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Grey’s Anatomy: recensione dell’episodio 12.01 – Sledgehammer

Sledgehammer in inglese significa mazza. Non una mazza da baseball, piuttosto un grosso martello, perfetto per tumblr_nuj9pcsdPx1s0gaqko1_r1_1280 (2)abbattere muri. Come il muro a casa di Meredith. La dodicesima stagione di Grey’s Anatomy infatti si apre così, irruentemente. Amelia prende a mazzate il muro nel salone della vecchia casa di Ellis Grey, dove lei, Maggie Pierce e Mer sono tornate a vivere, insieme. La convivenza non sembra andare troppo bene a causa dei continui screzi tra Meredith e Amelia ma il tutto viene visto in chiave parodistica, tragicomica. Il mio primo pensiero vedendo queste scene iniziali è stato: “Ok, allora è vero che questa stagione sarà molto più leggera.” E il resto della puntata non mi ha smentito.

Shonda va sul sicuro. Ci fa entrare di nuovo in casa sua senza problemi, senza che noi ce ne accorgiamo. In genere, il problema delle première è che essendo le prime puntate dell’anno di ogni show, abbiamo paura di non ritrovare più quell’aria affidabile di sempre, di essere sconvolti dalle novità e sentirci orfani della stagione precedente. Beh, state tranquilli, non è certo il caso di Grey’s. Non ci sono nuovi personaggi (non rilevanti almeno), nessuna tragedia all’orizzonte e nessun trauma iniziale. Dopo pochi minuti ero di nuovo a casa.

Grey's anatomyGrazie all’aiuto di una colonna sonora particolarmente pop (Wrecking Ball, Rude Boy, Try e Fancy di Iggy Azalea), i 41 minuti di visione scorrono piacevolmente. Il lieto fine è assicurato e anche la lacrima facile che serve a tenerci buoni. La storia delle due ragazzine lesbiche protagoniste della settimana, Jess e Aliyah, non potrebbe non intenerirci e Shonda lo sa, sa anche che coinvolgere il personaggio di Callie nelle questioni LGBT è sempre un’assicurazione perché Sara Ramirez è assolutamente sempre un’assicurazione. Il bullismo omofobo esercitato dalla madre di una delle due ragazzine e, in generale, il bullismo che diventa poi uno dei temi principali della puntata, attrae l’interesse di tutti perché la questione è sempre più vicina al sentire comune. È un po’ un vincere facile forse, ma funziona sempre.

La storia della Bailey eletta capo dell’ospedale non coinvolge come dovrebbe. L’iniziale ostacolo dell’altra perfetta Grey's anatomycandidata al ruolo, Tracy McConnell, viene superato facilmente (troppo facilmente) dalla nostra Miranda a fine episodio, che, con il classico discorso strappalacrime americano, ottiene il posto senza troppi problemi. Il resto è tutto uno scambio di battutine e scherzetti tra Arizona (che affitta la sua stanza a Giacomo Gianniotti), Stephanie Edwards, Alex, Jo e altri personaggi che rimangono oscillanti sullo sfondo.

L’unico elemento di spannung è quello fornitoci da Jackson e April. Il ritorno di quest’ultima, vociferato per tutto l’episodio, avviene negli ultimi minuti prima della chiusura. La tensione fra i due è evidente e per il momento è l’unico spunto interessante su cui costruire qualcosa in questa stagione. La loro storia si è molto complicata negli ultimi anni e ora anche noi spettatori non sappiamo più a che punto eravamo arrivati. Quale sarà il prossimo step?

Insomma tutto fila liscio come l’olio. Troppo. “Everything is changed” dice Meredith a inizio puntata, ma a me non sembra proprio. Cambiare la casa della protagonista e modificare le combinazioni tra i personaggi non equivale a mischiare le carte in tavola. Il risultato non è male certo, mantenere le apparenze è un colpo sicuro da 12 anni, ma troppo prudente, quasi prevedibile. Per essere competitivo Grey’s dovrà attingere a qualcos’altro quest’anno, e temo che non basteranno le solite tragedie. Noi ci aspettiamo qualcosa di più. Sarà in grado di darcelo?

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Simone Bottaro

Laureato in Lingue, letterature e culture straniere presso l'Università degli studi Roma Tre, ama leggere e scrivere. Appassionato di musica, cinema e serie tv, adora il mondo anglosassone e in particolar modo quello statunitense, ma ritiene assolutamente insuperabile la bellezza dell'Italia. Amante delle comedies musicali (Glee), segue tra gli altri generi Grey's Anatomy e How to Get Away with Murder.

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