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Homeland

Homeland: Recensione dell’episodio 4.03 – Shalwar Kameez

Puoi mettere in gabbia una tigre, ma non puoi essere sicuro di averla domata.

Charles Bukowski

Parole sante e azzeccate quelle del caro Charles che incarnano perfettamente lo spirito di Carrie e Peter, i protagonisti per eccellenza di questo inizio di stagione di Homeland. Con la morte forse un po’ troppo ritardata e16njWKdi Brody è venuto a crearsi un buco nella narrazione che serviva per spezzare quelle trame parallele che hanno caratterizzato il telefilm. Se la scelta di relegare Saul a spalla di Carrie per sostenerla nei suoi momenti d’incertezza è sempre stata una scelta perfetta e complementare con la protagonista, non posso dire lo stesso per quest’occhio di bue che ha iniziato a illuminare Peter regalandogli una parte un po’ più marcata in confronto a quella delle altre stagioni.

Carrie è tornata nella versione 2.0 (citando Daniele nella scorsa recensione) cancellando completamente qualsiasi ombra d’instabilità mentale e di compassione, arrivando persino a non soffrire mentre lascia sua figlia a crescere con la sorella, ponendosi come unico obiettivo il lavoro, investendosi Direttore del distretto della CIA in Pakistan. Quinn invece dal canto suo sembra aver abbandonato completamente la freddezza che lo contraddistingueva, annegando il suo fallimento nell’alcool e nella compagnia di una morbidosa nuova fiamma. Solo alla fine della puntata, grazie alla visita di Dar Adal nell’appartamento di Quinn scopriamo che quest’ultimo non è riuscito a salvare il direttore Sandy perché il suo pensiero era rivolto a salvare Carrie, di cui sembra essersi innamorato. Ma Quinn è consapevole che per quanto possa nascondere la sua indole, non potrà sopprimerla per sempre e basta una piccola provocazione da parte di Dar Adal per svegliare la tigre dormiente sempre in agguato.

Homeland-4x03-01-fb7698f93d0c1cdf41a474e80b788e1eE sempre in gabbia si trova anche Carrie, costretta a non uscire dall’ambasciata per colpa di un confinamento imposto dall’Ambasciatrice per aspettare che le proteste e i toni accesi in Pakistan si smorzino. Carrie atterra in Pakistan e prima di presentarsi come Direttrice ripercorre le strade dove ha perso la vita il suo ex collega Sandy, per motivare ancora una volta la sua presenza lì e per convincersi della sua scelta. La sua presentazione all’ambasciata non è così facile in quanto deve fare i conti con Redmond l’uomo a cui era stato promesso il posto da Direttore prima che Lockhart gli comunicasse telefonicamente il cambio di decisione. Ma Carrie sa marcare bene il territorio zittendo Redmond e andando dritta al punto senza frenare i suoi pensieri: senza censura, Carrie accusa Sandy pubblicamente davanti ai suoi collaboratori di aver venduto informazioni di stato al nemico in cambio di preziosi aiuti per eliminare i personaggi chiave di cellule terroristiche, suscitando tra i suoi ascoltatori non pochi dubbi.

Tenacia e sicurezza quindi vestono questa nuova Carrie che dopo aver impartito gli ordini alla divisione della CIA scappa con un espediente dall’ambasciata per rivelarci la sua vera missione in terra pakistana. Con un gruppo ristretto di fidati, di cui faranno successivamente parte anche Saul e Peter, Carrie, tenendo all’oscuro l’ambasciata, sta provando a reclutare Aayan, l’unico superstite dell’attacco del drone al matrimonio dove ha perso la vita Haissam Haquani. Con Max dietro le quinte a supervisionare tecnicamente la missione e la bella Fara come adescatrice, il primo tentativo del piano non va a buon fine e solo un successivo incontro tra Carrie e il ragazzo avrà più successo. Carrie, facendolo cadere in una trappola, farà breccia in quel muro di paura che sta costringendo il ragazzo a non chiedere aiuto a nessuno.

Tra una bevuta e l’altra, intanto, Quinn si punisce da solo costringendosi a riguardare i filmati su You Tube dell’uccisione di Sandy e, tra le immagini, scorge una persona con l’auricolare che gli desta un sospetto e che sarà la molla che lo farà ripartire per il Pakistan, ad affiancare Carrie nella sua missione segreta. Dietro al lancio programmato del drone e all’imboscata a Sandy sembra esserci una minaccia molto più grande dell’ISI, che sta mettendo a tacere Aayan shomeland-4x03-promo-6_midpaventandolo a morte e che ha manovrato fin dall’inizio l’ex direttore Sandy in cambio di segreti di Stato.

Solo un ultimo personaggio manca alla segreta task force per completarla: Saul Berenson che, atterrato in Pakistan per portare una scorta a Carrie, la aiuta ad eliminare il confinamento, dimostrandosi, ancora una volta, una spalla sempre salda su cui appoggiarsi.

Questo terzo episodio è forse meno d’impatto del pilot che era movimentato dalla scena dell’imboscata a Sandy, ma di sicuro più d’effetto per far ripartire la stagione mettendo sulla scacchiera tutte le pedine necessarie per creare, ancora una volta (si spera), una complicata partita strategica dove lo scacco matto non è mai facile. La trama che meno mi convince, però, resta quella dei sentimenti di Quinn verso Carrie, forse un po’ troppo forzata e fuorviante dalla trama principale (vedi Debra Morgan e Dexter nell’omonimo telefilm).

A nulla è servito quindi provare ad anestetizzare la natura di Quinn e Carrie, le due tigri sono ancora più feroci e sempre più difficili da domare.

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