
Homeland : Recensione dell’episodio 3.09 – One Last Time
“Sappiamo entrambi cosa sei; un uomo caduto talmente in basso che il buon senso direbbe che non hai via di scampo. Ma io ti sto dando la possibilità di tornare a essere l’uomo che eri prima che ti distruggessero…”
Ed eccolo il fascio di luce che rischiara la stanza in cui Brody sta scontando le pene per i suoi vizi, la sua dipendenza e il suo passato. Quasi si pensava di non vederlo più questo personaggio lasciato a consumarsi la vita in una stanza della torre di David, conscio che la salvezza ormai non arriverà più e costretto a purgare la sua esistenza con droghe pesanti.
Magnifica a parer mio la raffigurazione della torre in Caracas, costruita prendendo riferimenti dall’inferno dantesco in cui in ogni girone (o piano) scontavano le loro pene persone che dalla vita ormai non pretendono più nulla, costrette a vivere di stenti, eccedendo nei vizi e negli stupefacenti. Ed ecco come nella scorsa puntata l’arrivo di Saul getti sul
personaggio di Brody un ancora di salvezza, una mano tesa per uscire dal quel purgatorio di anime per mostrargli, per un’ultima volta, la strada verso l’espiazione del suo passato. Saul però si rende conto di essere arrivato tardi all’appuntamento con il destino del povero Brody, che sembra voler abbracciare a tutti i costi la morte come sola via di fuga dalla situazione in cui si versa.
Eccellente e palpabile l’interpretazione del Marine che si merita di tornare sullo schermo seppur non nel massimo della sua forma. Consumato dalla droga, Brody dovrà fare i conti con l’astinenza e ai metodi forse un po’ barbarici di Saul per farlo tornare in breve tempo in carreggiata. Sudato, in preda alle convulsioni e allucinazioni, Brody cerca più volte di togliersi la vita ma per sua fortuna Saul è sempre dietro l’angolo per motivarlo ancora che il suo destino non è quello. Gran parte della puntata è (giustamente) dedicata a lui e alla sua volontà di combattere per essere pronto per la missione che Saul ha in serbo per lui. Missione di cui persino Carrie è all’oscuro, vittima dei piani della CIA e costretta a reagire per poter fare avere giustizia al povero Brody, per toglierli la macchia da criminale. Il proiettile sparato da Quinn costringe però Carrie all’ospedale dove il senatore Lochkart va a farle visita per indurla a tradire Saul che ancora una volta l’ha usata per i suoi scopi. Come se non bastasse, dopo essere stata usata per portare dalla parte americana Javadi, Carrie viene ancora una volta “arruolata” da Saul per convincere Brody a collaborare. Saul rivela così la seconda parte del suo piano che consiste

Saul si vede così costretto ad accelerare i tempi, chiedendo a Carrie di aiutarlo per convincere al più presto Brody ad accettare la missione in Iran. Come una manna da cielo però il senatore fa il passo falso facendo intrufolare in casa di Saul un agente dell’intelligence israeliana per spiare i suoi piani. Con l’aiuto di Mike però Saul riesce a fotografare il crimine e si presenta all’ufficio di Lochkart per intascare la sua mano migliore. La scena del ricatto verso Lochkart è di un’eleganza mostruosa; Saul a sangue freddo obbliga il nemico a seguire alla lettera il suo piano non lasciando trasparire per un secondo un minimo di odio verso quel viscido personaggio e al fatto di aver giocato con i sentimenti di Mia. Il senatore è così obbligato a far slittare la sua nomina di un mese, lasciando un po’ di aria al piano di Saul e a Brody che sembra iniziare a collaborare. La 

Non mi è piaciuto molto lo stacco di quindici giorni per mostrarci il miglioramento fisico di Brody, in marcia con i Marine, ma capiscono che sia stata una scelta obbligata per avvicinarci in breve tempo al momento clou della stagione. Prima di partire per la missione però Brody chiede a Carrie di poter vedere ancora una volta (“One last time”) Dana, per cercare in qualche modo di poter salvare la sua dignità come padre e americano. L’incontro con Dana ha però un esito negativo; la ragazza non riesce così facilmente a lasciarsi il passato alle spalle e persino le prove dell’innocenza del padre non la convincono più di tanto. Brody ancora più motivato a redimersi, abbraccia la figlia e sale sull’elicottero che lo porterà in Iran per riconquistare finalmente la sua dignità e la fiducia del popolo americano.
Puntata eccellente, ricca di emozioni e momenti chiave per la stagione. Utile come trampolino di lancio per gli ultimi episodi che saranno pieni di adrenalina e di azione, “One last time” è il punto di svolta per Brody e il momento in cui le tutte le carte sono finalmente sul tavolo, bisogna solo aspettare di vedere chi vince. Finalmente Nick è tornato, la spy 

Stay tuned
3.09 - One Last Time
Emotiva
Valutazione Generale











Scelgo la scena lunghissima in cui Carrie aspetta che Brody si accorga di lei come mia preferita dell’episodio. Perfetta. Ma ce ne sono tante e intensissime (tutte quelle che riguardano Dana).
In verità sono un po’ titubante quando Homeland si crogiola nella sofferenza come ha fatto con le crisi di astinenza di Brody. Non che lui non sia un mostro di bravura e non che non sia risultato tutto molto realistico (certo, metterlo in una stanza senza troppi mobili e oggetti sarebbe stato più sensato)… ma ho sempre l’impressione che così sia giocare facile. Però Homeland è questo e mille altre cose messe insieme. Difficile districarle.
Grande episodio!
Sono certo che se non si fossero dilungati sul recupero di Brody tanti avrebbero detto “eh ma non ci si riprende mica così facilmente”.
Anche io sono felicissimo della scena con Dana, perché, esattamente come detto in recensione, dà senso a tutto quello che di lei avevamo visto fino ad ora.