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Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: Recensione dell’Episodio 11.23 – Time Stops

Che sia una coincidenza voluta oppure no, a questa 11×24, “Time Stops” corrisponde per davvero un tema statico. Il tempo non solo di Meredith, ma dell’intero show sembra fermarsi, anzi, sembra averlo fatto da parecchi episodi oramai: da quando erano partiti i primi flashbacks del tormentato amore tra Derek e Meredith che, per quanto essenziali alla comprensione, lasciavano davvero poco spazio alle nuove boccate d’aria di cui la serie ha bisogno. Sul questa scia si erano instaurati, poi, quelli del passato di Meredith, anche questi rivisti in una serie di episodi di cui ormai s’è perso il conto, fino a culminare, talvolta, in episodi forse fin troppo pieni di analessi, che più che dare l’idea di un nuovo capitolo, lasciavano l’amaro in bocca da recap di stagioni.

Dopo il primo e l’unico flashback della puntata, il memorabile primo incontro di Meredith e Derek, si aprono i battenti a quelle tematiche che, nel corso di queste stagioni, sono state ripresentate più volte: l’arrivo dei nuovi specializzandi, un matrimonio posticipato a causa di una tragedia, un impossibile tentativo di salvataggio dalle lamiere di una macchina, la nomina di capo dell’ospedale. Da quale lato le si decida di guardare, i più attenti ed accaniti telespettatori capiscono, sin dal preludio d’episodio, che ancora una volta sarebbe dovuto toccare loro una solfa già ampiamente suonata. Ma andiamo per gradi.

Primo giorno di specializzazione. Sguardi sfavillanti ed emozionati, eccitazione che spesso sfocia nell’indelicatezza di una parola di troppo, come quando i due nuovi specializzati assegnati alla Edwards parlano di quanto avessero sottovalutato il loro primo giorno e di essere quasi grImmagine2ati per il terribile disastro avvenuto giù, al tunnel. Insomma, piccoli cuccioli indifesi, ma con la grinta, la curiosità e la determinazione di cani da caccia. Dalla galleria tutti i dottori osservano tremendamente divertiti, con la superbia di chi troppo presto, forse, ha dimenticato di essere stato davvero poco tempo prima in quella stessa sala operatoria, a sorbirsi le stesse identiche parole che Webber rifila agli specializzandi (e a noi) ogni volta che un’orda di nuove insignificanti figure da background riempi-scene vuote si vede arrivare in lontananza.

“Questi saranno i cinque anni migliori e peggiori della vostra vita”. Solo peggiori, oserei sarcasticamente dire. E continueranno anche dopo, e dopo, e dopo ancora. Persino l’atteggiamento della Edwards nei confronti delle due nuove matricole, indice di una crescita a livello professionale e di una maturità acquisita in questi quattro anni, segue i passi dell’evoluzione dei nostri personaggi principali. Insomma, niente che abbia potuto suscitare la nostra particolare curiosità, se non quello di interrogarci su chi tra gli specializzandi possa diventare una regular star della serie.

Paradossalmente, Webber e Catherine Avery sembrano realmente destinati a non coronare il loro amore. E dopo un lunghissimo tira e molla (al quale non ci è stato dato il diritto di partecipare empaticamente, dal momento che abbiamo fatto un salto temporale di un anno), finalmente arriva il momento del matrimonio. E poi una frana in una galleria: la priorità a camici e cuffiette, il bouffet in sala conferenze e maxresdefaultgli ospiti liquidati con una telefonata della manager. A noi ci tocca farci andare bene questi piccoli, limitati, paradossi abilmente camuffati da dottori che, in un centro pluri-specializzato, ospedale universitario e quant’altro, non possono permettersi di mancare il giorno del proprio matrimonio. Anche questo non ci fa certo rizzare i peli sulle braccia dallo stupore: ricordiamo ad esempio il matrimonio di Derek e Meredith che si trasformò in quello di Izzie e Alex; il matrimonio delle Calzona, avvenuto solo dopo la quasi morte di Callie; il matrimonio della Bailey, mentre in ospedale moriva Adele. E devo continuare?

Alla fine, comunque, ancora una volta i due futuri sposi discutono: ed ancora una volta si arriva all’amara conclusione che le divergenze lavorative riescono, volente o nolente, a prendere sempre il sopravvento sulle relazioni. Quante ne abbiamo viste! Ma, vi prego, continuate pure ad organizzare questi matrimoni e poi a disdirli: pagherei oro per rivedere Jackson in veste di damigella d’onore. A proposito di Jackson, il suo personaggio vive la sindrome della cosiddetta “inutilità sulla scena”: archiviato rapidamente il caso del loro bambino nato morto, con April frizzante libertina dal taglio di capelli spavaldo ed onore militare, Jackson è difficile da piazzare. Lo si mette un po’ qui, un po’ lì, in tutte le scene ma per non troppo tempo, come quando decide di opporsi alla scelta di Hunt di portare Scott, uno dei loro pazienti, in ibernazione artificiale o quando alla fine confessa velatamente sempre ad Hunt che lui ed April non stanno più bene insieme, o forse non lo sono mai stati. Dopo le Calzona, anche il periodo felice Japril finisce miseramente. Nulla mi sorprende più, la tristezza regna sovrana.

Sullo sfondo, infine, un po’ di tutto, abilmente o forse stupidamente giostrato senza approfondire troppo: Jo non è solo decisa a copiare l’hair style di April, ora è anche decisa a buttarsi nell’esperienza dell’addestramento sul campo. Questo crea un sottile disagio tra lei e Alex, la cui relazione stava diventando troppo stabile, per cui un po’ di movimento non suona proprio male. Se volessimo dare conto alle statistiche, finiranno per lasciarsi anche loro. L’uomo incastrato tra le lamiere dell’auto non suscita nemmeno lontanamente compassione. Sarà che di estrazioni impossibili ne abbiamo viste a bizzeffe, sarà che ormai la regia ha terminato tutte le sconsolate canzongreys-april-11x24-e1431272846476-700x392i che parlano di incidenti stradali, fatto sta che non è sgorgata nemmeno una lacrima. Una forse sì, ma non certo di tristezza: la goliardica gioia di vedere April in posa super-eroica sul carroattrezzi non me la toglierà più nessuno. Il personaggio di April mi mette seriamente a disagio: la preferivo goffa e imbarazzante, piuttosto che audace e temeraria. Che salto di qualità da quella settima serie in cui la trovammo a portare a spasso i maiali della sua fattoria!

E per finire, gli sceneggiatori, forse anche a malincuore, hanno sentito come un must quello di inserire una scena tra Meredith e Amelia. Amelia rinfaccia a Meredith di essere stata menefreghista, insensibile ed egoista, di aver scelto da sola, secondo un personale metro di giudizio, che fosse arrivato il momento di staccare la spina a Derek, perché lei si sentiva pronta a lasciarlo andare, senza considerare che anche altri avrebbero avuto bisogno di dirgli addio. Forse l’unico momento degno di un po’ d’attenzione di questo episodio.

Il promo della venticinquesima puntata lancia a caratteri cubitali la scritta: “dopo una stagione come questa, nessuno sa come andrà a finire.” Ma che domande, che muoiono tutti.

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