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Hell on Wheels

Hell on Wheels 2.09 – 2.10 – Blood Moon – Blood Moon Rising

Dopo una prima stagione con una trama al limite della stabilità si è conclusa anche questa seconda stagione che purtroppo era sorretta solo dalla bravura dei personaggi. La stagione non si era aperta nei migliori dei modi riportando un calo netto di ascoltatori rispetto all’anno scorso. Il problema di Hell on Wheels secondo me è la mancanza di una trama di fondo solida, non c’è una vera mission se non nella frenetica corsa per la costruzione della ferrovia. I personaggi sono la cosa che ho apprezzato molto in questa serie, ad eccezione di Bohannon. Bohannon è il classico pistolero che, come Kill Bill, vuole vendicare la morte della sua famiglia ma in questa seconda stagione lo si vede distratto dall’amore di Lily e dal suo dovere verso Durant. Quello che manca al protagonista è la sua parte naturale e quotidiana. Manca purtroppo di carattere e non si sa bene cosa nasconde sotto la sua maschera da duro e da uomo sempre serio e con il broncio. In questa stagione si scopre di più sulle sue origini da aristocratico e sia noi spettatori che Lily lo vediamo in modo diverso. Un personaggio che secondo me è fortemente caratterizzato è Durant che rispecchia il classico ricco di quegli anni reso più simpatico dai suoi modi cordiali e dalla sua scaltrezza negli affari. Lo Svedese è a modo suo un nemico molto particolare in quanto pur agendo contro il protagonista convive con esso e si relaziona con lui facendogli capire che sotto sotto sono due persone affini.

La stagione, che verte sulla costruzione del ponte e sulla lotta contro la nuova popolazione indiana, può essere interpretata come serie di passaggio per farci conoscere meglio i personaggi secondari (i fratelli McGinnes, il reverendo…) lasciando a loro molto più spazio nelle puntate. La trama è stata però arricchita da avvenimenti come “l’amicizia” tra il Reverendo e Lo Svedese e dalle loro confabulazioni per salvarsi dall’Apocalisse. Le due puntate che hanno visto questo strano e bizzarro duo scontrarsi contro Durant e la città e la loro alleanza con gli Sioux hanno dato un po’ di brio a una stagione piatta. Ma è lo Svedese il personaggio che ha subito un drastico cambiamento; dopo essere stato declassato come becchino si vuole vendicare e dopo aver architettato un piano con il Reverendo, si schiera dalla parte degli indiani diventando il loro Spirito Bianco. Alla fine della stagione torna però nella città in fin di vita e annuncia l’attacco degli indiani ma la sua è tutta una scusa per potersi vendicare di Bohannon portandogli via la cosa a cui più tiene: Lily.

Il finale di Hell on Wheels è la parte più interessante della serie: Bohannon che aveva finalmente trovato un affetto nella sua triste vita si vede d’un tratto portar via questo suo nuovo amore ma, reagendo come solo lui sa fare, non versa una lacrima e prova ad uccidere Lo Svedese che però alla fine sfugge al cappio. La mancanza di emozioni da parte di Bohannon ci fa purtroppo vedere un personaggio irreale che non trasmette allo spettatore quella simpatia e quell’attaccamento che di solito si da a un protagonista. La parte che mi è piaciuta di più è stata l’evoluzione di Elam Ferguson che mostratoci nella prima puntata della prima serie come un povero bambino nero che aveva il privilegio di saper scrivere ora lo troviamo a ricoprire il ruolo di sceriffo con tanto di casa propria e di amante. Il povero Mr Toole dopo essere stato graziato da Dio nella prima stagione, in questa per disperazione d’amore si uccide lasciando la povera Eva nelle mani di Ferguson. Boccio assolutamente la parte della combriccola di banditi che assaliva le carovane e tutta la storia di Doc e del progetto di Bohannon di fuggire.

L’ambientazione è secondo me la nota positiva della serie; apprezzo moltissimo l’attaccamento alla realtà di quegli anni degli autori e stimo moltissimo gli scenografi e i costumisti per averci fatto sognare per venti puntate di essere veramente in una città del far west. Ogni dettaglio è assolutamente accurato e sia la caratterizzazione dei personaggi e degli ambienti rispecchia gli usi e costumi di quegli anni.

Hell on Wheels purtroppo non ha stupito con questa serie, da buon appassionato del genere non smetterò però di seguirla e spererò in un’ illuminazione degli autori. Quale nemico metterà nuovamente i bastioni tra le ruote nella costruzione della ferrovia e come reagirà Bohannon ora che non ha più nessun punto fermo nella sua vita?

Stay tuned

 

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