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Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: Recensione dell’episodio 9.11 – The End is the Beginning is the End

Where ignorance is bliss, ’tis folly to be wise” questa è la vera, completa, citazione a cui fa riferimento Meredith in chiusura di episodio. Ma perché, vi chiederete voi, partire dal fondo? Beh perché “Dove l’ignoranza è felicità, è follia essere sapienti” può essere la chiave di volta per interpretare quello che accade in questo undicesimo episodio. La cara Shonda “boicottandoci” la seconda parte del proverbio, (che altro non è che l’ultimo verso di una poesia di Thomas Gray) ci ha dato una spiegazione volutamente parziale  del comportamento dei medici del Seattle Grace, soprattutto dei superstiti del disastro aereo. Dopo tutto quello attraverso cui sono passati non riesce difficile intuire come per loro davvero il “non sapere” quello che capiterà loro in futuro possa essere motivo di serenità, ma è proprio questo stato di momentanea gioia che li porta anche ad abbandonare qualsiasi comportamento razionale, e di questo noi spettatori ce ne stavamo rendendo sempre più conto.

In primis Cristina, la quale proprio dopo aver firmato il documento di divorzio da Owen comincia a ricreare con lui una relazione di coppia: certo il loro rapporto è tutt’altro che “saggio” o “maturo” visto che sembrano tornati ai tempi in cui facevano sesso per non pensare ai loro numerosissimi problemi.E Merder? La coppia più “inquietantemente” serena  di tutta la serie? Come sta messa in questo periodo? Certamente più stabile che in passato non può però dire di essere completamente fuori dal tunnel visto che Meredith sembra non voler realizzare la sua gravidanza e vede i soldi del risarcimento come una sorta di sciagura “sporca” del sangue di Lexie. Ah sì, perché nel frattempo è uscita la sentenza e i reduci sono riusciti ad ottenere un risarcimento di 15 milioni di dollari… “each”.

Schermata 2013-01-19 a 00.36.44Tanti, tantissimi soldi per lo più se dati in mano a persone emotivamente non troppo saldi come sono del resto tutti loro, Arizona ad esempio, che non riesce ancora a superare il suo “blocco psicologico” che le impedisce di avere rapporti intimi con sua moglie da quando le è stata amputata la gamba.

Chi sembra avere in sé ancora un minimo di lume della ragione è la dottoressa Torres che, forzando la mano, riesce a portare fuori a cena i colleghi per festeggiare con loro la vittoria della causa. Con un’ emozionante orazione finale, Callie riesce a far ragionare i suoi amici che non sembrano rendersi conto del dono che hanno ricevuto solo dal il fatto di essere sopravvissuti “Don’t you see? We’re all trynig, we’re all trying to move on, which is a huge step, and it seems weird and sad but it also feel exciting. I miss Mark and Lexie and i’m heartbroken that they’re not here tonight, but i’m also grateful that all of you are, and i’m going to celebrate that.” Sara Ramirez a mio avviso si conferma come una delle risorse più grandi della serie, un’ attrice mozzafiato che dà vita ad un personaggio ironico, tragico, trasgressivo, dolcissimo e tanto fragile quanto cocciuto e coraggioso.

(Callie, per chi non l’avesse capito, è il mio personaggio preferito.)

Schermata 2013-01-19 a 00.37.40La “poca razionalità” che guida il comportamento di tutti i “survivors” pare però essere molto presente nella condotta anche di tutti gli altri personaggi che fanno parte del grande universo del Seattle Grace: Avery (che, concedetemelo, diventa sempre più insopportabile una puntata dopo l’altra) continua a flirtare con la sua specializzanda Stephanie, la Bailey si lascia andare a confessioni “sessuali” alla Torres, pazienti di una certa età che praticano lapdance e “vagiajinz” (se proprio ardete dalla voglia di scoprire cos’è guardatevi la puntata) e una diciannovenne con madre iperapprensiva che mangia i suoi stessi capelli. Gli unici a rimanere fuori da questo circolo vizioso solo coloro che hanno effettuato (o subito) un cambio netto rispetto alla loro vita così come la conoscevano: ad esempio Richard che sta cercando di riorganizzare la sua vita decidendo di disfarsi di tutti i “cimeli” estratti dal corpo dei pazienti durante il corso della sua carriera, in quanto non fanno altro che ricordargli tutti i “failures” da lui riportati nella sua vita familiare, e April Kepner che si trova da sola dopo la sua rottura con Avery – occhi a cerbiatto. Il dialogo tra i due in chiusura di episodio è un’ottima prova per Sara Drew che sta emergendo sempre più in questa nona stagione, buon per lei.

Ma ammesso e non concesso che la saggezza sia veramente da trascurare e che questa felicità connessa all’ignoranza sia per davvero così appagante, ma quanto potrà mai durare? Se è vero che “La fine è l’inizio e la fine” allora tutto ciclicamente è destinato a ripresentarsi e tutti nuovi “ritorneranno” al pettine. E questo ritorno pare, tra l’altro, non essere molto lontano, dal momento che proprio in chiusura di puntata scopriamo che dovrà essere l’ospedale a pagare il risarcimento multimilionario ma per fare ciò dovrà chiudere i battenti. Prospettiva tanto sconfortante per i fan quanto surreale per i protagonisti dello show dal momento che nel microcosmo di Grey’s Anatomy quell’ospedale è per tutti molto più che il loro luogo di lavoro esso è, per dirla alla Meredith, un vero e proprio “sanctuary”.

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