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Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: recensione dell’episodio 12.22 – Mama Tried

grey's anatomy 12.22

In occasione della festa della mamma, Grey’s tira fuori uno degli episodi più drammatici di sempre. Mama Tried, diretto da Kevin McKidd alias Owen Hunt, parla di mamme ma soprattutto di maternità, un concetto complesso e per niente scontato in un secolo così pieno di cambiamenti ideologici. Non essendo riuscite a evitarlo, Callie e Arizona si rivolgono alla giustizia per risolvere la questione dell’affidamento esclusivo della piccola Sofia. Callie vuole trasferirsi a New York con la nuova compagna Penny portando con sé la figlia e Arizona non ci sta. Terribile ma tremendamente azzeccata la metafora col passo biblico del bambino conteso e il giudizio del Re Salomone. Due donne di fronte a lui giurano di essere entrambe madri di un bambino ancora in fasce e Salomone, non sapendo scegliere tra le due, decide di far portare una spada per dividere il bambino in due metà, solo se una delle due cederà la tragedia non si compirà altrimenti non ci sarà altra conclusione. Nella Bibbia, una delle donne, vista la spada, prega piangendo di non uccidere il bambino e re Salomone sentenzierà: “È lei la madre”. Grey’s Anatomy non si discosta molto dalle Sacre Scritture. Ma andiamo con ordine.

callie e sofiaLa puntata si apre immergendoci già nel clima di tensione che si respirerà per tutti i successivi 42 minuti e noi già contiamo le lacrime che verseremo. Sappiamo che in questa puntata Callie e Arizona soffriranno e noi soffriremo con loro in ogni caso perché, a differenza di altre coppie, in questo caso amiamo immensamente entrambi i personaggi coinvolti. Nei primi minuti veniamo rinfrescati sugli avvenimenti riguardanti le Calzona degli ultimi anni che già ricordiamo benissimo: il primo incontro, il primo bacio, il grande amore, Mark Sloan, la gravidanza, l’incidente in macchina, il parto, il matrimonio, l’incidente aereo, la protesi alla gamba di Arizona, il tradimento di Arizona, la perdita del bambino di Arizona, la terapia, la separazione, Penny. Messe in fila queste sembrano grandi tragedie ma chi ha sempre seguito la serie sa quanto queste due si siano autenticamente amate e vederle farsi la guerra è davvero doloroso ora.

Come anticipato dallo stesso McKidd, non sembra di star guardando la solita puntata di Grey’s Anatomy perché la maggior parte dell’episodio si svolge in tribunale, ma noi ultimamente siamo abituati a cambi di scenario. Nonostante questo però, continuiamo a seguire un caso di Arizona in ospedale al quale lei si dedica con attenzione. Si tratta di Jenny, la 14enne di qualche puntata fa che teneva nascosta la gravidanza alla madre, ora insieme a lei, per una brutta caduta avuta che metterebbe a rischio la vita del bambino. Essendo Arizona ovviamente non disponibile, si occuperà del caso l’anziano ginecologo assieme ad April ed Alex. Subito però emerge l’approccio sbiadito di Russo in confronto all’eccellenza di Arizona. Mentre il primo propenderebbe per un parto anticipato rischiosissimo e sbagliato, la seconda sarebbe per un patch che terrebbe il bambino al sicuro nella pancia ancora qualche settimana in modo da favorirne la nascita perfetta. Sul filo del rasoio, sarà fortunatamente Arizona ad averla vinta e tutto si risolverà per il meglio.

meredith in tribunaleIn tribunale invece una soluzione migliore per Sofia non si avrà in nessun caso. Mentre la piccola gioca con Zola a casa di Meredith, nel palazzo di giustizia si consuma uno scontro senza esclusione di colpi. Accompagnate da due avvocatesse senza scrupoli (non a caso donne, una nera e una asiatica, Shonda continua a lanciare i suoi messaggi), Callie Torres e Arizona Robbins combattono per ottenere l’affido esclusivo di Sofia andando incontro a qualcosa che cambierà per sempre le loro vite e incrinerà inevitabilmente il rapporto tra loro. Di fronte a loro la giudice Keane, seria e concentrata. A testimoniare ci sono Meredith, Penny ed Owen per Callie, Webber e DeLuca per Arizona e la Bailey che si dimostra imparziale.

Mentre la linea adottata dall’avvocato di Arizona si dimostra più regolare, la controparte gioca un po’ sporco e sfocia in aggressività nei confronti di Arizona, con velate allusioni alla non maternità biologica di Arizona e alla paternità di Mark (anche se devo dire in maniera misurata fortunatamente). Ovviamente tutto viene passato al setaccio: l’incidente in macchina, il parto, la relazione delle due, la separazione e l’ultima arrivata Penny viene letteralmente riempita di domande su Sofia alle quali risponde quasi sempre perfettamente tranne all’unica, fatale, domanda sulla classe frequentata dalla piccola a scuola. Meredith cerca di sembrare equilibrata ma la sua troppa sicurezza finisce per tradirla, Webber cade in qualche trappola (allusioni ai numerosi flirt di Arizona etichettata come poco seria) rialzandosi sempre, e  anche gli altri se la cavano più o meno bene durante la testimonianza.

La molla finale scatta quando sono chiamate a testimoniare proprio le dirette interessate: Callie e Arizona. Callie, commossa, ribadisce quanto il suo essere madre rappresenti la totalità del suo essere viva, del suo essere umana e di quanto la sua vita sia stata un difficoltoso viaggio di amore benedetto dalla presenza di Sofia. Sofia è ciò che la tiene ancora in vita. Arizona comincia a parlare ma è visibilmente turbata dalle continue scorrette speculazioni dell’avvocato. Meno preparata di Callie, parla senza nessun intento oratorio e al terzo squillo del cellulare decide di tornare in ospedale ad aiutare il bambino di Jenny, lasciando il processo.

Ma prima di andare, Arizona rivolge a Callie, davanti al giudice e a tutta l’aula, poche, fondamentali, parole dettate dal cuore di chi ha scelto una maternità amata fino in fondo e non piovuta dal cielo come insinuato da molti. Afferma di amare una bambina amata sopra ogni cosa, e amata da due mamme che la amano di un amore autentico e genuino, e che continuerà a farlo qualunque cosa accada perché sa che sarà una bambina sana, amata ancora, e lei non potrebbe essere più felice di essere genitore di Sofia proprio perché è Sofia nella sua individualità, come persona ed essere umano. Via la borsa, il cappotto, e Arizona lascia l’aula davanti al sorriso vittorioso di Callie, sapendo di aver lasciato scivolare via Sofia per sempre. La dottoressa Robbins arriva in ospedale e salva la vita del bambino della piccola Jenny.

arizonaStacco. Siamo a casa di Meredith. L’udienza è finita. Vediamo Mer portare Sofia a sua mamma, quella che la terrà per sempre d’ora in poi perché ha vinto la causa. Arizona. Arizona ha ottenuto la custodia esclusiva di Sofia e vince il processo. Sorpresi, sbigottiti, spaventati, non possiamo che essere d’accordo ma le lacrime di Callie feriscono comunque. Avevamo sorriso quando Mer e Callie avevano ricordato un Mark Sloan alle prime armi con sua figlia Sofia ma oggi tutti noi abbiamo tifato per Arizona. Non per una guerra o per giustizia, non perché sia più mamma di Callie ma perché è stata sé stessa. Non ha messo l’emergenza dell’ospedale davanti alla figlia, ha seguito quello che è stato il suo sentire ed è stata fedele a sé stessa fino in fondo e se così farà anche con sua figlia, allora è la scelta giusta. Tornando al passo di Salomone, mi sento di dire che oggi Arizona è stata quella donna che ha chiesto di non uccidere il bambino, l’avrebbe salvato e oggi avrebbe accettato che Sofia andasse con Callie purchè fosse sana e amata. Non avrebbe permesso che venissero dette le cattiverie che Callie ha fatto da dire su di lei (così come le dirà di persona), ed è stata, in questa circostanza, migliore.

Nessuno vince ma c’è chi perde. In una storia triste non c’è finale felice. Questo è un dramma giudiziario. La separazione di due genitori per un figlio è dolorosa e lo sarà sempre. Si tratta di scegliere, ed oggi Grey’s Anatomy ha scelto.

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12.22 - Mama Tried
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