Hannibal

Hannibal: Recensione episodio 3.01- Antipasto

“Voi che ‘ntendendo il terzo ciel movete,

udite il ragionar ch’è nel mio core,

ch’io nol so dire altrui, sì mi par novo”

-Convivio, Dante Alighieri

Il cuore non è un muscolo. Quando ci riferiamo ad esso raramente pensiamo all’ammasso di sangue e nervi che ci permette di vivere. Piuttosto utilizziamo il sostantivoHannibal - Season 3 “cuore” se vogliamo parlare dei sentimenti, delle sensazioni e delle emozioni. Questo accade ogni qualvolta facciamo cose e pensieri che esulano dal razionale, che non sono inquadrabili in schemi logici e che non possiamo calcolare in anticipo come la radice quadrata di 9. Il “cuore” vibra, si riempie di gioia, si spezza, sussulta, si stringe, rallenta, esulta, va in frantumi, diventa di pietra e si ingrossa. Tutto ciò che non è facilmente comprensibile lo imputiamo a questo muscolo sanguinolento che da secoli riempie le fantasie dei poeti, il pennello degli artisti e la penna dei compositori. Cuore è irrazionalità.

Hannibal Lecter ha lasciato che Will vedesse il suo, si è mostrato in tutta la sua forma ed ora che con il cuore tra le mani è in fuga, non riesce a dimenticarlo. Hannibal corre tra le strade sinuose di Parigi, danza nel salone di una festa a Firenze, fluttua tra le bollicine dei calici di champagne, scruta attento le pagine della biblioteca dello Studiolo, eppure non riesce a fuggire davvero. Non solo dalla sua forma, non solo dalla sua ossessione, Hannibal non è capace di rinunciare a Will Graham. In una onirica rappresentazione in bianco e nero il dottor Lecter ricorda i suoi colloqui con Gideon, che metaforicamente rappresenta proprio Will, nutrito e accudito per risultare più sapido nel banchetto finale. Come Hannibal ha lentamente fagocitato Abel Gideon pezzo dopo pezzo, insaporendolo con sé stesso, così Will è cambiato nella seconda stagione fino ad arrivare ad essere anche se per finta il discepolo del dottor Lecter, il suo più fido compagno.

HannibalAntipastoReview04-600x400E se Hannibal non riesce a colmare il vuoto, Bedelia vorrebbe crearlo fuggendo dalla finzione con il cannibale in questa fuga europea. Bedelia ha il cuore in tempesta, che oscilla tra l’attrazione psicologica e il terrore della realizzazione. Una donna doppia, sfuggevole ma determinata e in parte anche salvifica per lo stesso Lecter. Anch’ella cullata tra realtà e ricordo, tra una sempre più pressante voglia di partecipare al gioco e quella di scappare. La vediamo affondare in una vasca infinita, correre per le scale, aspettare un treno, fare le valige ma parallelamente uccidere un paziente a mani nude, minacciare Hannibal con una pistola, comprare tartufi e vino bianco. Un personaggio nell’atto della schiusa il suo, che inizia a delinearsi come ancora più interessante forse dello stesso Will Graham, più femminile di Alana e più intenso di Jack.

“Antipasto” mostra in maniera barocca le intenzioni della stagione che apre. Che aumenta nuovamente il livello generale dellaHannibal-3-Antipasto-03 serie, con dialoghi filosofici, una fotografia meravigliosa capace di rendere Firenze splendida anche con la pioggia, una regia che è puntuale e manieristica e scelte narrativa che sorprendono anche quest’anno. Se all’inizio della seconda stagione era stato fatto vedere il finale, quest’anno si sceglie di delineare il racconto utilizzando flashback e ricordi dei protagonisti. Se quindi lo scorso anno la serie era protesa in avanti quest’anno parte di essa sarà protesa all’indietro, al rapporto tra Hannibal e Bedelia e al passato di lui.

Forse l’eccessivo uso di una regia fin troppo piena di dettagli, e dell’uso del “rallentatore” rendono eccessivo e pesante l’episodio, ma non ne abbassano il livello, non ne allentano il ritmo, non ne tolgono significato. Hannibal è passata da serie procedurale, a crime drama a vera e propria opera. Non stiamo più guardano una serie, ma stiamo osservando una fantasia artistica che si compone pezzo dopo pezzo, inquadratura dopo inquadratura. Hannibal è oltre la televisione.

hannibal-saison3-antipasto03Hannibal è una serie che cresce ogni anno, che stupisce, che è una gioia vedere e chi non ha chiaro questo, chi non la ritiene una delle migliori serie all’attivo, forse ha meno “cuore” dello stesso Hannibal Lecter.

Good Luck! Good Cannibal!

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