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Cinema

Guns Akimbo: così trash e folle che non si può non amare – la recensione del film con Daniel Radcliffe su Amazon Prime Video

Guns Akimbo: la recensione
Amazon Prime Video

Titolo: Guns Akimbo
Genere: azione
Anno: 2020
Durata: 1h 35m
Regia: Jason Lei Howden
Sceneggiatura: Jason Lei Howden
Cast principale: Daniel Radcliffe, Samara Weaving, Ned Dennethy, Natasha Liu Bordizzo, Rhys Darby

I nostri lettori di lunga data e buona memoria ricorderanno, forse, la rubrica A life in trash. Un luogo a metà tra serio e faceto (più la seconda che la prima, a dire il vero) dedicata alla passione inconfessabile di molti tv – series addicted.
Perché, alle volte, le pecche inaccettabili di una sceneggiatura folle o la presenza inimmaginabile di personaggi sconclusionati restano là in bella vista, ma si decide di non dargli il peso che hanno. Basta che il trash faccia bene il suo dovere. Spegnere tutti i neuroni del cervello lasciando accesi solo quelli che hanno fame di divertimento ad ogni costo. Insomma, il trash, se fatto bene, si può solo adorarlo. Come Guns Akimbo con Daniel Radcliffe per Amazon Prime Video.

Guns Akimbo: la recensione
Guns Akimbo: la recensione – Credits: Amazon Prime Video

Ricetta per un trash imperdibile

Scritto e diretto dal regista neozelandese Jason Lei Howden, Guns Akimbo ha gli elementi classici di un film action a base di adrenalina tanta e chiacchiere poche. Di quei film dove è facile perdere il conto dei morti e difficile accorgersi dei dialoghi perché sono rari momenti di pausa che durano il tempo di ricaricare le armi. È fedele alla linea anche nella scelta dei personaggi da manuale. L’eroe buono e improbabile, ma determinato e inarrestabile. Il villain sadico e cinico con la sua variopinta corte di scherani brutti e cattivi. La bella e dannata tremendamente pericolosa e col fascino selvaggio, ma tutto per colpa di un passato traumatico. La brava ragazza ex fidanzata dell’eroe che ancora si preoccupa per lui pur condannandolo alla più giovanilistica friendzone.

C’è tutto in Guns Akimbo, ma ogni cosa è declinata nella sua versione tanto estrema da risultare improbabile, irrealistica, iperbolica, incredibile, irresistibile. Come Miles (Daniel Radcliffe), nerd insoddisfatto condannato ad essere vittima perenne di tutti. Ma bravo solo a trollare i troll sulla rete e catapultato improvvisamente al centro dell’azione più rischiosa. Con tanto di pistole avvitate alle mani e corse in mezzo alla strada in mutande, vestaglia e pantofole a forma di leone. O Nix (Samantha Weaving), killer per divertimento che non sbaglia un colpo (tranne quando deve centrare Miles) e butta giù tutti nonostante sia esile e minuta. Il tutto accompagnato da battute sarcastiche e faccine in rampa di lancio per la prossima infornata di meme.

Personaggi disegnati spingendo sull’acceleratore della caricatura arrivando a risultati che fanno di Guns Akimbo un action con forti venature da commedia. Lo si vede bene guardando a Riktor (Ned Dennethy), creatore di Skizm, uno snuff game dove i criminali più invasati devono uccidersi in diretta streaming per il divertimento di un pubblico quanto mai variegato. I modi, le idee, i discorsi, i tatuaggi, gli abiti di Riktor sono tutte iperboli dei cattivi da fumetto pulp resi in maniera tanto accentuata da risultare volutamente macchiettista. Idem per la sua corte dei miracoli composta da una femme fatale in immancabili abiti sexy e pistole, uno svitato tanto bravo con il coltello quanto incapace in tutto il resto, un tizio con la maschera di lattice e il guinzaglio, e via parodiando.

Guns Akimbo è il trash che ci piace perché non nasconde la sua natura. Anzi, la esalta e la urla senza celare l’orgoglio di chi ha trovato ciò che stava cercando.

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Guns Akimbo: la recensione
Guns Akimbo: la recensione – Credits: Amazon Prime Video

Estetica e tempi da videogame

Jason Lei Howden non può vantare una lunga lista di film all’attivo, ma è tutto tranne che l’ultimo arrivato a Hollywood. Al contrario, il suo nome compare spesso essendo stato il responsabile degli effetti visivi della saga de Lo Hobbit e Il pianeta delle scimmie – The War oltre che della serie tv Legion. Sa, quindi, come giocare con le immagini sullo schermo e di questa esperienza pregressa fa qui largo uso. Solo che Guns Akimbo non intende raggiungere le vette impegnative dei progetti sopra citate. È, piuttosto, un giocatolo fracassone che vuole solo intrattenere anche a costo di apparire stupido. Un obiettivo che condivide con la miriade di videogiochi online scegliendo, perciò, di riprodurne l’estetica.

Le immagine diventano brillanti o scure a seconda delle location e la scena si riempie a volte di onomatopee e colori aggiunti a mano ad imitazione di quel che si vede in giochi come Fortnite la cui forma scenica è il paragone più immediato che balza subito in mente anche allo spettatore che ne ha solo sentito parlare. Né mancano effetti sonori ad hoc come quelli che accompagnano Nix quando ricarica le pile sniffando cocaina. L’evolversi stesso del racconto ricalca la struttura di un videogame col giocatore che affronta livelli successivi prima di arrivare allo scontro finale raccogliendo indizi e bonus strada facendo.

Guns Akimbo rimane coerente con questa idea anche in fase di montaggio con le scene che si succedono a rapidità accelerata e possono anche cambiare il punto di vista come nei giochi in cui il giocatore può scegliere se essere al centro dell’azione in prima persona o guardarla da fuori. Con lo stesso ritmo frenetico, le scene possono essere interrotte per gli attimi necessari a mostrare i commenti dal vivo di chi sta seguendo le avventure di Miles e Nix aggiungendo al film attimi in cui sembra di assistere a uno dei tanti video di reaction che si trovano in rete.

Un film figlio di un felice matrimonio tra il trash e l’estetica fluo.

Guns Akimbo: la recensione
Guns Akimbo: la recensione – Credits: Amazon Prime Video

Il caso (?) Daniel Radcliffe

Pur nel suo esplicito intento caciarone e spensierato, Guns Akimbo ha comunque un sottotesto alquanto critico verso la società moderna. Il successo stesso di un gioco come Skizm e il fatto che ciò sia la cosa più realistica del film è una chiara evidenza di cosa il regista voglia sottolineare. Le folle che adorano una serial killer come Nix acquistandone il merchandising. La gente che immediatamente riconosce Miles appena inizia a far parte del gioco anche se per tutta la vita è stato sempre ignorato o preso in giro. Lo stesso protagonista che non cerca alcun riscatto se non quello di essere il più bravo a prendere in giro gli altri nelle community in rete. Aspetti che il film mostra in tutta la loro pochezza pur non fermandosi a discuterli perché non è Guns Akimbo il luogo giusto.

Come non sarebbe il tipo di film dove ci si sarebbe aspettati fosse approdata la carriera di chi è diventato famoso per aver interpretato Harry Potter. Invece, Daniel Radcliffe è uno dei punti di forza di Guns Akimbo. Grazie all’esuberanza con cui indossa un ruolo tanto atipico in una pellicola così lontana dai blockbuster a cui ci aveva abituato negli anni scorsi. Ma, in realtà, aver partecipato a questo film è una scelta coerente con il percorso artistico atipico che Daniel Radcliffe ha deciso di seguire. Una carriera vissuta lontano dalla Hollywood che conta tanto da far parlare di un caso Daniel Radcliffe. Solo che, in verità, un caso non esiste, ma solo un attore che coraggiosamente presta il suo nome famoso a progetti indipendenti che magari non avrebbero trovato i fondi necessari altrimenti.

La bravura del giovane attore britannico finisce per offuscare la pur convincente prova di Samara Weaving (nipote di Hugo Weaving alias agente Smith o Elrond) che si conferma una delle più interessanti promesse della nuova generazione di attori australiani. Meno appariscente, invece, la Natasha Liu Bordizzo (vista in The Society), mentre diverte Rhys Darby nel ruolo del barbone finto saggio.

Guns Akimbo è una ventata di freschezza che Amazon Prime regala nel momento giusto. Perché in quarantena abbiamo bisogno di qualcosa che faccia evadere il nostro cervello mettendolo in pausa. Come solo sa fare il trash che ci piace.

Guns Akimbo: la recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.4

Giudizio complessivo

Un film che meriterebbe voti anche più alti ma che neanche li vuole come è giusto per il trash che ci piace

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