Hannibal

Hannibal: Recensione episodio 3.11 – …And the beast from the sea…

Il concetto di “doppio” (dal latino duplus) è caro alla vena artistica e creativa dell’uomo da quando questi, ha potuto riflettere e pensareuntitled alla sua condizione. Partendo dalle “Metamorfosi” di Ovidio e finendo al “Visconte dimezzato” di Calvino i letterati ma anche pittori e compositori hanno da sempre preso ispirazione dalla capacità dell’uomo di non essere e sentirsi uno e solo. Siamo davvero chi crediamo di essere, o basta una pozione o un patto con il demonio per far salire in superficie quella doppiezza che in fondo è la casa della nostra anima? Thomas Harris nel suo romanzo “The Great Red Dragon” si pone anch’egli questo interrogativo, dandogli però una connotazione ancora più psicologica e creando forse la migliore nemesi di Hannibal Lecter ossia Francis Dolarhyde (cognome che richiama forse il miglior libro sul tema del “doppio” mai scritto: “Lo strano caso del dottor Jackil e Mr. Hyde“).

Dolarhyde sta mutando, non ci viene spiegato il perché. Come in tutte le malattie mentali, spesso non c’è una spiegazione razionale, si sta trasformando e basta. Quello che però Harris riesce a descrivere magistralmente è la sensazione di impotenza di un uomo davanti al proprio corpo che cambia, la coscienza di sentire arrivare al cervello qualcosa che sconvolge, una forza disarmante che Dolarhide sa di non poter arrestare.

Hannibal-3x11-Cover-350x233Il tema del doppio così ha invaso l’intera terza stagione di Hannibal, tanto da avere un finale a metà stagione e da essere lei stessa spezzata in due tronconi narrativi. Così non è solo Francis che cambia è l’intero pubblico, che deve adattarsi, deve mutare punto di vista e deve crescere imparare a rivedere i suoi standard qualitativi in materia di televisione perché Hannibal sta per finire. Se Dolarhide sta diventando Il “Grande drago rosso” noi con lui, stiamo mutando la concezione di tutti i personaggi della serie. Will è la vittima di tutto, Alana riesce solo a mettere nei guai il povero Will, Jack è il vero mostro senza sentimenti e Hannibal è come sempre un personaggio meraviglioso. Siamo tornati all’inizio, alla prima stagione, quasi come se Fuller fosse consapevole che il canto del cigno si stesse avvicinando, ha esagerato, ci ha trascinati in un viaggio onirico nel bel paese per poi sbatterci con la faccia a terra la crudezza della “Fatina dei Denti”.

Siamo ai passi finali, tra poco la ballerina inizierà l’ultima serie di piroette che chiuderanno lo spettacolo. E noi qui inermi non possiamo che far scendere una lacrima per questa meravigliosa esperienza televisiva.

Note:

-Armitage è di una bravura senza confini

– La faccia di Hannibal quando Francis dice che Will non è bello…#please

-Voglio uno spinoff  su “Dove Hannibal fa la cacca”

-Hannigram a vita…quello dalla gelosia li uccide la famiglia (cani esclusi)

– Alana, please smetti di sussurrare tutto e togliti quel rossetto rosso dalla bocca.

Good Luck!

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