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Homeland

Homeland: recensione degli episodi 4.01 – The Drone Queen & 4.02 – Trylon and Perisphere

È come se qualcuno, al termine della terza stagione, avesse premuto il tasto Reset. Sì, perché la quarta (e ultima?) stagione di Homeland si porta dietro poco e niente del suo glorioso passato. Intendiamoci, gli echi della morte di Brody si fanno ancora sentire in Carrie nel suo rapporto travagliato con l’essere mamma, la mamma del frutto d’amore avuto con Brody. La sofferenza la si percepisce tutta nel suo volto (sempre straordinaria Claire Danes) di chi vorrebbe ma non ce la fa. Come quando si trova da sola a fare il bagnetto alla piccola. Per un momento le passa per la testa un brutto pensiero, quello di eliminare definitivamente il ricordo di Brody rappresentato dalla figlia che ha avuto da lui, salvo poi portarla davanti alla casa dove viveva il marine.

Per Carrie, allora, è molto meglio buttarsi a pieno regime nel lavoro in un luogo lontano mille miglia da Washington dove all’inizio di questa doppia première la troviamo nuovamente sul campo di battaglia, a Kabul per la precisione. È la Carry che abbiamo conosciuto nel pilot della serie, la Carry operativa, concentrata e determinata a svolgere al meglio il proprio lavoro; ed è come se questi primi due episodi della quarta stagione fossero una sorta di pilot 2.0 di HomelandHomeland4X01-3

La “regina dei droni”, come viene chiamata dai colleghi, dirige il Centro di Controllo dell’ambasciata americana in Afghanistan e con estrema lucidità ordina il lancio strategico di missili contro i capi di Al-Qaeda. In tempi in cui la nuova minaccia globale è quella dell’ISIS, in Homeland il nemico da combattere è ancora l’organizzazione terroristica dietro gli attacchi alle Torri Gemelle nel settembre 2001. Succede però che un drone vada, sì a colpire il nemico da abbattere, Haissam Haqqani, ma nel momento in cui il capo terrorista si trovava a festeggiare un matrimonio con molta altra gente innocente. L’unico sopravvissuto a quest’attacco è il giovane pakistano Aayan Ibrahim, che nei momenti immediatamente antecedenti allo sgancio del missile stava riprendendo i festeggiamenti col cellulare.

Se nella passate stagioni gli unici elementi che si alternavano alle vicende principali, facendo il più delle volte storcere il naso, erano le bizze adolescenziali della figlia di Brody, in questa stagione seguiamo in parallelo la vita del giovane Aayan in seguito al massacro che ha coinvolto la sua famiglia. È dal video della strage, pubblicato a tradimento sul web dal compagno di università, che Homeland, non per la prima volta, si muove verso una critica al sistema dei nuovi media. Basta un niente per creare scompiglio ai piani alti e le conseguenze che ne derivano portano sempre ad un’aspra critica dell’opinione pubblica nei confronti delle strategie messe in atto dal paese a stelle e strisce.

Homeland4X01-1Il “ricollocamento” di posizione non ha riguardato soltanto Carrie ma anche gli altri personaggi. Saul è uno dei capi di una società privata di sicurezza e Quinn lavora per l’ambasciata americana in Pakistan. Al primo va stretto il ruolo attuale e la voglia di tornare protagonista nelle decisioni in politica estera prese dal Governo statunitense si percepisce nelle poche scene che lo vedono protagonista.

L’equilibrio mentale di Peter è molto precario al suo ritorno a Washington dopo un avvenimento drammatico avvenuto in Pakistan. Se Carrie reagisce in maniera fredda a quanto accaduto, Quinn ne rimane quasi traumatizzato cercando di superare il momento rifugiandosi nel sesso occasionale e nell’alcol. Un personaggio dalle mille sfaccettature che, dopo due stagioni nel quale è stato un po’ ai margini, può regalarci buone soddisfazioni, soprattutto con il rapporto professionale che lo lega a Carrie.

Nella primo episodio viene introdotto anche un nuovo personaggio, Sandy, che farà subito una brutta fine lasciando dietro di sé diversi segreti che saranno il nodo da scogliere di questa stagione.

Lo scorso anno, a detta di molti, Homeland partì col piede sbagliato, inanellando una serie di episodi iniziali poco convincenti e trovandosi ad eliminare il personaggio di Brody con eccessivo ritardo dal momento che il suo percorso si era già esaurito al termine della seconda stagione. L’Homeland 2.0 è partito col piede giusto, con momenti molto alti e intensi come l’operazione di recupero da parte di Carrie e Quinn dell’agente Sandy. È come ripartire da zero, cancellando quasi tutto del passato e attirando anche un nuovo potenziale pubblico fermo restando che la caccia alle spie, il risolvere intrighi politici, la guerra al terrorismo e tutti gli altri elementi che hanno fatto di questa serie un caposaldo nel panorama televisivo, siano i punti cardine anche di questa stagione.

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