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Hart of Dixie: Recensione dell’episodio 3.17 – A Good Run of Bad Luck

Se tutti coloro che hanno interferito nei rapporti affettivi altrui, fossero colpiti da una potente maledizione, non credete che oggi saremmo quasi tutti dannati? A rigor di logica, ripercorrendo a ritroso queste tre stagioni di “Hart of Dixie”, mi verrebbe da dire che tutti gli abitanti di BlueBell, in un modo o nell’altro, dovrebbero combattere con la cattiva sorte. Ed invece, l’unica a farvi i conti è la povera, triste Zoe. A quanto pare la dottoressa ha beneficiato HOD 317 ddell’abbandono di Joel. Non fraintendetemi: non penso che la partenza di Joel sia una mossa astuta per lo show, al contrario. Sono sempre più convinta che il suo personaggio sia la vera rivelazione della stagione. Joel si è presentato subito come una figura innovativa, divertente, in grado di adeguarsi in breve tempo ai ritmi della serie. D’altra parte questa separazione ha risvegliato l’animo intraprendente di Zoe. Con Joel al suo fianco, la dottoressa aveva perso buona parte del suo carisma, offuscata, a mio avviso, dall’energia del compagno. Ora, tornata sola, Zoe riscopre un lato del suo carattere. Riusciamo ad intravedere l’intraprendenza e l’umorismo che la caratterizzavano, ma che dall’inizio della stagione aveva accantonato, suscitando una leggera nostalgia.

Dopo una piccola visita ad una medium fasulla, Zoe si convince di essere maledetta e con l’aiuto di Levon vuole ripristinare l’equilibrio alterato, spingendo George e Lemon ad un grande ritorno di fiamma. Quando ho sentito parlare di equilibri naturali, di maledizioni e presagi nefasti, mi sono domandata se stessi guardando un episodio di “The vampire diaries” o di “The Originals”, ma poi mi sono ricordata che entrambi i telefilm sono in pausa settimanale, perciò, niente dubbi: niente Virginia, niente Louisiana, siamo in Alabama!

Personalmente ho trovato l’interpretazione della Bilson, una delle migliori dell’anno. Le espressioni del volto, gli sguardi, gli scambi di umore sono resi in modo magistrale, rendendo le scene più bizzarre, credibili, per quanto surreali. I dialoghi tra Zoe e Levon hanno reso il clima ancora più leggero e piacevole. È vero che la serie non ha fini pretenziosi, ma se il suo obiettivo è quello di intrattenere con premura, in questo diciassettesimo episodio vi riesce a pieno, regalandoci un prodotto scorrevole, frizzante…primaverile!

Zoe e Levon dimostrano di essere un team affiatato. Il loro rapporto fraterno rende l’affinità palpabile e travolgente. Le loro discussioni si tramutano spesso in gag divertenti, rafforzate dalla bravura degli attori, disinvolti e coinvolgenti.

Sfortunatamente non posso dire lo stesso del connubio Lemon e George. La prima è una vera forza della natura. HOD 317 eNon ho mai negato il mio debole per questo personaggio, vivace, solare, ricco di iniziative e punti caratterizzanti. Al contrario il secondo è un vero e proprio pesce in barile. George è un personaggio privo di spessore. Non è riuscito mai a distinguersi, condannato a sopravvivere nell’ombra, offuscato dalla luce degli altri personaggi, in primis proprio da Lemon.

Vedendo George e Lemon in affari, discutere, scontrarsi, mi viene spontaneo un parallelo con quanto accaduto qualche tempo fa tra Lemon e Wade. Che dire: tutt’altra pasta! In quella circostanza i soci erano esilaranti. Ciascuno singolare ed unico a proprio modo, rendeva la scena sempre viva, cogliendo l’attenzione dello spettatore. Ben altra cosa rispetto a questa specie di conflitto impari, tra un titano (Lemon) ed un leprotto (George)!

Nel complesso ho trovato l’episodio divertente! La serie garantisce sempre una buona dose di spensieratezza ed euforia!

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