Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: recensione dell’episodio 13.14 – Back Where You Belong

ABC

E si va avanti con Grey’s Anatomy. Molte situazioni rimangono stabili, ma qualcosa si muove.

Sulla questione Webber-Minnick le posizioni restano ben salde, come immaginavamo. Il cambiamento, invece, si svolge intorno. Dopo essere stati protagonisti della scorsa puntata, gli specializzandi continuano ad essere al centro della scena.

Questa volta Jo, Edwards, Ben Warren e Cross, assieme a Webber e Karev (ritornato ufficialmente in ospedale), devono fare i conti con un trapianto di rene. Una madre dona a suo figlio sedicenne un rene, ma qualcosa va storto. A causa della necrosi dell’altro rene, il rene sano non può essere donato. Sarà allora un padre assente e violento, tornato inopportunamente, a salvare la situazione.

Per il “politically correct” però, Shonda non permette che un uomo (soprattutto un uomo) violento che picchia moglie e figlio passi per l’eroe della situazione, perciò fa sputare da Jo le parole più crudeli possibili nei suoi confronti. Ai due beneficiari del rene (madre e figlio) verrà detto che tutto è stato fatto da un donatore anonimo e volontario, ma sappiamo bene che non è così. La verità, scomoda ancora una volta, è che a volte gli antieroi sono più eroi degli eroi. Giusto o no, è così.

Grey's anatomy
Un caso toccante è invece quello della vagabonda Clare. Una donna, visibilmente problematica, con certificata schizofrenia, arriva all’ospedale in condizioni disastrose e viene ricoverata. Nel tentativo di risalire alla sua identità, viene fuori un numero da rintracciare e da lì sua madre e suo padre. I due, divorziati da anni, non vedevano la figlia da 12 anni, credendola morta. A seguito di quello che sembrava un rapimento, non avevano mai più ritrovato la figlia e, dandone per certa la morte, avevano celebrato il suo funerale. Lo shock è doppio.

Ritrovare una figlia creduta morta, in condizioni disastrose, non è cosa da tutti i giorni. Emozionante la scena in cui la figlia, delirante, riconosce sua madre con una lucidità pazzesca. Sono queste le storie che ci piacciono, è questo il Grey’s Anatomy di una volta. Forse strappalacrime, ma intenso. Riggs e Pierce molto bravi nel seguire il caso. Riggs, particolarmente coinvolto dalla storia a causa dei suoi trascorsi con la fidanzata Meghan, la sorella di Hunt, sparita misteriosamente anni prima.

Raro ma non eccezionale anche un accenno di emozione da parte di Meredith. Ellen Pompeo ormai non ha più una gran voglia di recitare. E questo si vede da tempo. Oltre ad un calo di presenze nello show, le sue performances recitative sono molto mediocri e ormai ridotte al minimo. L’unico modo per tornare a vederla per lo splendore che era anni fa è fare riferimento al passato. Parlare di sua madre, Ellis Grey, dopo così tanto tempo, è stato un colpo non da poco. Il breve dialogo tra lei e Webber è stato molto più intenso della maggior parte dei dialoghi macroscopici degli ultimi episodi tra gli altri personaggi.

Anche lo scontro al vertice di inizio puntata, tra Meredith e Bailey, non ha significato granché. Continuare a ostentare l’insubordinazione di Meredith sulla questione Webber-Minnick è noioso e palesemente studiato come diversivo per andare avanti. Ma davvero è così importante? Niente di eccitante, sul serio.
Lo scontro tra la nuova responsabile degli specializzandi e il vecchio volpone ha stufato già da un po’, e di conseguenza anche i derivati litigi tra April e Jackson. Sterili.


Una svolta significativa (oltre alla migliorata caratterizzazione di Jo e Riggs in quest’episodio a mio parere) arriva sul versante Arizona. Banale ma desiderato da tutti, ecco finalmente il bacio con Eliza Minnick, l’amica-nemica che ha portato scompiglio in ospedale. Non so se anche questa storia avrà vita difficile, come tutti gli altri romance della serie, probabilmente sì, ma la coppia potrebbe piacermi.
Perché a differenza di Callie, Eliza potrebbe essere per Arizona un appoggio felice e non una lotta continua. Una soluzione e non un problema. Adoravo le Calzona, molto intense ai tempi d’oro, ma la loro storia era ormai inquinata dagli eventi, privata di qualsiasi futuro.

Nuove sfide e nuove trame? È quello che vorremmo. Perché, nonostante amiamo questa serie, i motivi per andare avanti sembrano davvero futili e poco inclini ad essere risolti. Alla luce di una quattordicesima stagione confermata, spero che gli autori abbiano in mente qualcosa di più di qualche scaramuccia in ospedale per tirare avanti il carrozzone. E i casi dei pazienti non possono risolvere tutto. Concentriamoci sul buono e andiamo avanti con le trame importanti (Jo, Owen, Amelia, Arizona) o rimarremmo bloccati nel nulla. Per ora la serie è abbastanza debole. Qualcosa c’è, ma è poco.

Grey’s Anatomy ha bisogno di spinte forti, speriamo arrivino.

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13.14 - Back Where You Belong
  • Qualcosa si muove
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