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Güeros: la recensione del film di A. Ruizpalacios

Güeros

Titolo: Güeros
Genere: Commedia
Anno: 2014
Durata: 111 min
Regia:  Alonso Ruizpalacios
Sceneggiatura: Alonso Ruizpalacios, Gibrán Portela
Cast principale: Tenoch Huerta, Sebastián Aguirre, Ilse Salas, Leonardo Ortizgris, Raúl Briones

GüerosInclusivo, disturbante, armonioso, caotico, storico, attuale, basico, visionario. Un’interazione di paradossi che esplodono tra i meandri di una Città del Messico, metropoli tribale, sferzata dalla rivolte studentesche del 1999.
Il fervore di una generazione instabile e refrattaria ai dettami del passato, in Güeros, prende forma attraverso le vicende di Tomàs, Fede e Santos, spettatori non paganti di un tentativo di cambiamento alimentato dalle lotte e dall’impegno dei loro coetanei che nelle piazze, nelle università, tra le vie di una società messicana annebbiata dalle promesse degli Stati Uniti, credono in un Messico diverso.

Siamo nel 1999, Tomàs è un adolescente complicato che la madre decide di spedire nel caseggiato popolare di Città del Messico in cui il fratello Fede vivacchia in attesa di laurearsi. Tomás arriva nella capitale sulle note di una canzone di Epigmenio Cruz, musicista commercialmente sfortunato e geniale, i cui brani hanno significato molto per i due fratelli. Quando leggono da un trafiletto di giornale della convalescenza in ospedale del misterioso cantautore, Tomás, Fede e il coinquilino Santos scelgono di andare a cercarlo.

Un’esperienza che si dispiegherà tra le strade di una città maestosa, che fagocita le esistenze dei suoi abitanti, guerrieri urbani che lottano e sopravvivono tra criminalità, traffico e scioperi, all’ombra dei ricchi filoamericani.
Al trio si aggiungerà poi Ana, un cara amica di Fede eroina delle radio-pirata ed esponente della frangia studentesca. Il suo personaggio proverà a spazzare via le paure e le paranoie di Sombra, spesso in preda agli attacchi di panico, anche nelle situazioni più ingarbugliate dove un briciolo di lucidità non guasta mai.

GüerosGüeros è l’opera prima di Alonso Ruizpalacios, navigato regista di teatro che, nonostante la giovane età, è destinato ad entrare nel pantheon dalla leva cinematografica messicana  capeggiata da Cuaròn e Inarritu.
Ruizpalacios si è assunto delle responsabilità che vanno ben oltre la comune aspettativa, realizzando un film trasparente, crudo e coinvolgente che rappresenta magistralmente non solo un periodo storico delicato per il Messico, ma anche un senso atavico di rivoluzione interiore che da secoli spinge le nuove generazioni a ribellarsi nei confronti delle brutture di un presente stagnante.

“Gli studenti della Universidad Nacional Autónoma de México ( UNAM ) nel 1999  hanno cominciato  a mostrare il loro disaccordo contro  la decisione dell’amministrazione di instaurare una quota di iscrizione, anche se l’Università è sempre stata libera … – ha raccontato in un’intervista – Queste nuove forme di dissenso rappresentano il più grande movimento studentesco messicano dopo quello del 1968.”

Esser giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione è la massima proferita da Fede e che meglio descrive la materia prima di Güeros (biondi nello slang della capitale messicana ndr).

E Il cast è riuscito ad incarnare al meglio gli intenti del regista – Sebastián Aguirre (Tomàs),  Tenoch Huerta Mejía (Fede), Leonardo Ortizgris (Santos), Ilsa Salas (Ana) – attori che hanno dato una sfumatura in più a questo ritratto generazionale in bianco e nero. Perchè sì, Güeros non è un film a calori, non ne ha bisogno.

Altro elemento caratterizzante di questo film è la fotografia che entra prepotentemente al centro delle scene, lì dove accadono i fatti, nelle pupille, nella pelle che si sfalda, nelle lingue che si intrecciano, nei tramonti, nelle albe e nelle skyline di Città del Messico.
E anche il comparto sonoro ha un ruolo fondamentale, soprattutto nei silenzi strategicamente inseriti tra una scena e l’altra per occultare (quasi fino alla fine) i brani del misterioso cantautore Epigmenio Cruz, come se il regista volesse permettere allo spettatore di respirare e di metabolizzare una mezcla di sensazioni acide e intellettualmente vivide.

GüerosSiate vostri per 111 minuti, concedetevi un piccolo piacere metropolitano  e andate a vedere Güeros, un film che non può passare inosservato in questo 2016 di alti e bassi. Se Lo Chiamavano Jeeg Robot vi ha scosso, se La Pazza Gioia vi ha fatto riflettere per mesi, se Non Essere Cattivo (Claudio Caligari) vi ha annichiliti, se Xavier Dolan con i suoi capolavori ha messo a dura prova le vostre barriere emozionali, allora troverete la voglia e la necessità di apprezzare il film di Alonso Ruizpalacios, nuovo volto del cinema messicano che tramite una gestione perversa e maniacale della regia è riuscito nell’impresa di realizzare un progetto cinematografico prezioso e difficile da proporre al grande pubblico. E se ne avete la possibilità, vi consigliamo la visione in lingua originale, data la peculiarità dei temi trattati.

Güeros
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
4.8

Riassunto

Inclusivo, disturbante, armonioso, caotico, storico, attuale, basico, visionario.

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