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Grey’s Anatomy: recensione episodio 11.01 – I Must Have Lost It On The Wind

Si inizia l’undicesima stagione con la rielaborazione del lutto e una puntata che tutto sommato procede cautamente fino alla scena finale, dove il compito viene portato a casa senza infamia e senza lode, soprattutto senza lode, ma dove non si decide di calcare troppo la mano sulla dipartita di Sandra Oh, salvo il siparietto quasi comico di tutti dottori maschi dell’ospedale che vengono convinti dalla Kepner a provare a far compagnia ad Hunt. E questo può essere visto come un bene o come un male, a seconda delle preferenze, anche se è decisamente male che poi questo siparietto non vada a finire da nessuna parte nella scena finale, ma si limiti solamente a creare un contrasto fra la famiglia ritrovata dell’escursionista disperso e la solitudine di Hunt dopo la partenza di Cristina.

Perdere, perdersi, ritrovarsi, inteso come ritrovare sé stesso e ritrovarsi all’interno di una coppia o di un gruppo. Sono queste le parole chiave di questa prima puntata di inizio stagione. Gone with the wind Cristina, cosa rimane nell’ospedale ? In realtà, dopo undici stagioni, le ultime delle quali passate a non dire niente, sembra esserci rimasto qualcosa di interessante, o forse sarebbe meglio dire che, grazie all’eliminazione di uno dei personaggi chiave, c’è di nuovo finalmente la possibilità di dire qualcosa. Dipende tutto come verranno giocate le carte in mano al Shondaland.
Partiamo da Meredith e dalla sua bambola dalle fattezze così vagamente allusive a Cristina. E’ lei il personaggio più perso all’interno vlcsnap-193729di questa prima plotline stagionale. Ha perso la propria persona di riferimento, la madre da piccola, l’amica ora, fino a perdere sé stessa e questa sua perdita si riflette più o meno in tutti i subplot di puntata. Come contrappasso, persa l’amica, col marito che rischia di sparire, le mettono a fianco una nuova sorellastra con la quale fin da subito inizia ad andare tutto a rotoli. In definitiva, perso il personaggio instabile della serie, è la stessa Meredith a diventare instabile. Il caos della sala operatoria (con gente che entra e che esce, equipe che mettono radici mentre un’altra sbrigativamente e confusamente se ne esce) rispecchia il suo stato interiore. Il rene perso, la sua perdita Dà la precedenza ad un organo secondario, rispetto al cuore, entrando forzatamente in conflitto con la sorellastra, poi, alla fine, quando il marito capisce che non può rinunciare a lei e ai figli, non la prende mica tanto bene, completamente persa nel suo non sapere più cosa volere e nella rielaborazione del lutto per la perdita di Cristina. Pure ad un livello troppo eccessivo.

Shepherd attraversa la puntata in una continua proiezione di quella che potrebbe (non) essere la sua futura vita a Washington con la moglie dall’altra parte del continente. “Non li dovevo lasciare” si sente dire dall’escursionista disperso, quasi come un consiglio o un presagio negativo. Ma è solo di fronte al bambino che ha perso il padre per una cosa banalissima come recuperare un frisbee (quindi ottemperando ad un corretto rapporto padre-figlio) che la sua ambizione svanisce e realizza di non voler più partire per evitare alla propria famiglia la rielaborazione del lutto della sua lontananza. Folgorato sulla via di Damasco o non ha capito l’allusione del frisbee?

Karev. A lui Cristina ha lasciato tutto, compreso il posto nel consiglio di amministrazione (ma l’interessante plot conflittuale che si poteva aprire con la Bailey, allievo contro insegnante, è per ora stato disinnescato da un più corretto volemosebene) e l’incarico di badare a Meredith, a discapito della sua relazione di coppia. Probabilmente sarà ancora il personaggio con più cose interessanti da dire (o forse con almeno una cosa interessante da dire) purché non si scenda troppo nel pietismo.
vlcsnap-197639Richard. Il riassestamento del cast di Grey’s Anatomy colpisce duramente anche Webber; eliminata la madre di Jackson dalla lista dei personaggi, eliminato anche il loro possibile matrimonio. Una perdita a cui si contrappone una figlia che sbuca fuori dal nulla da una relazione avuta casualmente con la madre della protagonista e che scompiglia le carte in tavola, al punto tale da scegliere se andare a rifugiarsi in un bicchiere o all’alcolisti anonimi dove improvvisamente gli si materializza Amelia. Guarda te il caso. Un personaggio costretto dalle esigenze di copione, ma che passivamente riacquista una propria identità proprio quando la figlia si sfoga svelando di non voler avere a che fare con parenti a caso e mai voluti. Un’identità insomma che continua a perdersi e a ritrovarsi, per poi perdersi ancora.

Arizona e Callie. Un fucile per queste due è possibile averlo? Sono forse la coppia più stantia di Grey’s Anatomy che ancora una volta continua a portare avanti il gioco dell’una che vuole una cosa proprio nell’esatto momento in cui per l’altra rappresenterebbe un ostacolo a suoi desideri. La “santa” barella che cade dal cielo provvidenzialmente porta la Torres a riconsiderare le proprie paure e la propria sfiducia riguardanti una madre surrogata, poiché qualsiasi cosa fai non avrai  mai la certezza di essere al sicuro. E non appena la decisione viene maturata, con un tempismo tipico da Arizona e Callie, la Robbins decide che è venuto sì il momento di inseguire un’altra specializzazione e quella scia profumata lasciata da Genona Davis, un impegno, che, casualmente, le porterà via molto tempo che invece avrebbe potuto e dovuto dedicare al possibile nuovo figlio. E nelle prossime puntate si prevedono menate di ste due che si sentiranno perse all’interno della coppia.

Hunt. Insieme a Meredith quello che ha perso più di tutti, ma, siparietto comico e inutile a parte, rimane ai margini del racconto in questa introduzione alla nuova vita di Grey’s Anatomy. E forse, è anche giusto così, avendo dovuto introdurre il riassestamento della serie.

vlcsnap-200259In sostanza, come dicevamo, la separazione da Sandra Oh ha finalmente riportato all’interno dello show qualcosa di cui parlare; purtroppo la prima puntata paga fortemente lo scotto di una serie di incastri narrativi troppo forzati, rappresentati benissimo dalla possibilità che barelle possano così liberamente cadere dal cielo, in barba ad ogni disposizione di sicurezza, plausibilità e verosimiglianza. Peccato, perché i due mini-plot del padre-frisbee e dell’esploratore erano costruiti discretamente, pagando forse troppo lo scotto di rispecchiare una costruzione che all’interno del medical drama, dopo otto stagioni di Dr.House e undici di Grey’s Anatomy, appare forzata anche dove magari non lo sia così veramente.

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11.01 – I Must Have Lost It On The Wind

Si riparte con un nì

Finalmente si ritrova qualcosa da dire, ma...

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Federico Lega

Fra gatti, pannolini, lavoro, la formazione del fantacalcio e qualche reminiscenza di HeroQuest e StarQuest, stare al passo con le serie tv non è facile ma qualcuno lo deve pur fare

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