fbpx
Anteprime

High-Rise: Recensione del film in anteprima al Torino Film Festival

High-Rise è una durissima e ferocissima critica al sistema capitalistico, che prende spunto da un romanzo che è un caposaldo della critica sociale, Il condominio di James G. Ballard, scritto ben nel 1975 sotto forma di genere fantascientifico e che, oltre al capitalismo, narra, tramite metafora, la bruttezza della società moderna, impostata sul cannibalismo sociale.

highrise 3Tale adattamento inglese, firmato dal regista Ben Wheatley, cineasta che ha fatto incursioni anche nella serialità televisiva (recentemente in Doctor Who) raccoglie un cast incredibile, partendo dal protagonista Tom Hiddleston, a cui affianchiamo, in ordine sparso, Jermey Irons, Elisabeth Moss, Luke Evans, James Purefoy e Sienna Miller. Grazie a questo incredibile parterre di attori heatley riesce a tenere un livello di recitazione che altrimenti sarebbe stato molto complesso perché High-Rise non è un racconto semplice perché pur essendo abbstanza evidente lo sviluppo della metafora, la resa raggiunge picchi di violenza e surrealismo che, a tratti, rendono la visione complessa.

highrise 4Se dobbiamo trovare un difetto al film c’è forse la sovrabbondanza di alcune linee narrative che rischia di scadere in una certa ripetitività, ma io credo che lo stesso sia probabilmente una scelta narrativa, per portare lo spettatore verso quel senso di alienazione che si vuole anche così ingigantire, in un gioco di specchi, come una delle degenerazioni della società.

High-rise sostanzialmente è la storia di un condominio che è un microcosmo dal quale non è praticamente necessario muoversi (e infatti la telecamera praticamente non lo abbandona mai), nel quale viene esasperata la divisione classista della società e metaforicamente la voglia di salire ai piani alti, tanto che alcuni piccoli disservizi e problemi tecnici fanno scoppiare le micce che fanno regredire la società qui rappresentata ad una condizione primitiva, nella quale il cannibalismo sociale viene reso con l’autodistruzione della società e della convivenza, del cessare di ogni sistema di leggi e valori, così come voleva indicare Ballard come fine ultimo della società moderna.

highrise 5Il film ha momenti estremamente intensi e altri disturbanti, con una concessione anche morbosa all’esposizione di tutto, ma, anche qui, come potremmo non vederci un altro parallelismo con l’evoluzione sociale (e anche oggi stiamo andando nella stessa direzione indicata da Ballard nel 1975) che ci porta ad una necessità di trasparenza che oltrepassa il limite del normale e diventa un voyerismo ossessivo.

Tutti gli attori danno il loro contributo, tanto che è difficile trovarne di più bravi e meno, ma proprio sforzandosi, possiamo vedere nella composta recitazione di Hiddleston il motivo stonante che la narrazione vuole introdurre e che l’attore inglese rende con una freddezza assolutamente british che però saltuariamente perde il controllo.

Elisabeth Moss è sempre bravissima e qui non si può che confermare la sua capacità di interpretare personaggi sempre diversi ma sempre che le sembrano cuciti addosso e che lei interpreta con una naturalezza incredibile.

Per finire, ultima menzione a Luke Evans che interpreta il personaggio di Wilder, centrale quasi quanto quello di Hiddleston e icui violenti eccessi e la cui discesa nella follia sono meravigliosi.

High-Rise è quindi un film da vedere, non semplicissimo e scorrevolissimo, ma di una potenza metaforica strabordante e con interpretazioni mirabili.

In attesa delle prossime recensioni ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema

High-Rise
  • Feroce
Sending
User Review
5 (1 vote)
Comments
To Top