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Homeland: recensione dell’episodio 3.04 – Game On

Il colpo di scena che non ti aspetti. Homeland in questi due anni non ci aveva mai abituato a particolari coup de théâtre; piuttosto era maestra nel costruire momenti di grande tensione tra i personaggi, a creare la giusta suspense lasciandoci in attesa di un qualche avvenimento pericoloso. Ma il piano orchestrato da Saul con protagonista assoluta Carrie, ha lasciato il sottoscritto, e credo anche molti di voi, del tutto sorpreso. Gran parte del merito va quindi agli autori che hanno saputo, in fase di scrittura degli episodi, rendere credibile tutto quello che ci avevano mostrato una volta svelata la messa in scena.

Homeland3X04-3Carrie torna così prepotentemente al centro della scena. Non più per i suoi problemi di bipolarismo, che in questo caso erano un fine per raggiungere l’obiettivo, bensì per stanare chi si nasconde realmente dietro l’attentato alla CIA. Tutto quello che abbiamo visto nei primi tre episodi è frutto di un accordo tra Saul e Carrie che questa volta ha fatto la pazza per finta. Per lei non è stato affatto facile questo compito, soprattutto conoscendo la sua fragile personalità. Assume così tutto un altro significato quel “F**k off” che Carrie rivolge a Saul quando la va a trovare in clinica. Ti mando a quel paese perché mi sono fatta coinvolgere in questo tuo piano tostissimo, non perché mi hai derisa in diretta televisiva e fai di tutto per farmi tacere. Quel che resta un po’ strana è la reazione che ha Carrie alle parole di Saul davanti alla Corte Suprema. Sapendo che era tutta una messinscena, perché arrabbiarsi così tanto quando sei sola in casa?

L’obiettivo è stato agganciato. Il vero Homeland, dopo tre episodi necessari ma che avevano rallentato abbastanza la narrazione, comincerà dal prossimo episodio. La caccia agli attentatori sarà la costante della terza stagione e non è un caso che la prima pista porti a Caracas dove Brody, di nuovo “scomparso” in questo episodio, si è misteriosamente risvegliato nella precedente puntata. Homeland3X04-2

Brody non si vede, ma la sua famiglia sì. In particolare Dana, la figlia maggiore, con tutti il carico di problemi adolescenziali che si porta dietro. Sembra quasi che gli autori vogliono costruire su di lei una sorta di coming of age basato sull’elaborazione da parte sua di tutto ciò che il padre ha commesso negli ultimi anni. Anche lei elabora un piano, quello di fuggire insieme a Leo in luoghi che hanno rappresentato per loro una svolta nelle loro vite. Prima si fermano sulla tomba del fratello di Leo, dove pare che quest’ultimo abbia avuto qualche responsabilità sulla sua morte, e poi all’aeroporto militare dove Brody ha lasciato la sua patria per andarla a difendere in Iraq.

Se qualcuno, come me, cominciava già ad accusare un pelo di stanchezza per la storia che faceva fatica a proseguire, un scarsa tolleranza per la schizofrenia ai massimi livelli di Carrie, beh, possiamo tirare un sospiro di sollievo. Nessuno ci assicura che la terza stagione di Homeland ci farà restare a bocca aperta. Ma la svolta a sorpresa che c’è stata in Game On è un ottimo motivo per continuare ad annoverare la serie della Showtime come una delle migliori nell’attuale panorama televisivo.

3.04 - Game On

Sorprendente

La svolta di Homeland

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Daniele Marseglia

Il cinema e le serie tv occupano gran parte della mia giornata. Nel tempo libero, vivo.

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