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Heroes Reborn

Heroes Reborn: recensione episodio 1.06 – Game Over

Ormai sembra chiaro, dopo l’inizio carico di aspettative, le puntate utilizzate per introdurre i personaggi, Heroes Reborn sembra (voler) galleggiare in un limbo non ben definito. Da una parte l’esempio di quello che fu la prima stagione di Heroes. Dall’altra quello in cui la serie si è trasformata dopo il noto lockout degli sceneggiatori americani, una protesta che vide proprio in Heroes una delle vittime più eccellenti. Purtroppo anche in questo sesto episodio divlcsnap-2015-10-27-23h18m13s953 Heroes Reborn, come in quelli che l’hanno preceduto subito dopo il suo ritorno in televisione, non mancano le banalità che ti farebbero scagliare il telecomando contro la televisione se solo avessi un telecomando per le mani: quando Luke ha spiegato a Malina che “avevo uno scopo, una ragione di vita. Poi l’ho persa. Cercavo un segno”, il tempo si è fermato e ci si è ritrovati non al 13 giugno, ma negli anni ’80 o giù di lì, dove il pischello Tommy, all’apice della propria tempesta ormonale, è riuscito solamente a proferire: “non ci conosciamo da tanto tempo, ma è come se mi conoscessi da sempre”. Pronto? Siamo ancora a questo livello di dialoghi ? Sarebbe già abbastanza per spegnere tutto e andarsene. Roba che forse non si vede più nemmeno in Distretto di Polizia e che sarebbe quasi giudicata indegna in un copione di Dottoressa Giò. Ma solo quasi.

Purtroppo (un altro) sono pochi gli aspetti in questo Game Over che riescono a riequilibrare queste disastrose scivolate. L’originalità nello sviluppo delle trame è piuttosto assente e dozzinale. Katana Girl, ovviamente, non può uccidere la propria nemesi e liberare Hiro, perché facendolo andrebbe incontro alla morte. Solo che questa morte poi non arriva e non si capisce perché. Se era tutta una panzana o se Miko, in realtà, è molto di più di quello che i suoi nemici pensano. Alle porte di Sunstone Manor, Carlos viene gabbato come neanche un bambino di cinque anni. Nel frattempo Tommy si comporta da perfetto cretino a Parigi e nessuno capisce il perché voler per forza salire sulla Torre Eiffel . Analoga situazione si ripete con il fumetto di 9th Wonders, quando, spinto, da non si sa bene quale forza e convincimento interiori, Tommy accetta di tornare in America per salvare il mondo. Per la serie, zerbino completamente zerbinato, che per Emily sarebbe disposto a fare tutto, tutto quanto, pure portargli il cuore della madre.

Quello che veramente manca, per ora, in Heroes Reborn è un villain veramente cattivo. In Heroes c’era Sylar e ogni suo ingresso in scena era un lancio di monetina per stabilire se ci sarebbe scappato il morto oppure no. Dal canto suo, vlcsnap-2015-10-27-23h21m12s656la Renautas tenta di ricoprire il ruolo iniziale che ebbe la Primatech ottenendo tuttavia come risultato lo stesso raggiunto da Fiorello con la cover di Wind of Change. Un coro di pernacchie per qualcosa veramente di inguardabile, ma soprattutto di appena abbozzato. Onestamente non si è ancora capito la Renautas cosa sia, cosa si spacci di essere e quanto grande sia. Per quanto ci viene dato a vedere, in alcuni episodi, la Renautas potrebbe essere benissimo lo studio da artigiano della sua CEO, Erica Krevid, che la storia non farebbe una piega. Attualmente gli sceneggiatori hanno troppo identificato la compagnia con la donna che ne è alla guida, andando a svuotare completamente di significato e di background emotivo qualsiasi scene dove i loro attori stanno recitando. La forza delle prime stagioni di Heroes stava nell’iconicità. Heroes era iconico nella sua stessa missione “Salva la cheerleader, salva il mondo”. Heroes Reborn, in questo, pecca molto probabilmente per non aver voluto restituire ai propri personaggi e alla propria storia una visione troppo archetipica.

Il momento dove maggiormente è stata utilizzata la creatività, anche se fa rabbia dirlo, l’adrenalina e una buonavlcsnap-2015-10-27-23h17m54s687 sceneggiatura è la morte di Quentin per mano della sorella, drogata, e incapace di usufruire dei propri problemi. Qualcosa che ti lascia effettivamente con l’amaro in bocca e il desiderio, più o meno univoco, di scendere domenica in piazza ad aiutare un pensionato che non ha molto tempo da dedicare allo spazio familiare. Con Bennet si crea subito un’alleanza e con il pubblico una linea di simpatia che improvvisamente si spezza con l’uccisione di Quentin. In Game Over c’è poco Quentin e molto di quello che non si vorrebbe vedere, portando a fare della sesta puntata, l’episodio finora peggiore della nuova messa in onda di Heroes.
E ridateci Francesca Eastwood!

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1.06 - Game Over
  • il peggior episodio
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