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Hannibal

Hannibal: Recensione episodio 2.09- Shiizakana

Più avanziamo in questa stagione e più questa serie diventa per me una vera sofferenza da guardare. Lasciamo perdere lo spargimento di arti, budella e taniche di sangue. Possono farmi schifo e senso quanto gli pare ma non mi impressionano. Anzi, a volte mi fanno sorridere. Non sono una fan di questa deriva splatter di Hannibal, preferivo quando puntavamo di più sull’aspetto estetico artistico della morte che sulla sua brutale carnalità. Sinceramente non so se questo cambiamento derivi dal desiderio di fare sempre più scalpore o se sia una vera e propria scelta narrativa che segue la discesa agli inferi dei nostri protagonisti. Come a dire che ormai ci tocca affondare le mani nell’oscurità più completa, nella melma dell’anima, nelle sue cavernosità proibite.

Nei suoi sogni più belli Will immagina di uccidere Hannibal. Ma sono due oscurità che si affrontano, il cervo nero contro il mostro dalle corna. Hannibal parla di amore, l’amore che ci fa vedere il meglio nelle persone e che le aiuta a raggiungere il loro vero potenziale. In risposta al suo accorato appello Will lo stritola facendolo esplodere in una fontana di sangue. Ma non usa le sue mani, usa corde legate al cervo che ormai non lo abbandona mai.

Hannibal_209-04Le terapie infernali continuano in un malato scambio di foschissime riflessioni. Meglio fare a piccoli pezzi qualcuno con le proprie mani o sparargli? E’ per quello che Hannibal ha impedito a Will di premere il grilletto nello scorso episodio? Perché non era il modo giusto di fare le cose? E Will rimpiange di non averlo fatto,  di non aver sperimentato di nuovo quella sensazione di quieto potere che aveva provato con Hobbs. Hannibal lo osserva amorosamente come se stesse studiando la più affascinante delle creature. Le inquadrature sono così strette da essere claustrofobiche e le parole recitate con una lentezza estenuante. Ogni dettaglio è spinto ad aumentare lo stato di estremo disagio in una scena nella quale non posso fare a meno di cogliere addirittura un tocco di morboso erotismo.

Cosa diavolo sta facendo Will?? Ditemi che sta semplicemente agitando l’esca davanti ad un trota esitante. Ditemelo perché se non fosse così voglio scendere dal treno prima che si schianti e smettere di guardare questa serie che mi angoscia profondamente come ben poche altre. Ma se anche fosse come mi auguro… quanto resterà di Will una volta che tutto questo sarà finito?

Il killer d’occasione è qualcuno che ha decisamente guardato troppo Discovery channel e si èHannibal_209-03 costruito il suo personale modello idraulico di un cranio di orso delle caverne. Inutile dire che tutto il caso ci fa come al solito lo spelling di quello che sta attraversando Will. Randall ha smesso di combattere il suo istinto (animale) e lo ha abbracciato, liberando così la sua vera natura, dando vita a qualcosa di superiore. Ovviamente il tutto sotto la sapiente guida di Hannibal Lecter.
Quello di Hannibal è quindi un hobby? Quante persone aiutate dal dottore si aggirano là fuori? E sono forse delle versioni mal riuscite di Will? Che Hannibal sia alla costante ricerca di un’anima gemella? Qualcuno che comprenda e abbracci la sua natura completamente? Brrrr… rabbrividisco. Odio i suoi lineamenti netti scolpiti sapientemente da luci e ombre. Quando Will sogna di ucciderlo sono con lui.

Intanto prosegue l’introduzione del personaggio di Margot Verger, che a sua volta serve ad introdurre il suo sadico fratello. I due sono dei personaggi chiave del terzo libro di Harris “Hannibal” e l’ansia di incontrare questo famigerato fratello cresce ogni volta che si parla di lui.

Lei e Will incrociano i loro foschi cammini e una notte fredda si ritrovano a bere e confrontare impressioni sul loro psichiatra preferito. Tutti e due hanno cercato di uccidere qualcuno senza riuscirci e combattono con sentimenti contrastanti scaturiti dall’evento. Provare e riprovare ancora? La relazione ha molta potenzialità soprattutto se pensiamo che a Will farebbe tanto bene chiacchierare con qHannibal_209-02ualcuno di esterno che vede le cose chiaramente come lui o che all’opposto ha i suoi stessi dubbi.

L’episodio si chiude con una delle scene più angoscianti di sempre. Non so per chi fossi più in ansia… per i Will o per i suoi adorati cani. Hannibal, nel suo lento scolpire decide di mettere uno contro l’altro due dei suoi pupilli. E’ chiaro che ritenga Will un risultato superiore; c’è pura brutalità e nessuna ragione o arte nelle uccisioni di Randall. Quando lo manda ad uccidere Will, probabilmente il rischio previsto è perfettamente calcolato. Eppure il suo volto non può nascondere un certo sconcerto nel trovare il cadavere di Randall ben disposto sul suo tavolo da pranzo. Will lo ha ucciso. Giustizia? Legittima difesa? Ormai ha poca importanza. Will ha compiuto un altro passo verso l’oscurità più profonda. Non importa quale sia la sua tattica o il suo scopo. Quanto è disposto a sacrificare di se stesso per arrivare a capire, per arrivare a fermare il mostro che gioca a fare Dio?

PS: Hannibal colleziona crolli di chiese che fanno marmellata di fedeli.
PPS: un genuino sorriso di Will ormai illumina la scena come un’esplosione atomica. E’ sintomatico che la scena più leggera dell’episodio si svolga in manicomio in compagnia da un poveretto che ha come unica compagnia un ratto che deve tenere nasconsto. Jeremy Davies è come sempre una gioia.

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