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Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: recensione dell’episodio 13.04 – Falling Slowly

Grey's Anatomy

Succede, nelle serie tv, che spesso si senta il bisogno di creare episodi di congiunzione. Una virgola fra i diversi avvenimenti che ci permetta di fermarci e focalizzare meglio la direzione verso cui stiamo andando. È quello che fa Grey’s Anatomy con questa terza puntata di stagione, e forse ne avevamo bisogno.

alexxFalling Slowly è un capitolo tranquillo tra le pagine di Grey’s che, senza troppe pretese, ci aiuta a vedere i particolari di situazioni, stanziate già da tempo, che forse non avevamo colto. Tutti sentono di avere punti deboli e nervi scoperti, insicurezze e vergogne che vogliono eliminare per lucidare la propria persona.

Alex sente il peso di essere stato retrocesso al poliambulatorio Danny Duquette e la cosa lo ferisce più di quanto immaginassimo. Umiliato e amareggiato dalla consapevolezza di dover sottostare agli ordini dell’infermiere Tamir, cerca in tutti i modi di far emergere le sue capacità di chirurgo affermato in contesti che non lo richiedono e finisce per innervosirsi più del solito. La sua è quindi una lenta e dolorosa caduta della propria autostima, che vede però una luce grazie a Emma, una paziente molto particolare. La ragazza si reca periodicamente al poliambulatorio per ricevere le flebo di cui lei afferma il suo corpo abbia bisogno naturalmente. Inizialmente scambiata per un’alcolista e verbalmente aggredita da Alex e Webber, la giovane scoprirà una verità sconvolgente. La diagnosi di Alex rivela che Emma ha la rarissima sindrome di Ehlers-Danlos. Il dottor Karev però non vuole prendersene il merito e lascia che sia Webber a farlo; in realtà credo che la faccenda non sia finita qui ma la storia rimane comunque emblematica. Alex risulta essere il chirurgo perfetto: capace, attento, dedicato e disponibile a non prendersi giusti meriti per la salvaguardia del paziente e dell’ospedale. Dimostrazioni di umiltà che mancano a tutti i suoi colleghi chirurghi, a partire da Meredith, e forse a molti di noi nella vita reale.

jacksaprilLa discesa di Amelia sul piano emotivo è invece piuttosto rapida a causa del suo carattere impetuoso. Dubbiosa di non conoscere abbastanza il suo neo-marito Owen e timorosa per ciò che lui non sa di lei, comincia a elaborare domande a raffica nella speranza di trovare risposta a tutto e ottenere un perfetto rapporto di coppia. Il rapporto di coppia è un tema ricorrente anche per April e Jackson, che si ritrovano ad amare singolarmente ma vivere collettivamente i passi della bambina di cui sono genitori. April, riabilitata dopo il dolorosissimo parto, medita di lasciare la casa di Jackson dove vive con sua figlia ma Jackson ne rimane sconcertato. La situazione è curiosa considerando che i due sono divorziati ma si trovano di fatto ad essere genitori separati in casa e a vivere quindi sotto lo stesso tetto. Da entrambe le coppie capiamo, nei momenti finali dell’episodio, che la sincerità è l’elemento chiave di ogni rapporto che funzioni. Amelia e Owen si confidano i loro segreti, rispettivamente riguardanti la droga e la morte dell’ex fidanzato per Amelia e l’episodio dello strozzamento di Cristina per Owen, mentre April e Jackson si dicono chiaramente cosa si aspettano l’una dall’altra, collaborazione e niente più. L’amore (anche se sotto diverse forme) regna in entrambi casi. Io continuo sempre a sperare in un ritorno di fiamma per i Japril.

Quella di Meredith la definirei semplicemente una caduta di stile. La protagonista della serie cade al lavoro come nei rapporti umani. Insieme all’amico/amante Riggs consiglia una procedura errata a Owen forse causando la paralisi dalla vita in giù di Polly, una paziente precipitata da un aliante assieme al marito. Dopo un incontro/scontro con Riggs decide di appianare i suoi rapporti col cardiochirurgo suggerendo una semplice amicizia tra colleghi. La cosa però non risolve il problema con la sorella Maggie, cui Meredith continua a nascondere la verità riguardo il suo rapporto con Riggs. Il trattare con eccessiva diplomazia la sorella porterà sicuramente a catastrofi sentimentali fra qualche puntata e la cosa non mi entusiasma. Trovo adolescenziali i temi presi in considerazione per questa storia e, di puntata in puntata, si scade sempre più proseguendo in questa direzione. Meredith necessita di un riscatto caratteriale al più presto.

Grey's AnatomySe il semplice atto della caduta dura un attimo, i suoi effetti possono essere subiti a lungo e continuativamente. Rialzarsi non è facile e scivolare ancora più in basso è possibile. Occorre notevole forza di volontà per cercare di mantenere il fragile equilibro che la caduta ci lascia. Molto spesso barcolliamo e, dopo un periodo di stasi, riusciamo a tornare in piedi con spinte e consapevolezze diverse. Non tutte le cadute sono uguali, ma tutte sono ugualmente utili. Camminando si cade. Se non si cade non si sta camminando.

Un passo dietro l’altro, Grey’s continua a camminare dopo questo episodio-congiunzione. Ce ne serviranno altri? Forse sì.

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13.04 - Falling Slowly
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