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Heroes Reborn

Heroes Reborn: Recensione dell’episodio 1.11  – Send in the clones

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“Grande la confusione sotto il cielo, la situazione è dunque eccellente” amava dire Mao Tse Tung in un suo famoso aforisma. Solo che il Grande Timoniere (come era definito dall’apologia di regime) si riferiva ad una condizione propedeutica alla rivoluzione che avrebbe scalzato l’antico regime per permettergli di instaurare una dittatura del popolo che del popolo non sarebbe mai stata. Ma quale rivoluzione starebbe per avvenire in Heroes Reborn perché la confusione di questo episodio possa ritenersi una circostanza di cui esultare? Una rivoluzione, invero, servirebbe affinché questa serie riesca a emendarsi dei suoi ripetitivi difetti e cancellare il fetore rancido di occasione sprecata. Perché la creatura originale di Tim Kring era nata e cresciuta bene, ma l’inarrestabile declino delle ultime stagioni avrebbe dovuto suggerire al suo creatore che forse la gallina non era più dalle uova d’oro. E adesso neanche un banale uovo quotidiano riesce a produrre.

Heroes Reborn: Recensione dell’episodio 1.11  - Send in the clonesLa pausa natalizia (che ha incomprensibilmente spezzato la stagione in due tronconi di lunghezza diseguale con dieci episodi mandati in onda prima e solo tre dopo) avrebbe dovuto far crescere l’attesa di sapere che fine avesse fatto Noah teletrasportato via da non si sa chi verso non si sa dove e quando. Anche perché Hiro sembrava troppo impegnato a vedersela con i cloni di Harris e Tommy occupato a non farsi ingannare da Erica nella città del futuro. Sarebbe stato lecito, quindi, attendersi la soluzione o almeno un accenno a questo arcano. E, invece, per la prima volta in questa stagione, Noah non compare per nulla lasciando quindi la scena interamente alla nuova generazione. Forse perché consapevoli che troppo deboli sono i nuovi personaggi introdotti per caricarsi sulle esili spalle il pesante fardello di un intero episodio, gli autori decidono di dividere questo compito in parti uguali tra tutti loro confidando nel motto latino melius abundare quam deficere. Il risultato finale è tuttavia più simile al maccheronico ed errato abbondandis in abbondandum del celebre Totò, Peppino e la malafemmina. Perché la girandola di personaggi e luoghi diversi non permette a nessuna delle storie di svilupparsi in maniera coerente procedendo invece con un ritmo altalenante tra improvvise accelerazioni e inspiegabili frenate.

Heroes Reborn: Recensione dell’episodio 1.11  - Send in the clonesAlquanto schizofrenica appare, ad esempio, la gestione di Miko che (il condizionale è d’obbligo visto quanto già accaduto) dovrebbe averci lasciato definitivamente (almeno fino alla prossima rinascita ad hoc) dopo aver ucciso l’Harris originale causando la morte contemporanea di tutti i suoi cloni. Quello che non si capisce per nulla è il senso di questo suo sacrificio. Dopo averci ossessivamente ripetuto che la sua missione era salvare il signore del tempo (che fosse Hiro bloccato nella fortezza del videogioco o Tommy nelle mani di Erica), d’un tratto il suo scopo diventa uccidere Harris perché così è scritto nel fumetto che Tommy si porta appresso. Anche non volendosi soffermare sul perché questo fantomatico fumetto dove ci sarebbe già scritta tutta la storia presente, passata e futura non venga usato da Tommy per scoprire le intenzioni di Erica e cosa sarebbe meglio fare per fermarla, è comunque alquanto difficile comprendere come mai Katana Girl debba materializzarsi all’esterno di Sunstone Manor se non per permettere a Carlos e Farah di sfuggire all’assalto dei cloni (che, fra l’altro, sono tanto educati da lasciare ai due tutto il tempo di liberare padre Mauricio, Jose e Micah Sanders indossando anche di nuovo la versione luchador dell’armatura di Iron Man visto i poteri che assume Carlos). Si potrebbe pensare che la morte di Harris (la cui superbia nel ritenersi tanto bravo con l’ascia da poter rivaleggiare da solo contro una eroina da videogame rasenta la stupidità di perdere tutto il vantaggio offertogli da una numerosa armata) sblocchi l’impasse in cui era finito Hiro dal momento che dovrebbero morire istantaneamente anche i cloni che lo minacciavano. Ma qui si finisce con il giocare con le timeline differenti e si finisce per non capirci nulla. Così come non si capisce perché mai Katana Girl stia per morire prima di combattere e muoia subiti dopo la tuttavia facile vittoria. Sempre che si possa usare la parola morte per un personaggio digitale che sembra apparire e scomparire a seconda delle necessità degli autori.

Heroes Reborn: Recensione dell’episodio 1.11  - Send in the clonesSunstone Manor si segnala, in questo episodio, anche come il luogo ideale dove accumulare tutti i nonsense della serie. Perché è da qui che riesce a fuggire Matt che rapisce Taylor con l’obiettivo di convincere Erica a salvare la sua famiglia. Sarebbe questa la giustificazione che ha trasformato in un poco credibile villain quello che era uno dei personaggi maggiormente dediti al bene della serie originale. Evidentemente, i poteri di lettura del pensiero di Matt si spengono automaticamente quando incontra Erica altrimenti non si spiegherebbe perché mai il telepate non sia in grado di capire le reali intenzioni dell’algida presidente della Renataus che, fra l’altro, non ha di certo mai avuto un tale affetto per la figlia da sacrificare per la sua salvezza i suoi progetti. E questo lo capirebbe chiunque indipendentemente dall’essere o meno un evo. Anche perché ora Micah ha svelato al mondo la verità sul finto messaggio di Mohinder Suresh che ha originato il conflitto evo vs umani che possono ora avviarsi mano nella mano verso la fine del mondo di cui nessuno ancora si è accorto (perché, a quanto pare, le eruzioni solari le sanno prevedere solo quelli del team Kravid).

Mentre le fiamme viaggiano spedite dal Sole alla Terra, Malina e Luke continuano la loro strada per Odessa con il carico ulteriore di Quentin e Phoebe (i cui poteri sono così forti che basta legarle le mani per annullarli?) e la minaccia di una rediviva Joanna (“perché dove hanno fallito dei professionisti riuscirà una dilettante” sembra pensare Erica). E intanto Tommy ritrova mamma e fidanzata preoccupandosi solo di perdere altro tempo in chiacchiere invece di domandarsi se davvero farsi legare ad una sedia da chi ha cercato di uccidere la tua gemella sia il modo migliore di salvare il mondo. No, la grande confusione stavolta non è un indice di una situazione eccellente. Lo capirà Tim Kring?

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