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Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy – Recensione dell’Episodio 12.14 – Odd Man Out

Dicembre 2070: soffriremo ancora per la morte di Derek Shepherd.

Ai piani alti, invece, sembra che la scomparsa del nostro Stranamore venga risentita molto meno. Siamo solo a metà della dodicesima stagione e già a Meredith viene servita su di un banale piatto d’argento la possibilità di frequentare di nuovo qualcuno. E’ anche vero che tempo del racconto e tempo della storia hanno smesso di coincidere già da un po’, e che saranno già passati 3, forse anche 4 anni dalla morte di Derek Shepherd. Ma no, noi non siamo affatto pronte, ed indignate, seccate ed esacerbate, vorremmo che non lo fosse nemmeno Meredith. Sapevamo che, prima o poi, questo momento sarebbe di certo arrivato, ed ancora una volta non facciamo che cadere nella trappola della crudele Shonda: forse questa sarà la giusta pedina per smuovere un po’ le cose e ravvivare la nostra attenzione ormai carente.

1L’episodio si dipana per tutta la sua durata sulla tematica del rapporto strutturato-strutturando. Anche io che sono da questo lato dello schermo sono un po’ stufa che, ad ogni stagione, ci venga rifilata sempre la solita solfa, figurarsi gli attori ad interpretarla. Il “deus Richard Webber ex machina” letteralmente mescola un po’ le carte, assegnando a caso gli strutturandi agli strutturati. Seguiranno lamentele, respinte, esasperazioni, malavoglia, insomma, il solito. Possono cambiare le condizioni, possono cambiare i personaggi, possono cambiare i rapporti, ma i presupposti sono sempre gli stessi: gli strutturati continuano e continueranno a schiacciare gli strutturandi come fossero dei piccoli, insignificanti insetti. Per chi segue la serie sin dall’inizio risulta buffo e forse anche un po’ interessante (ma solo da lontano) constatare che a chiudersi in quei bagni a sparlare degli strutturati non sono più Meredith, George, Izzie, Alex e Cristina, ma nuovi volti, nuove facce, nuovi personaggi che anche solo 7 anni fa non avremmo mai immaginato di vedere. E così capiamo che di cose ne sono cambiate, e anche tanto: arriva un po’ di nostalgia per il leggendario Grey’s delle prime stagioni, ci ricordiamo che George è morto sotto un autobus, Izzie è sperduta chissà dove e Cristina è in Svizzera a dirigere un ospedale rinomatissimo e ci risulta difficile prestare attenzione all’episodio di per sé anche perché, come ho già detto, niente di nuovo bussa alla porta. Meredith che si accanisce con la fidanzata di Alex non è una novità ormai: questo cameratismo tra i due, man mano che il cast perdeva gli originali protagonisti, è diventato sempre più forte, fino a raggiungere livelli di morbosità che, a mio avviso, nel mondo di tutti i giorni dovrebbero rappresentare dei campanelli d’allarme, e anche molto rumorosi. Ci sta tutto, l’amore, il bene, il senso di protezione ed anche la pseudo devozione di Alex nei confronti di Meredith, ma a tutto c’è un limite.
I paroloni di Jo messi un po’ a casaccio a voler costruire una ben piantata lamentela sembrano però aver avuto effetto per fortuna; Meredith ritorna un po’ sui suoi passi, ammette di averla trattata male, fornisce le motivazioni alla base di questo comportamento, sprona Jo a non farsi tagliare la strada da nessuno e le dice infine di tifare per lei e Alex.

Parallelamente, Amelia ha dei seri problemi con Blake, incapace di averla al suo servizio. Sarà Riggs ad ad2aiutarla a superare questo suo problema, facendole capire che i giudizi personali non possono e non devono in alcun modo interferire con il lavoro. Alla fine anche Amelia tornerà sui suoi passi, confessando ad Owen che la Blake ha una precisione impeccabile e millimetrica, e che è nata per essere un neurochirurgo, per cui sì, nonostante tutto, deve insegnarle la professione: glielo deve.

Un momento, un momento: ma parliamo della stessa Penelope Blake, l’insulsa tirocinante dai capelli rossi del Dillard Medical Center che non ha salvato la vita di Derek?! Troppi lieto fine. Troppe illuminazioni divine. Troppe scelte giuste. Vogliamo più casino, più indecisione, più sbagli ed errori, più perdita del controllo. Suvvia!

Greys-Anatomy-12x14-ArizonaMa forse di casino e di errori ne abbiamo già abbastanza per quanto riguarda la gravidanza di April. Arizona ed Alex –gli unici a conoscenza del bambino- cercano in tutti i modi di convincerla a parlarne con Jackson. Ma April sembra fortemente convinta di voler affrontare la cosa da sola e senza particolari precauzioni, nonostante vi sia la possibilità che il feto abbia la stessa malattia che ha portato Samuel a morire poche ore dopo la sua nascita. Costretta in parte dalle parole di Alex, resasi anche conto di stare facendo una scelta sbagliata, April decide così di confessare a Jackson di essere incinta, ma a quanto pare Arizona sembra averla battuta sul tempo.

Insomma, qualche novità qui, qualche cambiamento lì, eppure anche questo episodio s’è trascinato un po’ fino alla fine. Che la possibile relazione di Meredith con l’alto e affascinante mr. Thorpe possa davvero riaccendere un po’ di entusiasmo ed attenzione? Staremo a vedere.

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12.14 - Odd Man Out
  • Un po' sciapo...
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