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Homeland: Recensione dell’episodio 3.03 – Tower of David

Se il secondo episodio di Homeland si era chiuso con una nota di speranza, con Dana che faceva chiarezza dentro di sé e abbozzava un riavvicinamento al padre con il suo chinarsi sul suo tappeto delle preghiere, questo terzo episodio ci porta in profondità oscure e lì ci lascia, tra una disperazione e un pessimismo che Homeland non aveva mai raggiunto prima.

Dopo due episodi di assenza, finalmente ritroviamo Brody, solo, in fuga e ferito. E’ in Venezuela e non ci è dato sapere come ci sia arrivato. Da circa due mesi si muove da un luogo all’altro, sulla sua testa una taglia da dieci milioni di dollari che lo vuole vivo o morto.
Mi è piaciuto dover aspettare due episodi per rivedere Brody e restare incerta sulla sua sorte così a lungo. Ritrovarlo finalmente ci fa percepire a pieno l’importanza del suo personaggio all’interno della serie.

Gli scrittori si prendono il loro tempo per mostrarci la sua precaria situazione, introducendo nuovi personaggi e costruendo un intero nuovo mondo (la torre di Davide) in cui prevedo che Brody si muoverà per un certo periodo di tempo e un certo numero di episodi.
La scelta è un po’ rischiosa e solo il tempo saprà dirci se è stata vincente oppure no. Caracas è Homeland_303-02distantissima dal cuore degli eventi e l’introduzione di così tanti nuovi personaggi, di cui forse non ci importerà mai molto, è un azzardo. Se alcuni elementi mi affascinano (quanto è inquietante il chirurgo che lo rimette in sesto?), altri mi lasciano perplessa e mi appaiono un filino artificiali, quasi forzati. E’ un circo dell’assurdo, una dimensione totalmente separata da quella dove si è svolta fino ad ora la narrazione e, forse per questo, è un po’ alienante. Ma è normale considerato che si tratta solo di un primo impatto. Chi sono le persone che hanno aiutato Brody per poi rinchiuderlo in una diversa prigione? Quali sono i loro rapporti con Carrie che sono stati appena accennati? E quali sono i loro interessi nel volerlo tenere vivo ignorando al gustosissima taglia? Che dietro al tutto si nasconda un piano più grande che ancora non riusciamo ad intuire?

In parallelo proseguono le disavventure di Carrie, ormai rinchiusa da settimane nell’ospedale psichiatrico, e sono davvero felice che gli scrittori abbiano deciso di alternare le loro due storie. Vi confesso che l’intera situazione mi sconcerta e mi turba. E’ una semplice forzatura del telefilm o una prassi comune il fatto che una persona, dichiarata mentalmente instabile, sia trattenuta contro la sua volontà? Sì, è vero, è probabile che ci sia la CIA dietro all’internamento di Carrie, ma lei non è un pericolo per nessuno, se non per se stessa. Ha una famiglia pronta a supportarla (non posso credere che la lascino in quel posto per salvarle la pelle) eppure è una commissione che deve approvare il suo rilascio? La sua è peggio di una prigione. Apparentemente questa volta nemmeno il litio sembra avere l’effetto sperato. Assistere alla sua crescente frustrazione è angosciante, così come il vederla mettere in dubbio le sue stesse convinzioni (effetto dei farmaci o tattica per essere rilasciata?) è straziante. L’avvocato che si presenta come rappresentante di un grosso studio legale è l’ennesimo punto di domanda, specialmente quando tutto è perennemente filtrato dalla paranoia di Carrie. E’ stata solo una piccola intrusione per minare ancora di più le sue sicurezze o tornerà come elemento centrale nei prossimi episodi?

Le vicende di Carrie e quelle di Brody sono uno l’esatto specchio dell’altra. Entrambi sono soli, privi Homeland_303-03di un qualsiasi affetto, di una qualsiasi certezza. Navigano a braccio senza potersi fidare di chi gli sta intorno e quel che è peggio neanche di loro stessi. Ogni loro tentativo di uscire dal pozzo in cui sono caduti li ricaccia sempre più in basso. Sia Claire Danes che Damian Lewis sono una certezza e vederli rialzarsi per poi ricadere ancora e ancora è davvero doloroso. Arrivati a fine episodio entrambi sono stati piegati e spezzati. Entrambi costretti a rifugiarsi in uno stupore chimico pur di non perdere completamente la ragione. E’ difficilissimo per me anche solo immaginare una via d’uscita. Come potranno mai riuscire a dimostrare la realtà dei fatti? Brody è di nuovo prigioniero di un’angoscia da cui credeva di essere sfuggito, troppo lontano dagli Stati Uniti per poter provare la sua innocenza. Carrie è sola, incapace di fidarsi di chiunque e l’unica persona sulla faccia della terra a credere all’innocenza di Brody. Improbabile che possa tornare di nuovo a lavorare per la CIA e quindi, anche se riuscisse a liberarsi, come potrebbe fare a provare qualcosa?

L’oscurità cala su entrambi i protagonisti e l’unica speranza che resta è quella che trovino la forza di rialzare la testa ancora una volta.

L’episodio è un po’ lento e totalmente immerso nei drammi personali dei suoi protagonisti, cosa che fa risaltare al massimo la bravura di entrambi gli attori. A me è piaciuto anche perché distribuisce abbastanza interrogativi per poter incominciare a dare una direzione a questa stagione. Voi cosa ne pensate?

3.03 - Tower of David

Nero

Valutazione Globale

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Lalla32

Il punto d'inizio è stato X-Files. Poi saltando di telefilm in telefilm ho affinato una passione per quelle storie che hanno in sé una punta di stranezza e di fantastico. Recensisco e curo news di serie sci-fi, ma un'altra mia passione sono i period drama, visto che sono un'avida lettrice di classici. Ultimamente mi sono avvicinata ai drama coreani e me ne sono innamorata e qui su Telefilm Central curo la rubrica Daebak, piena di consigli, spunti e amore per questo mondo.

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