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Homeland: Alex Gansa parla della settima stagione

Alex gansa parla di Homeland
IMDb

Con la premiere (qui la recensione) andata in onda tre settimane fa, la settima stagione di Homeland promette l’usuale dose di complotti e adrenalina, spy story e problemi personali che sono state la cifra stilistica di questa serie. In una lunga intervista a Variety, lo showrunner Alex Gansa fornisce interessanti anticipazioni su quello che lo show avrà da offrire in questo suo penultimo giro di giostra iniziando con il confermare quello che molti spettatori avevano già intuito: mai come quest’anno finzione scenica e cronaca reale sono volutamente tanto simili.

Homeland Gansa

Elizabeth Keane alias Donald Trump

Non usa diplomatici giri di parole o velate allusioni Alex Gansa quando deve parlare di chi e cosa stanno dietro la nascita di un personaggio come Elizabeth Keane e di una trama che vede la neo eletta presidente scontarsi con i suoi stessi servizi segreti. E d’altra parte basta seguire anche distrattamente la politica USA per accorgersi che Keane non è altri che Donald Trump. Non avendo remore a farsi beffe del presidente americano, Gansa sottolinea con malcelato sarcasmo che:

“Trump non ha mai vinto un Emmy per The Apprentice, ma dovrebbe vincere un Emmy per questo perché è responsabile di qualcosa di davvero incredibile che sentiamo in televisione ogni giorno” (facendo riferimento al conflitto con l’FBI).

Rincarando la dose, lo showrunner ha poi aggiunto che

è stata proprio l’elezione di Trump a convincerci ad ambientare la settima stagione a Washington. Se fosse stata eletta Hillary, non sarebbe stato così. Ma senti di parlare di questo (la querelle Trump – FBI, ndr) ogni giorno 24 ore al giorno. Era la storia che avevamo in mente.  Sarebbe stato folle non esplorarla e affondare nella politica di Washington”

Parole che non lasciano alcun dubbio su chi ha scritto il personaggio di Elizabeth Keane. Da notare che questa scelta ha anche cambiato completamente i piani per le due ultime stagioni che dovevano inizialmente essere un unico ciclo, mentre ora la sesta e la settima sono collegate e l’ottava sarà a sé stante con un probabile ritorno alle origini (se non addirittura in quell’Israele da cui la serie originale, Prisoners of War, viene).

Echi di questa animosità verso Trump sono presenti anche nel  racconto dell’incontro che Gansa fa degli incontri che usualmente gli autori di Homeland hanno con ufficiali dell’intelligence e giornalisti di Washington per informarsi e ispirarsi prima di scrivere una nuova stagione.

Siamo stati lì a fine Aprile, inizio Maggio. Trump era presidente da tre mesi. E c’era un sacco di preoccupazione a proposito della Corea del Nord. […] Quello che era davvero notevole era che c’è sempre stata una certa animosità tra il Quarto Stato, i giornalisti, e la comunità dell’intelligence. […] Ma ciò che è stato interessante quest’anno è stato vedere che c’era davvero un consesso di menti, una strana partnership tra l’intelligence e la stampa […] e tutti stavano unendo le forze per combattere un’amministrazione che sentivano non stesse cercando la verità. […] Quest’anno c’era davvero l’impressione di un’alleanza contro quello che entrambi consideravano una minaccia per la democrazia e la nazione“;

più chiaro di così Alex Gansa non poteva certo essere.

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Homeland 7x01Carrie e l’America a pezzi

I continui e costanti riferimenti alla realtà quotidiana sembrano essere quasi una ossessione per Alex Gansa che su questi argomenti intende basare la settima stagione andando a riflettersi anche sulla protagonista Carrie.

Un sacco di temi verranno affrontati in questa stagione”, ha detto lo showrunner, precisando poi che si tratta delle “fake news e come la gente può essere manipolata e, cosa ancora più importante, come ogni paese che si trovi diviso al suo interno si scopra anche vulnerabile agli attacchi di una potenza straniera. Il tema di questa stagione sarà proprio il frantumarsi dell’America in parallelo con il crollo della nostra protagonista Carrie Mathison. Più la sua condizione mentale si deteriorerà, più peggioreranno le condizioni del paese”.

A peggiorare la situazione per Carrie concorreranno, secondo Gansa, anche i suoi rapporti con le persone che le sono sempre state vicino. A cominciare dalla sorella e dal cognato dato che, non a caso, Alex Gansa ha fatto notare che

Carrie e Franny stanno vivendo con sua sorella a Washington, ma nella premiere si sono approfittate un po’ troppo di questa accoglienza. Chiaramente il rapporto con la sorella e soprattutto con suo marito e sua figlia avranno un ruolo chiave in questa stagione. E tutto girerà intorno al precipitare della condizione mentale di Carrie”.

Senza dimenticarsi che anche l’elaborazione del lutto per la morte di Peter Quinn che secondo Gansa è stata la prima e più importante relazione di Carrie (e Brody?! ndr) e questo tema sarà esplorato nella settima e nell’ottava stagione”. Poco aiuto potrebbe venirle anche da Saul dato che, come Gansa ha sottolineato, i due stanno adottando strategie nettamente differenti dato che “lui sta provando a cambiare le cose dall’interno e lei dall’esterno”.

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Homeland GansaAmici e nemici

Se Carrie e Saul sono la memoria storica di Homeland, è sicuramente Brett O’Keefe il personaggio maggiormente in ascesa in Homeland. Introdotto nella sesta stagione, è a lui che si lega tutta la trama delle fake news e del complotto contro la presidente Keane che ha dato inizio alla reazione paranoica con il conseguente abuso di poteri e sospensione dei diritti civili. Come tipico di Homeland, anche Brett non è totalmente frutto della fantasia di Gansa, ma una versione tremendamente realistica di Alex Jones, un conduttore radiofonico statunitense paleoconservatore e reazionario, accusato diverse volte di diffondere fake news e infondate teorie del complotto attraverso il suo programma The Alex Jones Show e i siti web Infowars e Prison Planet. Che sia questo il caso lo charisce esplicitamente Gansa dicendo che

è davvero grandioso sintonizzarsi su Alex Jones e ascoltare la sua voce prima di sedersi a scrivere cosa dirà Brett O’Keefe. E, mio Dio, le cose che dice ti fanno davvero scoppiare la testa, veramente“.

Inevitabili le lodi di Alex Gansa per l’eccellente prova del suo interprete Jake Webber che

“ha creato il suo personaggio completamente da zero. Ed è grandioso da guardare. Ogni volta che sono nella sala di scrittura con Jake sono felice perchè contribuisce così tanto al suo personaggio. Ed ha anche portato una certa energia e leggerezza che non vediamo spesso in Homeland”.

Performance che non poteva che attirare l’attenzione anche del vero Alex Jones che ha persino sfidato Jake Weber a fare a pugni senza sapere però che l’attore pratica boxe da trent’anni.

Non potevano mancare in questa lunga intervista anche domande su David Wellington, l’enigmatico capo dello staff della Keane, interpretato dalla new entry Linus Roache. Secondo Gansa bisogna decisamente stare in guardia da David, ma “ciò che davvero dovete fare è guardare Linus Roache e Elizabeth Marvel creare un così affascinante duo nello Studio Ovale. […] Il livello della loro recitazione è qualcosa che toglie il fiato in ogni scena. Ma, per quanto potente possa essere questa accoppiata, non è a loro che spetterà il ruolo di principale villain della settima stagione. Lo showrunner di Homeland ha, infatti, annunciato che “c’è un Big Bad in arrivo e bisognerà aspettare qualche episodio prima che questo avvenga” aggiungendo poi che non sbaglierebbe molto chi associasse a questo personaggio il nome di Costa Ronin. L’attore che interpreta Oleg Burov in The Americans è anche al centro del facile indovinello con cui Gansa chiude l’intervista rispondendo a chi gli ha chiesto degli episodi girati a Budapest. Interrogato in merito, Gansa ha infatti detto che

gli ultimi due episodi sono stati girati in gran parte a Budapest. Non vi dirò però dove sono realmente ambientati. Abbiamo fatto le riprese a Budapest come ambientazione per quale paese ancora senza nome. E resteremo lì per buona parte degli ultimi due episodi. Ma se sapete da dove viene Costa Ronin, vi potete fare una buona idea di quale paese si tratta“.

Allo studioso lettore il facile compito di spulciare Wikipedia.

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