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Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: Recensione dell’Episodio 12.04 – Old Time Rock And Roll

Quest’anno, finalmente, non siamo costretti ad aspettare il mid-season finale per avere un cliffhanger come si deve: gli sceneggiatori di Grey’s ci hanno in pugno già da questa quarta puntata, quando alla fine dell’episodio scopriamo che la nuova fidanzata di Callie è Penny. Chi è Penny? Esatto. Se non fosse stato per gli appropriatissimi flashback, nessuno si sarebbe ricordato della dottoressa inesperta di quell’ospedale sperduto che non è riuscita a salvare la vita di Derek. Ce l’aveva scritto in faccia che sarebbe caduta nel dimenticatoio, ed invece, come sempre, Shonda ci sorprende: crea realtà allucinogene dove tutto sembra andare bene ed all’improvviso ti scappa un sonoro “Non è possibile”, butta sale sulle ferite e noi non riusciamo a smettere, ne vogliamo sempre di più. Come al solito all’ignaro spettatore toccano solo le briciole, l’illusione, la presa in giro: l’episodio è pieno zeppo di rimandi a questo passato che quasi si ha pauraImmagine2 di nominare, e che si chiama Derek; si concretizza velatamente nelle tenere confessioni che Meredith fa alla sorella, “Sono felice ora, ho la chirurgia, ho i miei figli, ho voi”, o nel tenebroso dolore di una perdita che cambierà completamente la vita di chi la subisce, e che deve duramente essere insegnata agli specializzandi, ma mai, mai una sola volta il copione ha permesso di menzionarlo per nome. E’ solo a fine episodio che riusciamo a renderci conto di come Shonda si fosse preparata il terreno per lanciare questa bomba ad orologeria.

 L’intero episodio potrebbe essere assimilabile ad una profonda introspezione dell’inconscio, un corso di pensieri che zampilla come una catena da un personaggio ad un altro, e che accompagna i sentimenti di chiunque durante una difficile ricostruzione personale. Arizona rappresenta, in questo episodio, la speranza, che si manifesta nella figura di Abe, un novantenne dipendente dalle gelatine che ha trovato l’amore ad 85 anni, ma che muore all’improvviso e silenziosamente prima di avere la possibilità di chiedere la mano della sua fidanzata. In Arizona, con quel pianto liberatorio di fine episodio, esplode tutta la sua voglia di tornare ad innamorarsi, ora, tra due mesi o tra dieci anni, con la ferma sicurezza che lì fuori dev’esserci ancora un’(altra) anima gemella pronta ad accoglierla ed ad abbattere i muri di reticenza e di paura dopo la batosta con Callie.

ImmagineMeredith incarna invece la pacata rassegnazione: consapevole di non poter più affermare con sicurezza cosa il futuro le riserverà perché il futuro è una grande e spaventosissima incognita per tutti, Meredith dice a Maggie di aver chiuso i battenti per “Vaginolandia” e per il “Treno degli Orgasmi”, e nel contempo stesso sta dicendo a se stessa di non essere pronta per un’altra relazione e di non volerlo nemmeno, perché ora, dopo tanto tempo, nonostante tutto, contrariamente a tante previsioni… Meredith è felice, di nuovo.

Amelia si porta dietro i suoi innumerevoli problemi di fiducia: la sua insicurezza, derivante da un faticosissimo passato di tossicodipendenza e lutti (che quasi raggiunge il mitico record di Meredith) l’ha sempre spinta ad essere incapace di affidarsi completamente agli altri e a respingerli: così con Derek, il cui unico intento è sempre stato quello di proteggerla dall’abominevole cattiveria di un mondo senza regole, come anche con Owen, incapace da un lato di donare amore per paura di rimanere ferita, dall’altro di riuscire addirittura a riceverlo, talvolta gratuitamente e senza chiedere nulla in cambio. Con Edwards, la situazione si ripresenta: nonostante Stephanie gestisca i casi più importanti di Amelia e ne faccia le veci in sua assenza, le due continuano a mantenere una formale distanza, senza mai riuscire o volere andare a fondo, scavare nell’animo e nell’intimità dell’altra. Ma questo forzato castello di carte va all’aria nel momento in cui Edwards si rifiuta di assistere Rachel Bishop, una paziente che ha appena subito una craniotomia decompressiva. Amelia si sente ferita, si sente tradita: tra tante persone, tra tanti specializzandi, lei ha scelto Stephanie, e Stephanie l’ha delusa. Spalle al muro, con le lacrime agli occhi, Stephanie è costretta ad arrendersi a quel dolore che l’ha terribilmente segnata da piccolina, quando era costretta a subire dei test clinici per l’anemia falciforme di cui era affetta. I veli cadono e la profondità dell’anima viene a galla. Ma con la maligna pulce della Wilson, gelosa di non riuscire a raggiungere i competitivi ed altissimi livelli dell’amica diventata ormai braccio destro fisso del primario di neuro, Amelia cade ancora di più in un problema di attendibilità, ritenendo completamente inventata la storia della Edwards. La cosa la urta a tal punto da riferire questa magagna a Webber, che ormai saranno tipo sei stagioni che non è più il capo, ma rimarrà sempre “the chief”, la saggezza fatta persona. Quando però Richard dichiara di aver ricevuto personalmente una telefonata dal dottore del Saint Jude che raccomandava la Edwards per la specializzazione grazie al suo preziosissimo contributo per il trial, Amelia è costretta a fare cento passi indietro. Cadono di nuovo i veli, questa volta della sfiducia e dell’arroganza: tra le due si suggella un patto di sangue, sancito da lacrime ed abbracci, e siamo pronte ad accogliere benevolmente un cameratismo primario-specializzando che non vedevamo ormai da anni.

Grey’s-Anatomy-12x04-2Infine, la piccola, carinissima e goffa Maggie, lotta a tu per tu con la sorpresa di una relazione inaspettata ed immorale. Da sempre spinta dai suoi genitori a fare la cosa più giusta e doverosa in qualsiasi situazione, si trova in estrema difficoltà quando capisce di essere attratta da De Luca, il pseudo-coinquilino di Arizona, per intenderci, ed incapace di gestire con la sua solita maniacalità la situazione. Eppure a fine episodio, pur confessando a De Luca che ciò che è accaduto tra di loro è stato sbagliato e che non può più ripetersi, finalmente la vediamo nei panni di una ragazzina che ha voglia di far esplodere il suo io, facendo talvolta anche qualcosa di sbagliato (raccogliendo così l’eredità della nostra Meredith, che ora è ufficialmente una “vedova morta dentro”).

Noi ora siamo qui, e loro sono (idealmente) a casa di Meredith, attorno a quel tavolo. Ormai non ci chiediamo nemmeno più cosa succederà. Perché già sappiamo che, qualcosa, succederà di sicuro.

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12.04 - Old Times Rock and Roll
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