Hannibal

Hannibal: Recensione episodio 3.13- The wrath of the Lamb

If I knew that you’d leave me, if I knew you wouldn’t stay
I would be in love anyway

Nel 1970 Frank Sinatra pubblica Watertown, un album arrivato in un momento pessimo della vita artistica del cantante che eraHannibal-3x12 considerato sorpassato dalla scena pop e rock ormai predominante. Un album pensato e studiato per segnare il rilancio dell’artista, che è lontano dalle sonorità jazz a cui siamo abituati a pensare quando sentiamo il nome “Sinatra” e che racconta una storia triste e maliconica non a lui vicina. Ma il successo avuto nello stesso anno dal brano “My Way” ne offusca totalmente il lancio e lascia questo album nel dimenticatoio. Eppure al suo interno abbiamo brani meravigliosi e con melodie originali e struggenti che lo rendono un capolavaro nascosto, arrivato al momento sbagliato.

Il motivo per cui ho voluto citare Watertown e iniziare la recensione con una frase di una delle sue canzoni è che la storia raccontata attraverso i tredici brani è quella di un abbandono. E l’intero album non è altro che una lettera di addio di un uomo alla moglie che lo ha lasciato a crescere due figli. L’abbandono è quello stato mentale in cui il cervello rielabora il passato facendosi offuscare dal cuore. In cui guardando al passato siamo portati a dire appunto “che avremmo amato ugualmente” che tutto era perfetto tanto da non poterlo più essere allo stesso modo.

Hannibal-máscaraHannibal ci ha abbandonato, noi restiamo sulla scogliera osservando Will e Lecter cadere mentre la musica (Love crime) ripete ” I will survive” e non c’è traccia di una quarta stagione. Hannibal è finito e era consapevole che sarebbe finito, tanto da pervadere l’intera stagione di un tasso di oniricità e surreale più alto del solito. Due storie distine, due filoni narrativi pigiati a forza in un’unica stagione così da risultare a tratti deliranti e con una tensione narrativa non sempre all’altezza del passato. Ma forse, sarà la sindorme dell’abbandono, era tutto voluto. Forse Fuller voleva sparare tutte le frecce del suo arco perché aveva previsto l’assenza del rinnovo, voleva osare perché sapeva che non avrebbe avuto più occasione per scrivere per questi due splendidi artisti che sono Mikkelsen e Dancy, e allora ha osato. E più che l’Hannibal che abbiamo imparato a conoscere abbiamo assistito quest’anno ad una sua versione orgasmica e barocca, all’esagerazione dell’esagerato, con un tripudio si scene a rallentatore, effetti speciali meravigliosi, dialoghi contorti e spesso contrari alla logica dei personaggi. Così ogni protagonista ha avuto una espansione esplosiva delle sue caratteristiche principali.

Così Jack diviene il vero nemico, cinico e egoista. Alana una caricatura di sé stessa. Chilton lo scemo del villaggio. Will un innamoratoRichard-Armitage-in-Hannibal-Season-3-Episode-13 tendente all’autodistruzione e Lecter l’essere umano più romantico della terra. Ed il Grande Drago Rosso è il Male o, almeno, la rappresentazione di esso. Will è l’agnello che si fa leone per combattere il drago ed è il vero connubio tra luce e ombre, è la sintesi di quello che Hannibal ha sempre detto e pensato: la natura umana non è comprensibile ne incasellabile in concetti predefiniti dalla morale e dall’etica. La scena della lotta finale è meravigliosa, un tripudio di tutto quello che piano piano si è accumulato in tre stagioni, gli sguardi tra Will e Hannibal, la musica che cresce, il sangue che cade e la luce del fuoco che incontra la tenebra della luna. Ed è il finale migliore, quello che non ti fa rimpiangere che la serie non sia stata rinnovata, quello giusto, quello che fa sognare e lascia senza fiato: è un finale di serie.

Hannibal, come Watertown, nasce in un momento in cui in televisione non c’era niente di simile e così come l’album di Sinatra rimane sconosciuta ai più e amata follemente da tutti quelli che l’hanno vista. Come Watertown è stato surclassato da My Way, così Hannibal esce di scena piegato da tante altre serie e senza nessun ricoscimento. Come Watertown Hannibal è una serie “postuma”, cioè creata prima che potesse essere compresa da fruitori finali.

Sarà la sindrome dell’abbandono, sarà che questa è l’ultima recensione, sarà che il finale mi ha fatto piangere, sarà che sono innamorata di Mads e Hugh, ma per me questa è uno dei prodotti televisivi migliori di sempre. E quest’anno ci sono stati degli sbandamenti, e la prima stagione era solo un procedurale, ma la bellezza estetica di questa serie, la cura messa nel sonoro e le interpretazioni recitative di tutti gli attori hanno cambiato le regole del gioco in tv. Le inquadrature di Hannibal sembrano quadri, l’uso della macchina da presa, della computer grafica non hanno eguali, e questo è un dato oggettivo.

Will-and-Hannibal-3x13-hannibal-tv-series-38809323-500-326Ma Hannibal ci mancherà anche per la comunità di povere menti derelitte che ha creato, per la gioia di trovarne altri che condividono con te la distruzione emotiva di questa serie, quindi grazie fannibals, italiani e non, grazie degli hashtag, delle gif e del sostegno morale.

Perché ogni volta che ascolto Watertown penso a quanto il mondo non conosca affatto Sinatra perché si è perso quell’album, ed ogni volta che penserò a Hannibal continuerò a credere che la televisione non conosca bene il concetto di “serie” per aver cancellato la uno show così.

Restiamo con le immagini del mare negli occhi, un oceano in tempesta su cui scorrono titoli di coda e che inghiotte voracemente l’amore più vero.

Good luck !

Abbandono
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