fbpx
Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy – Recensione dell’episodio 13.13 – It Only Gets Much Worse

Ogni volta che un nuovo episodio di Grey’s finisce, la memoria cavalca sempre le glorie di un passato in realtà non troppo lontano come invece può sembrare. Se ripensiamo alla morte di Derek, alla tempesta, all’incidente aereo… si parla (letteralmente) di pochi anni fa, 4 o 5 al massimo. Qual è, dunque, il segreto per smettere di fare il confronto con il medical drama che Grey’s Anatomy è stato un tempo? Come possiamo, noi accaniti e fedelissimi fans delle origini, continuare a guardarlo e a non rimpiangere il passato?

Perché per quanto gli episodi possano essere interessanti, tenendoci sempre costantemente sul filo del rasoio, un po’ mi spaventa l’idea di una quattordicesima stagione, sono estremamente sincera. Le morti e le catastrofi hanno lasciato spazio a sì accattivanti guerre di potere interne, ma anche altrettanto scialbe, cosette futili che, seppur in maniera diversa, ci sono già state propinate precedentemente, con la differenza che nelle stagioni precedenti questi conflitti politici facevano da contorno a story-lines più consistenti e succulente.

Accantonata definitivamente la questione di Alex (che ora deve semplicemente trovare un modo di riguadagnare il proprio lavoro), sembra infatti che la battaglia emotiva (e non solo) tra Webber e Minnick sia diventata ormai il perno della seconda parte della stagione. Anzi, è diventata talmente centrale come tematica, da spazzare via tutti i personaggi che ad essa non sono connessi: Alex, Amelia, Owen e persino Meredith non hanno avuto la possibilità nemmeno di farsi un’affacciata fugace nell’episodio.

Al contrario, nell’orbita di questa grandissima supernova pronta ad esplodere, sono stati risucchiati in tanti, prima fra tutti April. Nello scorso episodio, infatti, la Bailey l’aveva convocata in merito ad una decisione importante da prendere: ad oggi sappiamo che April è ufficialmente il capo-reparto di chirurgia generale, ma non sappiamo bene cosa sia realmente successo in quello studio dopo che la Bailey ci ha letteralmente chiuso la porta in faccia. “Noi non vogliamo che voi sappiate, almeno non per ora”, così io l’ho interpretato. Risulterebbe troppo banale, a mio avviso, l’opportunistica scelta di April per fare carriera: da quando la Kepner è pronta a scalare le vette del successo a discapito dei suoi amici? E perché cambiare idea da un giorno all’altro? Sono fiduciosa che ci sia di più, dell’altro che ancora non vogliono farci sapere.

Dopo la Kepner, sicuramente la Edwards è da annoverare tra gli sconfitti di questo episodio. A lei e a Ben sono stati assegnati i primi due interventi da “solo”; mentre quello di Warren fila liscio come l’olio – sotto la supervisione di un Richard ed una Miranda troppo impegnati a confrontarsi sulla questione del programma degli specializzandi per dare conto al suo successo in sala operatoria – Edwards incappa in un errore probabile, ma poco comune: a niente serve l’intervento della Minnick o di Arizona; il bambino al quale stava operando una semplicissima colecistectomia muore in sala operatoria a causa di una forte emorragia interna. 

Il metodo innovativo della Minnick ed il suo programma che lascia ampio spazio alla pratica degli specializzandi si mostra in tutta la sua splendida fallacia: Minnick non è in grado di sostenere il peso di una perdita come quella di Matty e, di conseguenza, lascia alle sue paturnie e ai suoi sensi di colpa la Edwars che, senza dubbio alcuno, si rifugia tra le sicure braccia di Webber. In altri casi avrei commentato fiumi e fiumi di parole a riguardo, ma questa volta no; questa volta Shonda manda il suo messaggio e lo fa forte e chiaro: è Webber il nostro eroe. Per quanto accantonato, messo da parte, umiliato, spodestato, è lui, e niente e nessuno cambierà mai questa ancestrale sicurezza.

Per il resto, come già detto in precedenza, negli ultimi episodi di Grey’s sembra che Shonda voglia lasciare il giusto tempo ed il giusto spazio a ogni singolo personaggio, mettendo per un po’ di tempo nell’angolo tutti gli altri. In stand-by la relazione tra Amelia ed Owen, tra Alex, Jo ed anche De Luca (che ha un’importanza maggiore nel triangolo più di quanto ci aspetteremmo – o vorremmo), la stramba ed inconcludente convivenza di April e Jackson, persino il conflitto armato tra la Bailey e Meredith. A fine episodio, tuttavia, ci regala (a mio avviso) una preziosissima chicca tra Eliza ed Arizona, completamente in contrasto col veleno che le due si erano sputate alla fine del precedente episodio. Qualcosa sta nascendo: non solo lo vediamo, ma lo percepiamo soprattutto. Spingi l’acceleratore sul pedale di Arizona, forza Shonda! Ridiamo carica e vigore ad un personaggio che ha perso un po’ della sua super-verve da quando la sua dolce metà è andata via (dallo show e quindi dalla sua vita).

Semplice, mi verrebbe da dire. Niente di più, niente di meno di quello che in realtà già sapevamo. Tanto da questo lato dello schermo tifiamo già tutti per Webber.

Per restare sempre aggiornati su Grey’s Antomy, con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per Grey’s Anatomy Italia, Thank God is Tursday – SHONDALANDPrendi me, scegli me, ama me, Shondaland Italy. E non dimenticate di di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

13.13 - It Only Gets Much Worse
  • Semplice
Sending
User Review
3.5 (2 votes)
Comments
To Top