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Grey’s Anatomy: recensione episodio 10.13 – Take It Back

Vedi i primi minuti della nuova puntata di Grey’s Anatomy e ti sembra quasi di trovarti di fronte ad un serial che abbia ancora qualcosa da dire (oltre a basarsi su una struttura):

  • Arizona e Callie hanno una relazione da ordinare (come i regali degli sposi);
  • Karev rivela ad Hunt la relazione fra Ross e la Yang;
  • Meredith litiga con Shepherd;
  • Ben rinfaccia a Miranda di aver mollato chirurgia per lei;
  • dopo essere scappata con Jackson, April ha dei ripensamenti.
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grey’s anatomy recensione stagione 10 ep 13

E puntualmente quel qualcosa da dire viene negato. Vengono fatte passare tre settimane e tutto viene resettato, quasi non si sapesse come uscire dalle situazioni create.

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Un conflitto negato

Arizona e Callie che da una relazione agli sgoccioli passano magicamente all’acquisto di una nuova casa. D’accordo, nel caso dell’esempio in parte questo cambiamento ci viene spiegato alla fine dell’episodio, con la casa vecchia troppo pregna dei ricordi del periodo post operatorio, ma nel racconto audiovisivo quello che succede deve essere mostrato. Se ti limiti a raccontarmelo tanto vale comprare un libro o darsi al gossip da bar (ormai la nuova dimensione di Grey’s Anatomy come sottolinea Miranda). E nelle chiacchiere da bar la struttura non serve. 

L’uomo gatto, nascondere se stessi

Si può saltare da un argomento all’altro senza un filo logico a legare insieme le discussioni, solo una parvenza di unitarietà e collante: l’uomo gatto. In una puntata strutturata secondo il più semplice manuale di scrittura, l’uomo gatto sarebbe dovuto essere il catalizzatore di tutte le sotto trame. Il suo problema, l’aver negato per anni la vera essenza di se stesso (umano o felino, non importa) nascondendosi dietro una maschera (umana o felina, non importa), si sarebbe dovuto riflettere sui diversi protagonisti, ma gli unici effettivamente a nascondere qualcosa sono Karev e la coppia Avery-Kepner e con questi ultimi bisogna rifarsi agli episodi precedenti.

E allora per cercare di coinvolgere un po’ di personaggi in più, c’è bisogno in coda di puntata di variare il tema di giornata e passare all’umiliazione.

Il tema della puntata: l’umiliazione

L’umiliazione dell’uomo gatto, deriso, picchiato e fonte di terrore; l’umiliazione di Shepherd di fronte ad una scorrettezza commessa da giovane che ha ridotto un compagno di squadra ad un vegetale (e non chiediamo per favore agli autori lumi di come Meredith possa non essersi mai accorta che il marito ogni mese faccia a meno di 3’500 dollari); l’umiliazione di Ben, che entra in specializzazione grazie alla morta di turno e si ritrova insieme a ragazzi di una decina di anni più giovani (se non una ventina); l’umiliazione degli specializzandi, in sala operatoria e sotto le coperte.

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grey’s anatomy recensione stagione 10 ep 13

Ecco, con l’umiliazione la puntata comincia a tornare più di prima. Peccato ci sia tutto il resto a non rientrare nei ranghi.

 I due personaggi principali, Cristina e Meredith, non sono coinvolti se non in minima parte. Webber, Hunt, Callie e Arizona stanno su un altro piano; Karev e Jo ne saranno colpiti e coinvolti solo in futuro. La trovata dell’umiliazione, alla fine, va a danneggiare solamente i due “innamorati”, rappresentati in contraltare agli sposi in fuga. E così, per una logica perversa tipica di Grey’s Anatomy, chi segue le regole è punito, chi le infrange è premiato.

Ma in un attimo, questa logica perversa, dopo ben dieci stagioni e mezzo, viene ribaltata e Grey’s Anatomy nega se stesso, scoprendo quasi per caso di essere un luogo dove i superiori vanno a letto con i propri subordinati, spianando loro la strada ad una brillante carriera.

E invece, per una volta, si prova ad esplorare una strada differente, una denuncia per molestie sessuali e una denuncia per atmosfera di lavoro ostile. D’altronde, la rarità di questa scelta nasce dalla tattica perennemente utilizzata. La persona di troppo all’interno di una relazione, normalmente, è sempre stata fatta fuori in un modo o nell’altro. Ora, al contrario, con un nuovo regolamento da approvare che mira a ridurre un po’ quest’orgia in corsia. Gli unici a farne le spese saranno Alex e Jo, che si troveranno costretti a lasciarsi, a sposarsi oppure a vivere clandestinamente una storia poco clandestina. In ogni caso nessuna delle tre opzioni pare in grado di far scaturire una storia che entrerà negli annali  televisivi.


Gli specializzandi si ritroveranno in mano una vittoria di Pirro (anche perché tutti i loro superiori sono ormai accasati) e noi un cambiamento che in realtà non cambia nulla e ridicolizza solo uno show che dopo aver finito da un pezzo le cartucce da sparare è passato ai proiettili a salve.

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Un matrimonio segreto, salva la puntata


L’unica cosa che si salva all’interno della puntata, e che trova giovamento dall’ellissi iniziale, rimane il matrimonio segreto fra Jackson e Kepner. Niente di speciale, niente di sconvolgente, peli ben pettinati sulle braccia. Come nulle saranno le conseguenze se non un ipotizzabile suicidio di Stephanie bramato da molti. Ma al confronto col resto del copione pare trovarsi di fronte ad un grande masterpiece. Peccato che il suo stesso protagonista non abbia le idee molto chiare, volubile alla bisogna della battuta (ormai un segno di riconoscimento per Grey’s Anatomy). Jackson prima dichiara di aver agito d’impulso e poi rivela di conoscere benissimo il luogo più vicino dove poter celebrare uno sposalizio lampo, come ogni freddo pianificatore. Magari è un personaggio menzognero. Ma i personaggi menzogneri non sono mai piaciuti a nessuno poiché imprevedibili e scostanti.
A rivedere tutto così di getto, mi scappa un unico commento: “boh, sarà…e quindi ?”

10.13 Take It Back

Immobilmente movimentato

E alla decima stagione Grey's Anatomy si accorge di essere una sorta di bordello e nega se stesso

User Rating: 4.55 ( 2 votes)

Federico Lega

Fra gatti, pannolini, lavoro, la formazione del fantacalcio e qualche reminiscenza di HeroQuest e StarQuest, stare al passo con le serie tv non è facile ma qualcuno lo deve pur fare

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