direbbe in termini calcistici, perché è evidente il fatto che la donna fosse già un bel pezzo avanti: era pronta non solo a sacrificare la vita di Aayan, ma anche quella di Saul.

L’episodio, infatti, è incentrato interamente sul tentativo di convincere il ragazzo di essere in pericolo a tal punto da decidere di rivolgersi allo zio Haqqani, che finora era stato solo una figura misteriosa, e che, invece, in questo episodio vediamo nella sua chiara oscurità. Si tratta di un uomo spietato, con un circolo di persone importanti che lavorano per lui, si tratta di un uomo che per la causa in cui crede è disposto a sacrificare anche la sua famiglia, così come fa effettivamente, perché è proprio lui a regalarci il momento di maggior pathos di questo episodio ed  mio parere uno dei momenti migliori di sempre, con un colpo di scena assolutamente inaspettato. La morte di Aayan era scontata, sin dalla sua apparizione sullo schermo, lo spettatore sapeva che avrebbe fatto una brutta fine e dopo la sua interazione Homeland-FromAtoBandBackAgain-Aayan-720x464con Carrie ne si è avuta maggiormente la certezza, considerati anche i precedenti della donna, ma probabilmente in molti si sarebbero aspettati che sarebbe stata lei ad ucciderlo, in molti si aspettavano che sarebbe morto per mani degli americani, sacrificato per colpire il bersaglio più grande ed invece non è stato così. E’ stato proprio Haqqani, con una freddezza crudele, a sparargli un colpo in testa, perché non importa se lo ha aiutato, non importa se si tratta di suo nipote, se è d’intralcio deve morire. Ma mi chiedo, quello che Haqqani ha fatto è così diverso da quello che stava per fare Carrie? Se non fosse stato per Quinn, Saul sarebbe morto.

Allo stesso tempo, però, se non fosse stato per Quinn un pericoloso terrorista e tutti i suoi seguaci sarebbero in pezzi, fatti saltare in aria da un drone. Ma dove è il confine? Cosa si deve essere disposti a fare per ottenere il proprio obiettivo? E’ legittimo sacrificare la vita di una persona cara per quello che è nella propria convinzione il benessere generale? Quando si fa un lavoro come quello di Carrie si può davvero avere un’anima? Qualche tempo fa Carrie non avrebbe mai sacrificato Saul, nonostante non sia nuova a scelte estreme, la sua posizione, il suo lavoro stanno lentamente risucchiando la sua anima, ma chi è nel giusto? Lei o Quinn e Fara, che le chiedono in qualche modo quale sia il confine? La straordinarietà di questi autori è che nonostante sia assurdo perché assurdo pensare di poter essere disposti ad essere responsabili della morte di una persona cara per una missione, ci si ritrova comunque a mettersi in discussione ed a mettere in discussione i propri principi morali, ci si ritrova a considerare la legittimità della scelta di Carrie ed allo stesso tempo ci si ritrova ad essereimages d’accordo con Quinn, e viceversa.

Ma cosa succede adesso? Adesso che Hqqani pensa di avere in pugno la CIA, adesso che Carrie sembra essere sull’orlo di un precipizio, adesso che il suo rapporto con Quinn si è deteriorato, al punto di condizionare il loro lavoro e la loro collaborazione, che aveva sin da subito portato risultati straordinari. Cosa succede adesso?

Una storyline che francamente non condivido è invece il coinvolgimento di Dennis con i servizi segreti Pakistani e con il nemico, non tanto per il fatto in sé, perché così come la CIA recluta le sue risorse, non vedo perché non debbano farlo gli altri, ma ormai siamo oltre il ricatto, Dennis sta iniziando a provare gusto nel tradimento, pensando in qualche modo di tradire sua moglie, che ha la colpa di aver messo in discussione il suo ruolo di maschio alpha. Ma stiamo parlando di un uomo adulto che sa perfettamente quali sono le conseguenze delle sue azioni e che può aspettarsi anche che si verifichi la possibilità di morire ugualmente. Credo che siamo di fronte alla nuova Dana, autori cortesemente facciamola finita in fretta!

L’episodio è stato eccezionale, ricco di colpi di scena, costruito in maniera magistrale, perché Homeland non ha bisogno di azione continua, quella che molti potrebbero definire lentezza io la definisco strategia. Stiamo parlando di spie e non può non esserci osservazione, studio delle singole mosse. Non parliamo di una partita di battaglia navale, ma di una partita di scacchi. Per il momento è avanti Haqqani, ma siamo sicuri che Carrie saprà reagire, dopo aver rimesso insieme i pezzi di se stessa e del suo team.

4.06- From A to B and Back Again

Impressionante

Valutazione globale

User Rating: 3.14 ( 5 votes)

Bibiana

"Shakespeare once wrote that life is about a dream, and that's exactly how i live my life. From one dream to the next."

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