fbpx
Hannibal

Hannibal: Recensione dell’episodio 2.07 – Yakimono

E’ l’ora di un nuovo capolavoro per Hannibal. Quando ormai sembra all’angolo, ci fa scoprire che il suo piano è concepito millimetro per millimetro, è tutto parte di un grande disegno, grazie al quale, il nostro cannibale muove le pedine sulla sua scacchiera e le posiziona esattamente dove vuole lui e come vuole lui. L’unica variabile, l’unico in grado di giocare al suo gioco è Will e per questo gli piace.

Hannibal - Season 2Il grande interrogativo ci era sorto alla fine dello scorso episodio, con il ritrovamento di Miriam Lass. Cosa avrebbe ricordato? Avrebbe portato Jack sulle tracce di Hannibal? Troppo presto, anche se con questa serie non si sa mai, ma era difficile uscire da questa situazione, se non con un’assenza di memoria post-traumatica e questa è la strada che sembra imboccare questo episodio all’inizio. La prima cosa da sottolineare è l’interpretazione maiuscola di Anna Chlumsky, che rende, anche senza parlare, la sensazione di trauma e disagio profondo in cui Miriam è caduta, il trattenuto a stento dolore, la paura e la rabbia che esplodono tra le lacrime nel finale. L’attrice rende perfettamente tutte le sensazioni del personaggio, facendoci sentire protettivi verso di lei, anche se alla fine, condizionata, manovrata, continua a fare il gioco del Cannibale.

hannibal 207eHannibal, e in questo Fuller è bravissimo, è la rappresentazione secolare del demonio e, a volte, con la sua nera figura e le corna d’alce ne rappresenta l’icona, e come tutti i demoni gioca, tenta, seduce ed è terribilmente efficiente e crudele. Quella che noi vediamo rappresentata in Hannibal e che (purtroppo a pochi) piace tanto è la più classica lotta tre il bene e il male, il Male con l’iniziale maiuscola, e cosa sia disposto a fare il bene per riuscire a fermare il nero tentatore.

Torniamo a tutte le pedine in gioco, perché ce ne sono molte e tutte in un convulso movimento: Will è finalmente libero (Hannibal ha fatto si che venisse liberato), Miriam è stata recuperata (Hannibal ha fatto si che venisse recuperata), Chilton è terrorizzato e teme per la sua vita (Hannibal lo ha terrorizzato), Jack continua ad essere convinto che Hannibal sia colpevole, perché non vuole commettere con Will lo stesso errore commesso con Miriam, abbandonarli dopo averli usati. Gideon è allo stato delle cose un prosciutto. Alana, come sottolineerebbe Lalla, è la nuova Beverly, ossia torda fino all’estremo.

hannibal 207aTutto sembra portare ad Hannibal e ormai anche lo stesso Will ci crede, quando non spara al Cannibale convinto che ormai sia sul punto di batterlo senza dover uccidere, senza dover completare quel cambiamento che il Dottor Lecter ha iniziato in lui, ma poco a poco le pedine tornano al loro posto: Miriam, le evidenze lasciate sulla scena del crimine, lo stesso Gideon, tutti servono a puntare il dito in una sola posizione, l’ultimo che sa e che deve essere eliminato, il capro espiatorio, l’uomo perfetto per essere l’alter ego accusato al posto del Dottor Lecter: Frederick Chilton, medico, psichiatra, boarderline (e oltre) come modo di lavorare, ha avuto contatti con tutte le parti in gioco e sapeva e poteva orchestrare tutto. Certo, ritrovarsi in casa l’orrore di ciò che avanza di Gideon e risvegliarsi ricoperto di sangue e con una carneficina in casa, non aiuta. “L’unica cosa che puoi fare quando ti sveglierai è scappare” Hannibal comanda anche direttamente ogni sua pedina. Ma Will sa come funziona il gioco e non deve far scappare il Dottor Chilton, deve mettere i bastoni tra le ruote ad Hannibal, anche se nemmeno lui ha previsto l’ultima mossa del “Maestro”, usare Miriam per completare il suo lavoro, mentre il povero Frederick con una faccia scocciata si rendeva conto di quanto inutile fosse avvisare quella boccalona di Alana di stare attenta.

hannibal 207bMa Will non demorde, vuole continuare a giocare, anzi, vuole cambiare il gioco e sfruttare la debolezza di Hannibal: il suo ego e la sua voglia di avere un pubblico, un pubblico intelligente e preparato, a cui mostrare la propria grandezza e a cui insegnare. Inizia così la sfida verbale tra i due protagonisti, la partita a scacchi mentale, seduti nello studio, con le parole molto più affilate dei coltelli, pronti a reiniziare la partita.

Sulla perfezione di luci, montaggio, colori, suoni e recitazione c’è ormai poco da dire che non sia stato già da noi e da molti altri detto. Questa è un’opera pittorica e visionaria, con una complessità di rimandi e una bellezza visiva che lo stesso Hannibal apprezzerebbe.

Per restare sempre aggiornati su Hannibal, con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per Hannibal italia serie tv ITA

Comments
To Top