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Homeland: Recensione dell’episodio 4.05 – About a boy

Is there a line ? Is there any fucking line ?

Ogni recensione riflette il punto di vista di chi scrive ed è figlia non solo dell’episodio che si sta commentando, ma anche di inevitabili paragoni che il recensore si trova quasi inconsciamente a fare con altri episodi della stessa serie o di serie differenti ma per qualche motivo affini. E qualcosa di simile accade sicuramente anche allo spettatore onnivoro che ingordo inizia a seguire una determinata serie tv e finisce per accompagnarla con altre di argomento similare. Sebbene i due prodotti siano molto diversi per atmosfere, trame, argomenti, riferimenti, collocazione temporale, è più che probabile che chi segue Homeland abbia anche visto The Americans. Dato che, in una estrema e riduttiva sintesi, entrambe sono spy stories, i loro protagonisti si sono dovuti confrontare con lo stesso dilemma morale: fino a dove è lecito spingersi ? esiste un confine che non deve essere superato ?

Homeland4x05carrieCome già sottolineato da Billy nella sua recensione della 4.04, sembra quasi che i diversi modi di rispondere a questa domanda siano il tema principale di questa quarta annata di Homeland, figlia di un reboot che ha cancellato il protagonista delle prime tre stagioni e ricollocato in diverse posizioni alcuni dei personaggi chiave superstiti. Se la disturbante scena finale dell’episodio precedente aveva ben chiarito quanto sottile e facile da oltrepassare fosse il confine per Carrie, “About a boy” non fa altro che confermare e rendere ancora più esplicita la filosofia della neo direttrice della sede di Islamabad della CIA. No, non esiste nessun confine. I buoni restano eroi anche quando non si fermano di fronte a nulla, anche quando non si fanno scrupoli ad ingannare un innocente che a loro si sta affidando, anche quando non esitano a sfruttare ogni debolezza del proprio obiettivo, anche quando mercificano il proprio io in nome della missione da compiere. Una Carrie che continua a offrire il suo corpo all’insicuro Aayan fa un ulteriore passo avanti vendendo anche il suo passato più intimo per mostrare una solidarietà fasulla con il giovane e tormentato orfano. Tanto sincero è Aayan nel mettere a nudo le insicurezze da amante inesperto (come solo può esserlo chi ha appena perso la propria verginità in un modo del tutto inatteso) e il dolore di un senza famiglia gettato in un mondo di pericoli che non ha cercato, tanto è cinica Carrie nel raccontargli della bambina lontana e del proprio senso di colpa. Parole sicuramente sincere, ma dette non per liberarsi di un peso opprimente quanto piuttosto per costringere Aayan a sentirsi solidale con la sua improvvisa amante. Obiettivo pienamente centrato come la confessione del ragazzo conferma, ma pagato da Carrie con una moneta fasulla che rende difficile empatizzare con lei quando piange durante l’amplesso venduto ad un inconsapevole Aayan.

Homeland4x05quinnSe Carrie è la tesi, Quinn è l’antitesi. Peter conosce bene l’ideale confine tra cosa è giusto e cosa non lo è perché oltre quella sottile linea ha operato per gran parte della sua carriera. L’omicidio fortuito dell’innocente bambino a Caracas gli ha fatto capire da quale lato è sempre stato e comprendere significa anche poter scegliere. Quinn è pronto a rinunciare ad un lavoro che ormai pesa come un macigno opprimente su una coscienza ritrovata. Ma non è ancora pronto a rinunciare a Carrie in un rapporto che oscilla tra un amore impossibile (perché Carrie è troppo ossessionata dal suo compito anche solo per preoccuparsi di cosa Quinn provi per lei) e un risentimento a stento represso (perché sempre più Peter si rende conto di quanto ciecamente distante da lui sia Carrie). C’è tutto questo opprimente fastidio di dover comunque esserci in quel sospiro prolungato al momento di sistemare il fucile di precisione. C’è questa rassegnata impazienza verso una missione che non avrebbe voluto nei commenti scocciati durante il fallimentare inseguimento. C’è questa ira trattenuta in quel “nothing” detto come unica risposta ad una Carrie che non vuole ammettere alcun errore.

Homeland4x05faraE poi c’è Fara che quel confine inizia a intuirlo nonostante sia stato finora nascosto dalla sua ammirazione per Carrie. Una aprioristica fiducia che l’ha portata ad andare ben oltre quello che la sua mentore le aveva promesso quasi che un inarrestabile maelstrom l’avesse trascinata a fondo in un mare tempestoso in cui non aveva pensato di dover navigare. Fara inizia a comprendere cosa significhi essere una spia e, complice i dialoghi rivelatori con Quinn, comincia a vedere anche i lati meno piacevoli di un lavoro tanto prezioso quanto sporco che la costringerà a confrontarsi con quel dilemma morale a cui Carrie e Quinn hanno dato risposte tanto diverse. E che Fara ancora non sa se vuole avere l’obbligo di porsi.

Homeland4x05tasneem“About a boy” ha il pregio di costringere lo spettatore a schierarsi con Carrie o con Quinn, a scegliere cosa sia un accettabile sacrificio in nome di un giusto traguardo e cosa invece un vergognoso inganno verso un’innocente vittima. Ma è anche un episodio che, confermando la compattezza di una stagione che non vuole disperdersi in rivoli secondari, permette di fare notevoli passi avanti nello sviluppo della trama orizzontale. Grande importanza assume Tasneem, quasi un alter ego di Carrie, schierata con un ISI che si dimostra un avversario ostico e in netto vantaggio. L’arruolamento forzato di Dennis, la cattura di un Saul incapace di resistere alla tentazione di agire in prima persona e la manifesta complicità della polizia locale sono abili mosse che non potranno che mettere in seria difficoltà la squadra di una Carrie ancora inconsapevole di cosa sta accadendo alle sue spalle.

“About a boy” è il rassicurante titolo di questo episodio. Ma, forse, sarebbe stato meglio un più criptico “About a line”. Sempre che, come si chiede Quinn, questa linea esista.

4.05 - About a boy

About a line

Valutazione Globale

User Rating: 3.82 ( 3 votes)

Winny Enodrac

Vorrei vedere voi a viaggiare ogni giorno per almeno tre ore al giorno o a restare da soli causa impegni di lavoro ! Che altro puoi fare se non diventare un fan delle serie tv ? E chest' è !

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1 commento

  1. Complimenti Winny bella recensione. Carrie è inqualificabile ma allo stesso tempo mi fa anche pena (non tenerezza ormai!) perché quello è l’unico modo che ha per avvicinarci ad una persona, anche se lei giustifica i “mezzi” usati con il poco tempo a disposizione per portare Aayan dalla sua parte in realtà a lei in un certo modo serve quella vicinanza, non tanto fisica ma emotiva. Perché Carrie non è certo in grado di avere una relazione sana e non solo perché è psicologicamente instabile, è proprio lei che è fatta così. La sorella dice bene ” non c’è neanche una diagnosi per quello che hai”.

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