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Hannibal

Hannibal: Recensione episodio 2.13 – Mizumono

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Quelle parentesi là sopra contengono i migliori insulti che il più fantasioso degli scaricatori di porto potrebbe offrirvi. Sono quelli che ho lanciato al mio schermo a fine episodio, quando ho finalmente recuperato le mie funzioni celebrali. Ma siccome sono una persona posata e cerco di scrivere recensioni in modo professionale, ora prenderò il mio sconcerto totale e la mia ira tremenda e li chiuderò tra parentesi.

Ho trascorso la prima parte dell’episodio con le unghie piantate nei palmi, con una sola parola nel mio cervello: ANSIA ANSIA ANSIA. E la seconda parte dell’episodio con il cervello vuoto, la bocca aperta ed espressione del volto pietrificata. Mi ero aspettata un finale doloroso, quello che ho avuto è stata una carneficina.

Siamo ahimè arrivati all’ultimo episodio e in esso Hannibal riesce a rappresentare in ogni singolo istante di girato la perfezione stilistica e narrativa che ha lentamente scolpito in queste due stagioni. Il perfetto contrasto tra luci e ombre, il mix tra ritmi lentissimi e pazzamente accelerati e quella qualità onirica che lo ha contraddistinto fino da primissimi episodi, si uniscono per creare un episodio stilisticamente abbagliante e un finale di stagione che ricorderemo per un bel po’ (   ).

Hannibal_213-03Nonostante lo stato schifoso e pietoso in cui si trova, Will vive in uno stato di grazia. La sua mente, il suo mondo interiore hanno continuato ad espandersi dentro e fuori di lui in modi totalmente inaspettati. E’ specchio di tutto e tutto è il suo specchio. Il suo raro dono di empatia gli permette di entrare in contatto con ogni cosa e di comprenderla. E non è forse vero che quando comprendiamo profondamente qualcosa la amiamo anche? Ed è questa la situazione con Hannibal. I contorni sono andati lentamente sempre più sfumandosi, tanto che la sua presa su quello che è giusto o sbagliato è andata via via indebolendosi. Nonostante io, nel mio tifo sfegatato per lui, abbia voluto credere che Will avrebbe fatto sempre e comunque la cosa giusta, nell’episodio non è mai scontato ed anche ora che tutto è passato è impossibile determinare chiaramente cosa Will avrebbe fatto, giunto il momento di decidere. Con Hannibal ha costruito un mondo a parte, complesso ed affascinante, un intrico di legami difficile da recidere nettamente, soprattutto ora che entrambi sono arrivati ad una completa e reciproca comprensione.

Eppure Hannibal si sbaglia. In tutta la sua intelligenza e per tutta la sua superbia, non è in grado di capire che Will lo sta sottilmente ingannando. Lo scopre a sue spese troppo tardi, sentendo su di lui l’odore di Freddie, mentre i due preparano quella che sarà la loro vita quando saranno scappati lasciandosi indietro Jack e l’FBI. Il dolore per lo scoperto tradimento è immenso e la sua profondità è inaspettata per lo stesso Hannibal. Ma è anche l’ultima spinta verso la rovina. In un ultimo tentativo di aggrapparsi al futuro sognato, a cena Hannibal offre la possibilità a Will di tornare sui suoi passi, di lasciare perdere tutto e partire e basta. Ma l’incertezza divora Will, che con le ultime Hannibal_213-04forza cerca di sfuggire all’oscurità in cui è caduto, di recidere quel legame oscuro rappresentato dal cervo nero.

Per quanto noi sapessimo già da mesi quello che sarebbe (in parte) successo e fossimo in spasmodica attesa dello scontro mortale tra Hannibal e Jack, l’episodio ci fa lo sgambetto con l’intervento della Prurnell che inaspettatamente deraglia la narrazione costringendo Jack a destituirsi ed emettendo un mandato di cattura per Will. Lei appare come la voce della ragione, una lama di luce che si infiltra nella melma oscura in cui sono lentamente affondati i nostri personaggi. Ma è troppo poco e il ticchettio inesorabile, che ci accompagna ossessivo per tutta la prima parte dell’episodio, ci annuncia che siamo alla resa dei conti e che quello che è stato messo in moto tanto tempo fa, con il primo incontro tra Will e Hannibal, sta per arrivare alla sua esplosiva conclusione

Come calamitati da un destino inevitabile, tutti i personaggi si ritrovano a casa di Hannibal. Prima Jack, deciso finalmente a giocare a carte scoperte. Poi Alana, che annaspando nel mare nero in cui è affondata (scena spettacolare), per superarli deve affrontare anche lei i suoi demoni. Solo che, tonta fino in fondo, si fa buttare giù da una finestra da Abigail. Che dirvi di Abigail? Ho pregato tutta la stagione che fosse viva e visto quante volte era stata tirata in ballo ultimamente, ero quasi certa che sarebbe rispuntata. Oh, attenta a quello che desideri, Lalla! Abigail è una di quelle tazzine che Hannibal ha rotto per poi ricomporre. Ma il risultato è parziale, perché nonostante agisca secondo il volere del suo padre-maestro è ovvio che una parta di lei ancora vi si opponga.

Will arriva trovando Alana spiaccicata sul marciapiede, sotto una pioggia che come lacrime dal cielo annunciano la tragedia totale. La scena rallentata e silenziosa è così bella da spezzare il cuore.
La discesa agli inferi di Will è completa mentre si addentra nella casa buia e silenziosa. Davanti a lui appare Abigail e l’espressione di sorpresa e dolore sul suo volto è solo un accenno della sua tempesta interiore. Aveva chiamato Hannibal per avvertirlo, forse per salvare sia lui che Jack, ma quello che trova è distruzione totale. Lo stesso Hannibal è provato da quello che è successo (e non solo dalle mega scazzottate con Jack), ha desiderato di poter lasciare indietro tutto, di allontanarsi in modo silenzioso e cortese, ma Will ha infranto tutti i suoi sogni di una vita ai Caraibi, tranquilla e famigliare; restano solo i pezzi mischiati di vite infrante. La tazzina si è rotta e ricomposta con effetti tHannibal_213-02otalmente inaspettati. Ma se Hannibal ha decisamente cambiato Will, lo stesso ha fatto Will con lui. E là dove il perdono è spontaneo e irrazionale (Hannibal perdona Will per il suo tradimento) il mondo promesso non ha più ragione di esistere e Abigail viene sgozzata in un ritorno al punto di inizio. Ricordo ben poche scene più difficili per me da sopportare di quella in cui Hannibal uccide Abigail davanti agli occhi di Will, che morente lo supplica di non farlo. Se non fossi stata totalmente sconvolta avrei pianto anche io lacrime di sangue.

Sopravvissuti a questo bagno di sangue (solo noi!), grati e riconoscenti ci poniamo in lunga attesa per quella che sarà la terza stagione. Possiamo, se volete, metterci qui a scommettere chi ci ha lasciato la pellaccia e chi no. Io dico che Jack ci saluta, e pure Abigail, mentre spero che Alana si salvi e che abbia la possibilità di redimere se stessa in una stagione che le conceda lo spazio che merita. Ma quel che è certo è che l’universo conosciuto fino ad ora è stato sconvolto ed è difficile immaginare come andrà a ricomporsi.
Della scena finale non dirò nulla se non (                                             ).
Che storia ci vorrà raccontare Fuller nella prossima stagione? Il cervo nero è morto ma è indubbio che il legame tra Hannibal e Will continuerà a vivere in qualche nuova forma. Fuller spera di ottenere la possibilità di girare in Europa e questo preannuncia una nuova complessa struttura per la nostra amata storia. Io, ormai, ho piena fiducia ma sopravvivremo alla fame?

PS: (                                                                                     )

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